gestire la precarietà/ primo episodio- managing uncertainty/first episode

by simonacampli

“L’anticipazione ossessiva del futuro rende il futuro sempre più minaccioso” (g. nardone).

Al giorno d’oggi più che di un futuro, si potrebbe addirittura parlare di un presente minaccioso, oscurato da un senso di precarietà sempre più imperante.
ma cosa vuol dire per chi nell’era della precarietà ci è nato?
per chi fin dalla nascita ha visto un futuro se non altro incerto davanti a sè, nel mondo del lavoro così come della professionalità in senso lato, che significato assume il termine “precario”?
per tutti coloro che non hanno mai visto una vera alternativa alla “flessibilità professionale” se non nei racconti dei genitori o a volte dei nonni.

il discorso si allarga anche quando l’instabilità non è solo professionale ma invade territori più ampi fino a diventare un nuovo stato emotivo, qualcosa che ci portiamo dentro costantemente.

di certo la questione ha un impatto rilevante per il benessere attuale di tutti gli individui.

E allora, se è vero che l’incertezza e l’instabilità sono qui per restare, almeno per un pò, nel frattempo la sfida è nel trovare modi e strategie per gestire queste nuove realtà, per rispondere al senso di incertezza e a tutte le sensazioni basilari che possono scaturirne e che possono mantenere il problema (paura, rabbia, dolore) per renderci capaci di “costruire” anche in un presente più spesso caratterizzato da piccoli o grandi crolli, economici e non.
una volta stabilito questo obiettivo, da dove si potrebbe partire?
seguendo un approccio di intervento strategico, analizziamo prima di tutto cosa possiamo fare per mantenere il problema e addirittura per peggiorarlo.
conosciamo le difficoltà studiando prima di tutto da cosa sono mantenute.

Questo è il concetto di tentata soluzione: ciò la persona spontaneamente fa ma che invece di risolvere il problema mantiene o aggrava la situazione.

In linea con la “logica del problema” e quindi con il concetto di tentata soluzione, proponiamo una strategia basata sulla stessa logica: il come peggiorare.

il nostro primo compito potrebbe quindi essere quello di chiederci: come potrei peggiorare la mia situazione? come potrei sentirmi più schiavo di questa precarietà? come potrei peggiorare il mio senso di impotenza?

————————————————————-

‘ Obsessive anticipation of the future makes the future itself more and more threatening’ (g. nardone).

Nowadays more than a future, one could even refer to a threatening present, overshadowed by a sense of insecurity increasingly prevailing.
But what does it means for those who were born in the age of insecurity? for those who has seen, from the beginning, an uncertain future in front of them, in their jobs but also in the idea of professionalism in a broad sense, what does “precaroius” means for them? for all those who have never seen a real alternative to ‘ professional flexibility’ If not in the tales of their parents or grandparents sometimes.

The topic is also expanding when the instability is not only professional but invades territories wider up to become a new emotional state, something that we carry within constantly.

out of doubt the question has a significant impact on the well-being of all individuals.

AND then, if it is true that the uncertainty and instability are here to stay, at least for a while, in the meantime, the challenge is to find ways and strategies to manage these new realities, to respond to the sense of uncertainty and all the emotions that may ensue (fear, anger,  pain) to enable us to ‘build’ also a in this present more often characterised by small or large collapses, economic or not.

once we pin this objective down, where could we start?
following an approach to strategic intervention we analyze first of all what we can do to maintain the problem.
We know the difficulties studying first of all what maintained them.

This is the idea of attempted solution: those behaviors that the person does to solve the problem but instead of solving it these behaviours maintain or even worsen the situation.

Our first task could therefore be to ask: how can i could worsen my situation? How could i feel more victim of this uncertainty? how i could worsen my sense of impotence?

Advertisements