gestire la precarietà-3 /managing uncertainty-3

by simonacampli

B. Rabbia

Nel nostro ultimo incontro avevamo affrontato la questione “precarietà” come fonte di paura  ad un livello così intenso da portare la persona a bloccarsi nel proprio progetto di vita, nelle sue attività quotidiane e nel senso di benessere generale.

La reazione emotiva di paura non è l’unica variante di reazione ad una situazione di precarietà e insicurezza.

La rabbia è un’ altra  forte componente emotiva umana che raccoglie al suo interno molte sfumature di sensazioni diverse. Come reazione percettiva e poi comportamentale si associa frequentemente a situazioni in cui gli individui vivono la propria vita come precaria, insoddisfacente e incerta.

La percezione che il mondo sia ingiusto, che una serie di eventi si siano verificati quasi contro di noi e che magari qualcuno nello specifico ci abbia tolto delle possibilità che ci spettavano porta spesso la persona a reagire con rabbia ad un senso di frustrazione ed insoddisfazione verso la propria vita. Inoltre spesso è possibile ricondurre le proprie difficoltà vengono anche a problematiche più ampie, condivisibili con molti conoscenti e amici.

L’individuo quindi può mettere in atto dei comportamenti legati a questo tipo di risposta emotiva di rabbia, come:

>rimuginare sui torti subiti

>stare sulla difensiva

>prendersela col mondo ingiusto, sfogandosi attraverso lamentele

>quando il livello di rabbia sale, provocare all’esterno delle situazioni di sfogo fisico, attaccando e portando la comunicazione con gli altri ad una veloce salita verso l’esplosione (escalation comunicativa)

>prevenire il futuro attraverso pensieri negativi, vere e proprie profezie riguardanti il corso degli eventi della propria vita

In questo modo il senso di ingiustizia che inizialmente partiva dal mondo esterno, viene alimentato dalla rabbia che la persona coltiva con il pensiero negativo e con il comportamento aggressivo, sia verbale che fisico. La credenza che questa ingiustizia sia irrisolvibile e senza via di uscita fa sentire la persona sempre più scarica, priva di energie per dare una svolta creativa alla propria vita e per alimentare quel senso di benessere individuale che spesso si nutre di progetti personali, relazioni positive e senso di soddisfazione personale.

 

Meno speranze abbiamo e più ci sentiamo orgogliosi,  

al punto che orgoglio e disperazione si sviluppano insieme.

E.Cioran

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B. Anger

In our last meeting we spoke about the question of ‘uncertainty’ as a source of fear to a level so intense to bring people feeling a block in their own life project, in their daily activities and in the sense of general wellbeing.

The emotional reaction of fear is not the only variant in a situation of instability and insecurity.

The anger is another strong emotional component of humans that gathers together many shades of different sensations. As perceptive reaction and then behavioral joins frequently to situations in which individuals live their lives as precarious, unsatisfactory and uncertain.

The perception that the world is unfair, that a series of events occurred almost against us, and that perhaps someone specifically took certain possibilities from us that we were entitled of often leads the person to react with anger to a sense of frustration and dissatisfaction with their lives. In addition it is likely that people can often relate their difficulties to wider problems, which may be shared with many friends and acquaintances.

The individual can therefore implement behavior associated with this type of angry emotional response, such as:
>ruminating

>standing on the defensive

>picking on the unjust world, venting through complaints

>when the level of anger is high, provoking others to vent physically, attacking and bringing the communication with others in a quick climb toward the explosion (escalation)

>prevent the future through negative thoughts, real prophecies concerning the course of events

In this way, the sense of injustice that initially started from the outside world, is fed by the anger that the person cultivates with the negative thinking and with the aggressive behavior, verbal or physical.
The belief that this injustice is impossible to solve and without a way out, makes people feel more and more exhaust, without energies to give a creative turn in their own lives and to foster a sense of individual well-being that often feeds on personal projects, positive relations and a sense of personal satisfaction.

Less hopes we have and more we feel proud, to the point that pride and despair are developed together.

E.Cioran

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