gestire la precarietà-5 /managing uncertainty -5

by simonacampli

Niente può curare l’anima se non i sensi

O.Wilde

Ovvero come spesso accade, nell’insoddisfazione si cerca riparo con il piacere.

Il piacere del divertimento, il piacere che ci distrae, il piacere che seda per un pò le nostre ferite.

Vivere una quotidianità fatta di insoddisfazione, precarietà emotiva e economica, sentirsi persi, all’interno del proprio progetto di vita è sicuramente un contesto in cui l’individuo si sente insoddisfatto e debole.

Come ogni altro comportamento, quando si irrigidisce guidato da un senso di necessità molto forte, anche un comportamento inizialmente di svago, di compensazione, di autoregolazione, può costruire un problema quando il piacere diventa controproducente e invalidante per l’individuo.

Può essere il caso di comportamenti rischiosi e trasgressivi (il gioco d’azzardo, gli sport estremi) che inizialmente provocano piacere all’individuo in quanto danno quella scarica adrenalinica legata alla trasgressione che a volte nella vita quotidiana insoddisfacente non si riesce a vivere; può anche trattarsi di quelle situazioni in cui il piacere ricopre un ruolo sedativo del dolore, un tentativo di ricoprire o riempire uno spazio vuoto che si sente all’interno, o si struttura in una compulsione rigida a ripetere alcuni comportamenti (nell’alimentazione, nell’attività sessuale) che vissuti in maniera episodica non crerebbero all’individuo alcuna forma di dipendenza.

Possiamo anche incontrare situazioni in cui un comportamento inizialmente doloroso o fastidioso se reiterato un numero sufficiente di volte si tramuta in una compulsione irrefrenabile fonte di piacere (tagliuzzarsi, strapparsi capelli o peli, vomito autoindotto).

Come peggiorare

I comportamenti controproducenti che la persona mette in atto tentando di uscire dal problema, ma rimanendone invece invischiata sempre di più, sono nella maggior parte dei casi riconducibili ai seguenti:

  •  il piacere sedativo, trasgressivo o fonte di sensazione è l’unico o uno dei pochi che la persona si concede in una esistenza per lo più priva di piacere.

Che cos’è il piacere se non un dolore straordinariamente dolce? -H. Heine

  • il comportamento piacevole si struttura in un rigido rituale che si arrichisce nel tempo di tempi, modi e dettagli precisi che sono fonte del piacere stesso e necessari ad esso.

L’ingordigia è un rifugio emotivo: è il segno che qualcosa ci sta divorando -Principe de Vries

  • la persona cerca di autocontrollarsi forzandosi a non mettere in pratica il rituale piacevole che però una volta strutturato è più forte e quindi il tentativo di controllo non fa altro che prevenire la perdita del controllo successiva.

Tra il senso di colpa e il piacere, vince sempre il piacere -Nietzsche

 

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Nothing can cure the soul if not the senses -O.Wilde

Or as often happens, in the dissatisfaction we find shelter in pleasure. 

The pleasure of relaxation, the pleasure that distracts us, the pleasure that alleviates our wounds. 

Living a life full of dissatisfaction, emotional and economic insecurity, feeling lost within hi/her own life project is definitely a context in which the individual feels weak and unsatisfied.

Like any other behavior, when it stiffens guided by a very strong sense of necessity, even a leisure, a behaviour of initially clearing, self-regulation, can build a problem when the pleasure becomes counterproductive and debilitating for the individual. 

May be the case of risky and trasgressive behaviors (gambling, extreme sports) that initially cause pleasure to give to the individual that adrenaline-download which sometimes in everyday unsatisfactory life you cannot live;

It can also be about these situations in which pleasure is a sedative to pain, an attempt to cover or fill an empty space that is inside, or it is structured in a rigid compulsion to repeat certain behaviors (in food, in sexual activity) that lived occasionally can’t lead the individual to an addiction.

We may also encounter situations where an initially painful or annoying behaviour if repeated enough times turns into a uncontrollable compulsion source of pleasure (cutting oneself up, tearing hair or hairs, self-induced vomiting). 

How to get worse

Counterproductive behaviors that a person puts in place trying to get out of the problem, but instead getting increasingly enmeshed, are in most cases attributable to the following:

  • the sedative pleasure, transgressive or source of feeling is the only or one of the few that the person allows to himself/herself in an existence mostly devoid of pleasure.

What is the pleasure if not an extraordinarily sweet pain? -H. Heine

  •  pleasant behavior is structured in a strict ritual that is enriched over time by time, modes and precise details that are a source of pleasure and needed to it.

  Greed is an emotional refuge: is a sign that something’s gobbling us -Principe de Vries

  •  the person tries to be selfcontrolling forcing herself/himself not to put into practice the pleasant ritual but once structured the ritual is stronger and then attempting to control just announce the subsequent loss of control.

Between guilt and pleasure, always wins the pleasure -Nietzsche

 

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