Anti (davvero?) depressivi

by simonacampli

 

In questi anni di crisi l’aumento di problematiche psicologiche sembra un dato banale, chi può sfuggire anche solo a un pò di preoccupazione eccessiva in una situazione tanto precaria e difficile a livello globale?

Se poi il contesto sociale e culturale in cui viviamo ha come riferimento la patologia e non il benessere, con conseguenti scelte governative che segnano il ritorno ad una medicalizzazione estrema del disagio psicologico, fino all’estremo riaffacciarsi dei manicomi, bè allora il quadro si fa ancora più preoccupante (per un’analisi globale più approfondita potete leggere questo interessante articolo).

Spesso la prima stampella cui ci si appoggia in momenti di difficoltà è lo psicofarmaco.

Ma quanto sono efficaci questi psicofarmaci?

Quanto è consigliabile usarli se si prendono in considerazione tutti gli effetti collaterali, le diverse opinioni degli specialisti?
Soprattutto quali sono i pro e i contro della loro assunzione in determinati momenti della vita dell’individuo in cui è più probabile sperimentare una certa dose di disagio?
Mi riferisco qui a momenti particolari della vita come l’età dello sviluppo, l’adolescenza l’anzianità.

La letteratura, più o meno scientifica, si è occupata della questione nel corso degli anni dando risultati sorprendentemente contrastanti.

Analizzando solo alcuni degli studi più recenti troviamo il contributo dei ricercatori della Yale School of Medicine i quali riportano i loro risultati che proverebbero l’efficacia degli antidepressivi seppur con un 25% di pazienti, definiti “non responders” i quali sperimentano peggioramenti a causa dell’uso degli antidepressivi stessi, con risultati più negativi dei pazienti a cui viene somministrato solo il placebo.
I ricercatori scelgono di appianare queste incongruenze concludendo che trovare ambiguità nei risultati sull’efficacia degli antidepressivi è un dato a cui potremo non trovare mai soluzione, vista la complessità del funzionamento chimico del cervello umano e di alcune forme di psicopatologia, come nel caso della depressione.

Queste conclusioni ci rassicurano?

Nello stesso studio viene comunque sottolineato che in età adolescenziale l’uso di psicofarmaci può portare ad un aumento del rischio di suicidio.
Un altro studio (potete leggere un abstract qui o in italiano qui) condotto dalla McMaster University in Ontario (Canada) sottolinea, oltre agli scarsi benefici dell’uso degli antidepressivi a causa della enorme varietà della risposta individuale, anche i vari effetti collaterali di questa classe di farmaci. soprattutto su quei tipi che agiscono sul livello di serotonina nel cervello. Alterando questa sostanza chimica si hanno tutta una serie di effetti non previsti e negativi che vanno al di là dell’abbassamento del tono dell’umore, riguardando problemi nell’area digestiva, sessuale e aumentando addirittura il rischio di aborto, ictus e demenza. C’è inoltre un curioso effetto paradosso per cui l’utilizzo di antidepressivi possa causare nel tempo un abbassamento naturale del livello di serotonina del cervello con effetti rebound (come nel boomerang?!): invece di farci sentire meno depressi alla lunga gli antidepressivi ci renderebbero chimicamente ancora più tristi!

Tutta questa controversa efficacia non va molto d’accordo con il trend generale di aumento nell’utilizzo degli psicofarmaci, antidepressivi in primis, che si sta rivelando sempre più attuale sia in America dove ormai si parla proprio di Medical Generation (giovani che prendono psicopillole dall’età dell’asilo), sia in Gran Bretagna, ma anche da noi in Italia dove dal 2001 si sono più che raddoppiate le vendite  e le assunzioni di antidepressivi. Questi sarebbero quelli rimborsati dal sistema sanitario nazionale ma i numeri crescono se si considerano anche gli psicofarmaci prescritti senza rimborso del statale. Per questi ultimi è stato calcolato in italia nel 2011 un costo globale che si aggira intorno ai 550 milioni di euro.

Verrebbe quasi da dire : alla faccia della crisi economica!

Fonti:
http://www.dailymail.co.uk/health/article-2144406/Antidepressants-effects-Happy-pills-digestive-problems.html

http://www.disinformazione.it/antidepressivi_a_rischio.htm

mondobenessereblog/depressione-problemi-digestion

laRepubblica – articolo del 11 Luglio 2012 Ragazzi in Pillole e Il boom italiano degli antidepressivi uno su due li usa

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