Comunicare Benessere/ How to speak wellness

by simonacampli

E’ impossibile non comunicare  (Watzlawick, Beavin, Jackson, 1967) cita il primo assioma della comunicazione.

Esso si riferisce alla comunicazione sociale ma anche a quella con se stessi.

Come cambia la relazione con gli altri in base a come comunico con l’esterno? e prima ancora come cambia la mia relazione con l’esterno in base a come comunico io con me stesso?

Apriamo così un argomento di enorme contenuto perciò ora ci limiteremo ad osservarne un piccolo aspetto, partendo come già abbiamo fatto dal principio del come peggiorare.

Come posso peggiorare la mia comunicazione con me stesso utilizzando forme di pensiero poco utili?

La Eastern Washington University presenta un interessante elenco di 15 metodi di pensiero distorto.

Ve li elenco qui di seguito tradotti ma potrete trovare l’originale qui:

  1. Filtrare: Prendere dettagli negativi e ingrandirli mentre eliminiamo via tutti i possibili aspetti positivi della situazione. Togliere aspetti dal contesto isolandoli dalle esperienze migliori che stai vivendo fa sì che questi aspetti si ingrandiscano e sembrino peggiori di quanto siano in realtà.
  2. Pensiero Polarizzato: Il tratto caratteristico di questa distorsione sta nell’insistere su alternative dicotomiche. Bianco o nero, buono o cattivo. Si tende a percepire tutto nei suoi estremi, lasciando poco o nessuno spazio per le sfumature intermedie. Il pericolo peggiore qui è nell’impatto che può avere sul giudizio personale su di sé: ad es. Devi essere perfetto o sei un fallimento.
  3. Generalizzazione: Saltare a conclusioni generalizzate a partire da un singolo episodio. Se capita qualcosa di negativo ti aspetti che si ripeta. ‘Sempre’ e ‘mai’ sono campanelli di allarme che questo stile di pensiero è presente. Questa distorsione può portare a uno stile di vita ristretto per evitare fallimenti futuri sulla base di un singolo incidente.
  4. Leggere nel Pensiero: Senza che parlino già sai cosa stanno pensando o provando le persone attorno a te e perchè agiscono in un determinato modo. Soprattutto sei in grado di indovinare come le persone ti percepiscono. Leggere nella mente è simile a un meccanismo chiamato “proiezione”. Immagini che le persone la pensino come te e quindi che reagiscano come te. Perciò non hai bisogno di ascoltare attentamente per scoprire le reali differenze. In questo modo si salta a conclusioni che sono vere per la persona che le pensa ma che non per forza sono vere per gli altri.
  5. Pensiero Catastrofico: Ti aspetti sempre un disastro. Appena senti di un problema cominci a chiederti “E se capita a me? Se succede qualcosa di tragico?” Non ci sono limiti a una fervida immaginazione catastrofica. Questo stile di pensiero è mantenuto da una bassa considerazione nelle proprie possibilità, specialmente di adattamento ai cambiamenti.
  6. Personalizzazione: Questa è la tendenza a ricondurre tutto ciò che è intorno a te stesso. Ad esempio pensare che tutto ciò che le persone fanno o pensano sia in qualche modo una reazione a te stesso. Ci si confronta spesso con gli altri cercando di capire chi è più intelligente, più attraente, ecc. L’assuzione sottostante è che il tuo valore è messo in dubbio . Quindi sei costretto a controllare continuamente il tuo valore misurandolo con quello degli altri. Se ne esci vincente sperimenti un momento di sollievo. Ma se ne esci sconfitto ti senti sminuito. L’errore di base è che si considera ogni esperienza, conversazione o aspetto come valido a giudicare la tua importanza.
  7. Errori di Controllo: Ci sono due modi in cui puoi distorcere il tuo senso di potere e controllo. Se ti senti controllato dall’esterno e quindi vittima del fato. Oppure quando ciò che è distorto è il senso di controllo interno per cui ti senti responsabile per la gioia o il dolore di chiunque ti circonda. Sentirti condotto dall’esterno ti fa sentire bloccato. Ti consideri incapace di avere un peso reale nel costruire la tua vita, figurarsi ad avere qualsiasi influenza sul resto del mondo. Ci si dimentica che prendiamo costantemente decisioni e che queste possono avere un effetto reale sulle nostre vite. Quando invece, al contrario, si cade nell’errore di eccesso di controllo interno ci si sente esausti nel cercare di appagare i bisogni di chiunque ci stia accanto e questo ci fa sentire sempre responsabili o colpevoli quando non si riesce a tenere il ritmo.
  8. Falsa Imparzialità: Ti senti arrabbiato perchè sai di sapere ciò che è giusto ma gli altri non vogliono darti ragione. La correttezza è stabilita in maniera così comoda, così soggettiva che ogni persona può bloccarsi nel proprio punto di vista. E’ molto allettante fare ipotesi su come cambierebbero le cose se le persone fossero sempre corrette nei tuoi confronti. Ma gli altri spesso non vedono la stessa realtà e il risultato di questa distorsione del pensiero è di vivere costantemente nel risentimento causandoti molto dolore.
  9. Trovare i colpevoli: Consideri gli altri responsabili del tuo dolore o viceversa ti dai la colpa di ogni problema. Colpevolizzare spesso porta a dare a qualcun’altro la responsabilità delle tue scelte e decisioni. Trovando un colpevole, ti togli il diritto (e la responsabilità) di esprimere i tuoi bisogni, di dire di no e di andare alla ricerca altrove di ciò che vuoi.
  10. Regole di comportamento: Hai una lista di regole rigide su come gli altri dovrebbero comportarsi. Chi rompe queste regole ti fa arrabbiare e ti senti in colpa se sei te che violi le regole. Le regole sono giuste e inattaccabili perciò spesso ti ritrovi nella posizione di chi giudica e trova le colpe (in te stesso o negli altri). Un verbo chiave che riconduce alla presenza di questa distorsione è : dovere.
  11. Ragionamento Emotivo: Credi che quello che senti debba essere automaticamente vero. Se ti sento stupido o noioso allora deve essere così. Se ti senti colpevole, allora devi aver fatto qualcoda di sbagliato. Il problema in questo tipo di ragionamento è che le nostre emozioni interagiscono e sono correlate con il nostro processo cognitivo. Quindi, se hai dei pensieri o delle credenze distorte, le tue emozioni sono influenzate da esse.
  12. L’errore del cambiamento forzato: Ti aspetti che le altre persone cambino per farti piacere o se le esorti o persuadi abbastanza.Hai bisogno che cambino perchè le tue speranze di felicità dipendono interamente da loro. L’unica persona che puoi veramente sperare di cambiare sei te. L’assunzione di fondo di questo stile di pensiero è che la tua felicità dipenda dalle azioni altrui invece che dalle migliaia di piccole e grandi scelte che fai nella tua vita.
  13. Etichettamento Globale: Generalizzi una o due qualità (tue o altrui) in un ragionamento globalmente negativo. L’etichettamento globale ignora ogni prova contraria, creando un punto di vista del mondo che può arrivare ad essere stereotipato e unidimensionale. Etichettare te stesso può anche avere un impatto negativo e insidioso sulla tua sicurezza personale; etichettare gli altri può portarti a rapidi e superficiali giudizi, problemi relazionali e pregiudizi.
  14. Avere ragione: Hai sempre la sensazione di dover provare che le tue opinioni o azioni sono giuste. Sbagliare è inaccettabile e attraverseresti qualsiasi percorso per dimostrare che sei nel giusto. Doverlo essere spesso ti rende chiuso all’ascolto. Non sei interessato a una diversa opinione ma solo a difendere la tua. Avere ragione è più importante di una relazione onesta e affettuosa.
  15. L’errore della ricompenza divina: Ti aspetti che tutti i tuoi sacrifici e privazioni subite saranno ricompensate, come se ci fosse qualcuno che stia tenendo il conto. Ti senti amareggiato quando la ricompensa attesa non arriva. Il problema è che mentre tu fai sempre “la cosa giusta” anche se il tuo cuore ti guiderebbe altrove, ti stai esaurendo sia fisicamente che psicologicamente.

Molte di queste modalità di pensiero distorto esplodono nel nostro comportamento esterno cambiandolo attraverso un famoso effetto chiamato Profezia che si Autodetermina (Watzlawick et alii, 1971).
Cosa significa? Irrigidirsi su forme di previsione del futuro e controllo degli eventi attraverso il nostro pensiero,per paura o timore che essi prendano una piega per noi spiacevole, può influenzarci su come ci relazioniamo agli stessi eventi o come ci predisponiamo nel costruire il nostro futuro in maniera così potente da realizzare proprio ciò che volevamo evitare.

Per ora fermiamoci qui per metabolizzare ciò di cui abbiamo parlato oggi: come posso peggiorare il mio pensiero e allontanarmi dal benessere comunicativo e mentale.

Ti è piaciuto l’argomento di questo post?

Hai un argomento di cui vorresti sapere di più?

Riempi solo questo utilissimo form

————————————————-

“It is impossible not to communicate” (Watzlawick, Strange, Jackson, 1967) mentions the first axiom of communication.

It refers to the social communication but also to the one we have with ourselves.

How change our relationship with others based on how we communicate with them? And before that how change my relationship with the outside depending on how I talk with myself?

We are entering a huge topic so now we will just observe a small part of it, starting as we did before from the “how worse”.

How can I make the communication with myself worst using useless style of thinking?

Eastern Washington University has an interesting list of 15 methods of distorted thinking. We list tem below but you can find the original here:

  1. Filtering: You take the negative details and magnify them, while filtering out all positive aspects of a situation. A single detail may be picked out, and the whole event becomes colored by this detail. When you pull negative things out of context, isolated from all the good experiences around you, you make them larger and more awful than they really are.
  2. Polarized Thinking: The hallmark of this distortion is an insistence on dichotomous choices. Things are black or white, good or bad. You tend to perceive everything at the extremes, with very little room for a middle ground. The greatest danger in polarized thinking is its impact on how you judge yourself. For example-You have to be perfect or you’re a failure.
  3. Overgeneralization: You come to a general conclusion based on a single incident or piece of evidence. If something bad happens once, you expect it to happen over and over again. ‘Always’ and ‘never’ are cues that this style of thinking is being utilized. This distortion can lead to a restricted life, as you avoid future failures based on the single incident or event.
  4. Mind Reading: Without their saying so, you know what people are feeling and why they act the way they do. In particular, you are able to divine how people are feeling toward you. Mind reading depends on a process called projection. You imagine that people feel the same way you do and react to things the same way you do. Therefore, you don’t watch or listen carefully enough to notice that they are actually different. Mind readers jump to conclusions that are true for them, without checking whether they are true for the other person.
  5. Catastrophizing: You expect disaster. You notice or hear about a problem and start “what if’s.” What if that happens to me? What if tragedy strikes? There are no limits to a really fertile catastrophic imagination. An underlying catalyst for this style of thinking is that you do not trust in yourself and your capacity to adapt to change.
  6. Personalization: This is the tendency to relate everything around you to yourself. For example, thinking that everything people do or say is some kind of reaction to you. You also compare yourself to others, trying to determine who’s smarter, better looking, etc. The underlying assumption is that your worth is in question. You are therefore continually forced to test your value as a person by measuring yourself against others. If you come out better, you get a moment’s relief. If you come up short, you feel diminished. The basic thinking error is that you interpret each experience, each conversation, each look as a clue to your worth and value.
  7. Control Fallacies: There are two ways you can distort your sense of power and control. If you feel externally controlled, you see yourself as helpless, a victim of fate. The fallacy of internal control has you responsible for the pain and happiness of everyone around you. Feeling externally controlled keeps you stuck. You don’t believe you can really affect the basic shape of your life, let alone make any difference in the world. The truth of the matter is that we are constantly making decisions, and that every decision affects our lives. On the other hand, the fallacy of internal control leaves you exhausted as you attempt to fill the needs of everyone around you, and feel responsible in doing so (and guilty when you cannot).
  8. Fallacy of Fairness: You feel resentful because you think you know what’s fair, but other people won’t agree with you. Fairness is so conveniently defined, so temptingly self-serving, that each person gets locked into his or her own point of view. It is tempting to make assumptions about how things would change if people were only fair or really valued you. But the other person hardly ever sees it that way, and you end up causing yourself a lot of pain and an ever-growing resentment.
  9. Blaming: You hold other people responsible for your pain, or take the other tack and blame yourself for every problem. Blaming often involves making someone else responsible for choices and decisions that are actually our own responsibility. In blame systems, you deny your right (and responsibility) to assert your needs, say no, or go elsewhere for what you want.
  10. Shoulds: You have a list of ironclad rules about how you and other people should act. People who break the rules anger you, and you feel guilty if you violate the rules. The rules are right and indisputable and, as a result, you are often in the position of judging and finding fault (in yourself and in others). Cue words indicating the presence of this distortion are should, ought, and must.
  11. Emotional Reasoning: You believe that what you feel must be true-automatically. If you feel stupid or boring, then you must be stupid and boring. If you feel guilty, then you must have done something wrong. The problem with emotional reasoning is that our emotions interact and correlate with our thinking process. Therefore, if you have distorted thoughts and beliefs, your emotions will reflect these distortions.
  12. Fallacy of Change: You expect that other people will change to suit you if you just pressure or cajole them enough. You need to change people because your hopes for happiness seem to depend entirely on them. The truth is the only person you can really control or have much hope of changing is yourself. The underlying assumption of this thinking style is that your happiness depends on the actions of others. Your happiness actually depends on the thousands of large and small choices you make in your life.
  13. Global Labeling: You generalize one or two qualities (in yourself or others) into a negative global judgment. Global labeling ignores all contrary evidence, creating a view of the world that can be stereotyped and one-dimensional. Labeling yourself can have a negative and insidious impact upon your self-esteem; while labeling others can lead to snap-judgments, relationship problems, and prejudice.
  14. Being Right: You feel continually on trial to prove that your opinions and actions are correct. Being wrong is unthinkable and you will go to any length to demonstrate your rightness. Having to be ‘right’ often makes you hard of hearing. You aren’t interested in the possible veracity of a differing opinion, only in defending your own. Being right becomes more important than an honest and caring relationship.
  15. Heaven’s Reward Fallacy: You expect all your sacrifice and self-denial to pay off, as if there were someone keeping score. You fell bitter when the reward doesn’t come as expected. The problem is that while you are always doing the ‘right thing,’ if your heart really isn’t in it, you are physically and emotionally depleting yourself.

Many of these styles of biased thought explode in our external behavior changing it through a popular effect called “self-fulfilling prophecy” (Watzlawick et al., 1971).  What does it mean?
Stiffen on forms of future prediction and control of events through our thoughts, fearing that these events could take an unfortunate turn for us, can influence our way to relate to the same events or as we prepare to build our future so strongly to achieve precisely what we wanted to avoid.  
For now let us pause here to metabolize what we talked about today:
How can I worsen my way of thinking, walking away from communication and mental wellness.

Did you like the argument of this post?

Do you have some content you would like to read about?

Just fill this useful form

Advertisements