Oggi parliamo di efficacia / Today let’s talk about effectiveness

by simonacampli

Una delle questioni più controverse, quando si parla della fiducia nei confronti della psicoterapia, è il concetto di “efficacia”.

Rispetto alle cure farmacologiche e in generale al mondo della medicina è infatti più difficile valutare l’ampiezza e la durata dell’efficacia di una terapia psicologica e questo primariamente per l’oggetto al centro della stanza di terapia, ovvero la psicologia della persona, la sua mente soggettiva.

Almeno con metodologie standard tradizionalmente nate nel contesto degli studi scientifici dell’area medicofarmacologica.

Ciò non toglie che una valutazione qualitativa e/o quantitativa dell’intervento è eticamente a mio parere necessaria e può essere comunque svolta a diversi livelli, partendo dal singolo paziente con cui si è concluso un trattamento.

Vista la complessità dell’argomento fa piacere leggere addirittura su una testata scientifica di alta autorevolezza come Nature, un’apologia della nostra professione proprio sulla questione della sua efficacia:

“Gli studi per migliorare la qualità dei trattamenti psicologici sono scandalosamente sottosovvenzionati” (…) ” La letteratura è piena di studi su psicoterapie che indicano come spesso in alcuni contesti esse siano anche più efficaci e migliori nel prevenire ricadute rispetto ai classici interventi farmacologici. Non ci sono effetti collaterali ma alcuni dei trattamenti con più alta validità dipendono dal terapeuta e dalla sua formazione”. “Il modello psicofarmacologico standard sta implodendo” (..) “A differenza delle terapie farmacologiche quelle psicologiche non hanno finanziatori multimilionari mossi dall’interesse di lanciarle sul mercato”.

Ed infatti la questione è proprio quella della difficile evoluzione culturale che ci possa portare a conoscere meglio la psicoterapia sotto una nuova luce, più scientifica e meno approssimativa, che guidi la maggioranza della popolazione verso un uso più consapevole di questo strumento del benessere. Una rivoluzione che tolga i veli su vecchi pregiudizi e che si gioverebbe di una veicolazione governativa a favore dell’aumento della conoscenza del settore, partendo proprio dal concetto di efficacia in tutte le sue ramificazioni: il costo di un intervento, la durata dello stesso, la stabilità nel tempo dei suoi effetti.

Per capirci meglio facciamo un esempio dall’estero?

In Gran Bretagna a partire dal 2006 esiste un programma governativo dal nome a dir poco autoesplicativo: Aumentare l’Accesso alle Terapie Psicologiche.

Fonti:

http://www.nature.com/news/therapy-deficit-1.11477

Il sole 24 ore, “Domenica”, 21.10.2012, “L’efficacia del terapeuta” di V. Lingiardi.

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One of the most controversial matters, in terms of the trust towards  psychotherapy, it’s the concept of “effectiveness.”

In comparison to the pharmacological cares and in general to the world of the medicine it is, in fact, harder to appraise the extent and duration of the effectiveness of a psychological therapy and this is for the object at the center of the room of therapy, meaning the psychology of the person, his/her subjective mind.

At least with standard methodologies traditionally created in the context of the scientific studies of the medical area.

That doesn’t change the fact that a qualitative and/or quantitative evaluation is indeed ethically necessary, into my opinion,  and can be developed at different levels, starting from the single patient case evaluation.

Considering the complexity of the matter I’m glad to read trough the pages of an highly scientific review as Nature, an apology of our career precisely on the matter of its effectiveness:

“The money being spent on researching psychological therapies is tiny by comparison with budgets for fundamental neuroscience and for translation and drug discovery.” (..) “The literature is full of trials indicating that they are in some contexts more effective and better at preventing relapse than pharmaceutical interventions. There are no physical side effects, but some of the best-validated treatments depend on therapists with training.” (…) “The standard research-based model of therapy de2velopment for psychiatric disorders — target identification, drug discovery and clinical investigation — is imploding” (…) Unlike drug therapies, there are no multibillion-dollar suppliers of these treatments with the motivation to market them and make them easily obtainable”.

And, in fact, the matter is really that of the difficult cultural evolution that can bring us to know better the psychotherapy under a new light, more scientific and less approximate, that drives the majority of the population toward an use more aware of this wellness tool. A revolution that removes the veils on old prejudices and that would benefit of a government act to increase the knowledge on this sector, starting precisely from the concept of effectiveness in all of its ramifications: the cost of an intervention, the duration of the same, the stability in time of its effects.
To understand the matter better let’s use an example from abroad:
Since 2006, UK governments have increasingly committed to a programme called (and speaking for itself) Improving Access to Psychological Therapies.

Sources:

http://www.nature.com/news/therapy-deficit-1.11477

Il sole 24 ore, “Domenica”, 21.10.2012, “L’efficacia del terapeuta” di V. Lingiardi.

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