Il piacere non piacevole / unpleasant pleasure

by simonacampli

Quando il piacere non è più piacevole.

Ogni anno 500mila nuove persone soffrono di anoressia o bulimia. Il 10% di queste persone sviluppa una problematica grave, ad alto rischio per la vita.

Dal 1990 ad oggi il numero di persone che vive una problematica legata all’alimentazione è raddoppiato.

Cosa sono questi mali oscuri? Cerchiamo di parlarne in maniera semplice (ma non semplicistica).

Anoressia e Bulimia sono entrambe espressione di una compulsività nel rapporto con il cibo. Una compulsione, quindi, nell’area del piacere. Non sono le uniche forme in cui si può esprimere questa compulsività; di certo sono le più famose, ma esiste anche una terza variante ultimamente molto più rinomata: vomitare, non solo per compensare una perdita di controllo con il cibo, ma vomitare per una perversione piacevole.

“ogni azione se ripetuta un certo numero di volte, può gradualmente assumere una connotazione di intensa piacevolezza” così come spiegato dal biologo premio Nobel H. Laborit.

Infatti, per quanto possa sembrare assurda, questa terza variante è molto comune quando si ripete l’azione del vomitare tutti i giorni o più volte al giorno. Il potere della ripetizione è legato alla ritualità del compito: mangiare determinati cibi per poi andare ad espellerli forzatamente.

Quando vomitare diventa piacevole siamo davanti ad un nuovo problema che, quindi, necessita di altre strategie.

Anche nel campo delle problematiche alimentari è assolutamente necessario al fine di una risoluzione efficace e più tempestiva possibile, dopo aver individuato la tipologia del problema che si ha davanti, intervenire con una serie di metodologie terapeutiche mirate, specifiche e strategicamente selezionate: “la terapia non può essere un abito preconfezionato” (C. Loriedo in La Repubblica, 2-11-2010).

lenti

L’area delle compulsioni sul piacere è spesso considerata estremamente ardua da trattare perchè la persona che vive il problema spesso si identifica fortemente con esso, questo per un meccanismo detto di Lenti Deformanti: mi vedo allo specchio diversa da come realmente sono e per questo metto in atto dei meccanismi compensatori -disfunzionali- che però invece di farmi sentire più soddisfatta aumentano la deformazione delle lenti e quindi la gravità del mio disturbo.

Un’altra difficoltà del disturbo è che spesso comincia molto presto, intorno all’adolescenza, un’epoca in cui sensazioni di insoddisfazione e di disagio, comportamenti ribelli e provocatori sono quasi la norma. Bisogna, infatti, essere molto cauti nell’approcciare la difficoltà in modo da rispettare anche la fase evolutiva di crescita.

I cortocircuiti del piacere inoltre non toccano più solo le donne ma anche i giovani uomini e spesso sono problematiche alimentari che si accompagnano a difficoltà nel vivere anche altre esperienze piacevoli, come ad esempio la sessualità.

Le sensazioni sessuali rappresentano un dialogo tra corpo e mente. Se si instaurano caos e rigidità, controlli ossessivi, in quest’area o in un’altra area legata al piacere, “saltano le regole dell’ascolto buono del proprio corpo, delle emozioni (..) si altera il rapporto con il corpo sensoriale” (R.Giommi in La Repubblica, 2-11-2010).

Il piacere non è più piacevole e comincia ad essere visto come un successo più che un appagamento felice.

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“When the pleasure is not pleasant anymore.Every year 500mila new people suffer from anorexia or bulimia. The 10% of these people develop a serious problem in these areas, meaning a risk for their life.From 1990 to today the number of people that go through  a problem linked to nutrition is doubled.”

What are these dark evils? Let’s try to talk about them in a simple (but not superficial) way.

Anorexia and Bulimia are both expression of a compulsion in relation to food. A compulsion, therefore, in the area of pleasure. These are not the only forms in which this compulsion can be expressed; a third lesser known variation lately has been more structurally identified: vomiting, not only to compensate a loss of control with food, but vomiting as a seductive perversion.

“Every action if repeated a certain number of times, can gradually assume a connotation of intense agreeability” as explained by the nobel biologist H. Laborit.

For how absurd this can seem, this third variation is, in fact, very common when the action of vomiting is repeated every day or more times a day. The power of repetition is tied up to the rituality of the action: to eat specific types of food and then going to forcedly expel them. When  vomiting becomes pleasant we are looking at a very different and entirely new problem that, therefore, needs different and new therapeutic strategies.

In the field of nutrition problems, as for other areas, it is absolutely necessary – with the aim of an effective and rapid resolution- after having identified the type of problem, to address it  with a series of contemplated therapeutic methodologies, specific actions, strategically selected: “therapy cannot be a prepackaged suit” (C. Loriedo in La Repubblica, 2-11 -2010).

The area of compulsions on pleasure is often considered extremely arduous to treat because the person that lives the problem is strongly identified with it, for a mechanism called Deforming Lenses : I look at me in the mirror and I see myself different from how I really am and for that I fulfill some compensatory actions – dysfunctional, harmful actions – that instead of making me feel more satisfied  increase the deformation of the lenses and therefore the gravity of my problem.

Another area of difficulty is that they often start very soon in life, around adolescence, a time when feelings of dissatisfaction and uneasiness, rebellious and provocative behaviors are almost the norm. We need, in fact, to be very cautious in approaching these difficulties so that we also respect the evolutionary phase of growth, without creating false positives. Besides, the short-circuits of  pleasure don’t only touch women but also  young men and these nutrition problems usually go hand in hand with difficulties in other pleasant experiences, as -for instance- sexuality.

Sexual feelings represent a dialogue between body and mind. If chaos and rigidity, obsessive controlling behavior, are established in this area or in another one linked to pleasure, “rules of good listening of our own body jump, rules of the emotions (..)  the relationship with the sensory body is unequivocally altered ” (R.Giommi in La Repubblica, 2-11 -2010).

Pleasure is not pleasant anymore and starts to be considered more as a success than a moment of happiness and fulfilment.

 

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