“Se vuoi vedere, impara ad agire”/ “If you want to see, start doing things”

by simonacampli

ciak

La citazione del titolo è di H. Von Foerster, un saggio metà scienziato e metà fiosofo che ci ha già ispirati in precedenza (leggi qui).

Agire come primo passo per il cambiamento.

Cosa vuol dire? Molte modifiche partono dai nostri comportamenti, dalle nostre azioni, per poi consolidarsi in una vera crescita. Un ampliamento di percezione. L’acquisizione di un nuova visione, di un punto di vista in più sulle cose, sul mondo.

Ampliamo un pò il discorso.

Esistono diverse forme di crescita o apprendimento (Nardone, 2008), conseguenti ad un cambiamento:

  • l’apprendimento graduale.

Questo è il tipo di apprendimento più classico, che conosciamo fin dall’infanzia. Acquisire consapevolmente capacità nuove e complesse come esito di un percorso fatto a gradini di difficoltà crescente.

  • l’apprendimento catastrofico o ad effetto scoperta. Durante un periodo di studio posso avere un “balzo percettivo” in avanti che, saltando diversi gradini dell’apprendimento graduale, mi fa raggiungere all’improvviso l’obiettivo iniziale. Questo tipo di apprendimento è meno consapevole del precedente e spesso viene innescato da un’esperienza emozionale correttiva (F.Alexander, 1946), ovvero una situazione in cui attraverso la sperimentazione casuale (o apparentemente casuale, nel caso delle indicazioni terapeutiche) di determinate sensazioni la persona si trova ad essere capace di ciò che prima non riusciva a realizzare.
  • l’apprendimento esponenziale o ad effetto valanga detto anche globale o sistemico.

In questo caso inizialmente si comincia con un apprendimento graduale per poi unire i singoli gradini in un insieme che però ha caratteristiche maggiori e ampliate rispetto alle parti che lo compongono: il tutto è maggiore della somma delle sue parti. Esiste qui una qualità emergente che prima non c’era.

Una volta raggiunto un nuovo apprendimento però spesso non è sufficiente per il realizzarsi di una vera e propria crescita percettiva. Non sono ancora in grado di vedere in maniera diversa il mondo che mi circonda.

Per arrivare a questa nuova consapevolezza c’è bisogno di una fase chiamata “consolidamento”. Un periodo in cui la persona mette in pratica le sue nuove conoscenze in maniera flessibile in diverse situazioni, facendo scorta di tutte le nuove esperienze e sensazioni che da esse derivano. Piano piano aumenta la fiducia nelle proprie risorse e la consapevolezza di come funzionano le nuove percezioni di come le ho costruite (magari anche di come potrei, al contrario, rovinarle).

L’apprendimento si tramuta così in acquisizione. I cambiamenti venuti dall’agire, diventano sempre più fluidi e raggiungono la spontaneità.

La spontaneità, come ci ricorda Nietzsche è l’ultima cosa che abbiamo acquisito.

 

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The quote in the title is by H. Von Foerster, a wise man half scientist and half philosopher that has already inspired us in our past articles (have a look here).

Doing things as first step for change.

What does it mean? A lot of changes start from our behaviors, from our actions, for then to consolidate in a true growth. An extension of perception. The acquisition of a new vision, of a point of view in more on the things, on the world.

Let’s extend the subject a little.

There are different forms of growth or learning (Nardone 2008), consequent to a change:

  • the gradual learning,

This is the type of classical learning, that we know since the childhood. To knowingly acquire new and complex abilities as a result of a path made by steps of increasing difficulty.

 

  • the catastrophic learning or discovery effect . During a period of study I can experiment a “perceptive leap”ahead, jumping different steps of the gradual learning. It makes me reach suddenly the initial objective of learning. Here the person is less aware of the previous situation, and this discovery effect is often triggered by a “corrective emotional experience” (F.Alexander 1946), a situation in which through the casual (or apparently casual, in the case of the therapeutic indications) experimentation of specific feelings the person found him/her self capable of what was previously impossible to realize.

 

  • the exponential learning or avalanche effect, also called global or systemic learning.

    In this case initially we start with a gradual learning for then, gathering the single steps in a whole, realizing that however we can now see in this whole different and wider characteristics  in comparison to the parts that compose it: the whole  is greater than the sum of its parts. It exists here an emergent quality that was not present before.

Once reached a new learning however it is not often enough to realize a real perceptive growth. I am not able yet to see differently the world that surrounds me.

To reach this new awareness is needed a phase called “consolidation.” A period in which the person puts his/her new knowledges in practice, flexibly  in different situations, stocking up all the new experiences and feelings that from them derive. Little by little it increases the trust in his/her own resources and the awareness of how the new perceptions work and how I have built them (even also how I could, contrarily, ruin them).

Learning is now acquisition. The changes came from simple behaviours, become more and more fluid and they reach the spontaneity.

The spontaneity, as Nietzsche remembers us, it is just the last thing that we have acquired.

 

 

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