Definizione del problema / Defining the problem

by simonacampli

Definire il disagio.

In questo periodo di crisi è sempre più difficile definire di cosa soffriamo. I dati statistici di diverse ricerche, realizzate allo scopo di monitorare la salute emotiva degli italiani, parlano chiaro: il senso generale di disagio è aumentato. Per citarne una di una onlus molto popolare: Il Telefono Amico dal 2011 ha registrato circa 300 chiamate al giorno con un aumento del 6,7% rispetto al 2009 e del 0,6% in confronto al 2010. La onlus interpreta questo aumento come effetto del prolungarsi della crisi economica che si traduce in incertezza generalizzata e quindi ripercussioni sullo stato di salute psicologico ed emotivo di molti. Altre specifiche: a chiamare il servizio sono più gli uomini (il 70%) che le donne e negli ultimi anni tra i motivi emersi dalle telefonate aumenta la depressione (dal 3,4% al 5,4% dal 2010 a oggi) e la voce “problema non emerso”, tradotto dal Telefono Amico come una difficoltà di comunicazione del disagio.

La definizione del problema è sicuramente un aspetto chiave anche del processo terapeutico. E’ lapalissiano dire che se capisco cosa ho davanti aumento le possibilità di rispondere in maniera efficace e, nella migliore delle ipotesi, risolutiva.

Come potremmo ampliare questo processo di chiarimento e conoscenza del senso generale di disagio all’esterno della terapia, nella vita quotidiana?

Mettiamo il caso di un senso pervasivo di difficoltà e pesantezza emotiva che troppo spesso è definita “depressione” senza però che si sappia bene qual’è il confine tra una legittima e plausibile risposta emotiva ad una situazione reale e concreta di difficoltà e la Depressione (con la D maiuscola) intesa come sensazione di malessere che porta alla rinuncia e al distacco dal mondo, indipendentemente dagli eventi quotidiani che la precedono o la accompagnano. In questo secondo caso è sicuramente indicato rivolgersi ad uno specialista psicologo o psicoterapeuta che potrà entrare nello specifico della storia personale. Nel primo caso, si potrebbe comunque auspicare la ricerca di un aiuto professionale per superare un momento di difficoltà generalizzata, ma si può cominciare a conoscere meglio il proprio disagio anche prima.

L’enigma non esiste. Se una domanda può essere posta in modo compiuto, allora le si può anche trovare una risposta. (L.Wittgenstein)

Una logica di pensiero che potrebbe tornarci utile è definita il “come se”. Proviamo a chiederci -e successivamente a comportarci- “come se il problema non ci fosse”. Come cambierebbero i nostri comportamenti? Da cosa si accorgerebbero le persone intorno a noi che il problema non c’è più? Come potremmo noi tradurre in sensazioni concrete l’assenza del disagio?

E’ difficile acchiappare un gatto nero in una stanza buia soprattutto quando non c’è.
(Proverbio Cinese)

Rivolgersi questo tipo di domande al mattino può aiutarci in due modi: da un lato chiarisce meglio di cosa è fatta l’ombra che ci portiamo dietro ogni giorno, definendola attraverso il suo contrario. Inoltre, se la realizzazione pratica di questo esercizio si blocca in qualche situazione specifica o emozione ben definita abbiamo anche individuato il nocciolo del problema (o uno dei noccioli) e possiamo farci aiutare da un professionista per sconfiggerlo.

Definire il problema per conoscerlo, e conoscerci, meglio.

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Fonti:

il Corriere della Sera

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Defining what’s distress.

In this period of crisis it’s more and more difficult to define what we are suffering from. The statistic data of different searches, realized with the purpose of supervise the emotional health of the Italians, speak clearly: the general sense of distress is increased. To quote one of this research, by a very popular onlus: The Telefono Amico from 2011 has recorded around 300 calls a day with a 6,7% increase in comparison to 2009 and of 0,6% in comparison to the 2010. The onlus explains this increase as effect of the persistent economic crisis that is translated into generalized uncertainty and therefore repercussions on the psychological and emotional state of health of many.

Other specifications: calling the service are more men (70%) that women and during the last years among the reasons emerged by the phone calls it has been increased depression (3,4% in 20120 to 5,4% nowadays) e la definition “unexplained problem”, tranlated by Telefono Amico as a wide difficulty of explaining the distress.

The definition of the problem is also a key aspect in the therapeutic process. It is obvious that if I understand what I have in front of me, the possibilities to respond effectively to it and, hopefully decisively, are increased.

How could we extend this explanation process, this knowledge of  a vague sense of uneasiness, outside the therapy room, in the daily life?

Let’s make the case of a strong sense of difficulty and emotional heaviness that is too often defined “depression” without even knowing what the boundary is among a legitimate and reasonable emotional reaction of despair to a real and concrete situation of difficulty and the Depression (with capital letter) meaning a feeling of discomfort that brings to renouncement and retire from the world, without giving importance to daily events that may precede or accompany it.

In this second case is undoubtly suitable to address an expert -psychologist or psychotherapist- that can deepen the specific and personal history of the individual. In the first case, it could also be useful to contact a professional help to overcome a moment of generalized difficulty, however, it is possible to start knowing better our own uneasiness by ourselves.

The enigma doesn’t exist. If a question can be set in a complete way, then we can also find it an answer.

(L.Wittgenstein)

At this purpose a logic of thinking that could be useful is defined “as if.”

Let’s try to ask ourselves – and to behave subsequently – “as if the problem was not here.” How would my behaviours change? From what people around me would realize that the problem isn’t here anymore? How would I be able to translate into concrete feelings the absence of the difficulty?

It’s difficult to catch a black cat into a dark room especially when there is not one.
(chinese proverb)

Making ourselves this type of questions in the morning can help us in two ways: one, it clarifies better what makes the shade that we bring behind us every day, defining it through his contrary. Besides that, if the practical realization of this exercise is blocked in some situation or with a specific emotion, we understand better the core of the problem (or one of the cores) and we are able to ask for professional help to defeat it.

Defining the problem to know it, and to know us, better.

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Sources: Il Corriere della Sera

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