Gusto/Taste

by simonacampli

Il gusto nell’alimentazione è qualcosa di molto potente.
Un famoso gastronomo di nome Brillat-Savarin nel 1825 ha dedicato a questo senso un libro dal titolo “La fisiologia del gusto” in cui troviamo la famosa frase “dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei” ma anche numerose altre citazioni di spirito tra cui ha colto la mia attenzione l’espressione “si è golosi per predestinazione“.

E’ un po’ la stessa tesi che propone un altro autore sul gusto, Hervé This (Révélations gastronomiques, ed. Belin, 2000). In questo saggio viene sostenuto, per l’ appunto, che esiste una golosità innata e una culturale.

  gusto
L’argomento mi sembra interessante pensando a quante difficoltà legate al cibo si strutturano proprio intorno all’area del piacere e del conseguente sacrificio del gusto.

Di questo periodo, con l’arrivo della bella stagione, è poi un classico essere sommersi dalla campagna pubblicitaria stagionale di dimagrimento per la temutissima “prova costume”. E moltissimi dei consigli alimentari che si trovano in giro si basano proprio sul sacrificio del piacere.

Come mai esiste questa distanza di punti di vista tra i cultori e gli studiosi della cucina e dell’alimentazione e la nostra percezione nella vita quotidiana che spesso va esattamente nella direzione opposta al piacere o, nei casi più fortunati, lo sposa ma con un atteggiamento di timoroso controllo per paura di eccedere e non saper più tornare indietro?

Quello che è sempre più riconosciuto nel mondo della nutrizione è che le diete basate sulla restrizione possono portare a risultati di dimagrimento a breve termine (seppur a volte con costi anche elevati per la salute) ma non educano la persona e il suo palato ad una consapevole e matura relazione col cibo. Mi viene in mente una frase paradossalmente accattivante della nutrizionista Sara Farnetti : “stare a dieta fa ingrassare!” (da “Tutto quello che sai sul cibo è falso”, 2012, ed. Bur).

Sacrificando il piacere nelle nostre scelte a tavola si può innescare un meccanismo di brama e di desiderio così forte che ciclicamente si tende a cedere nel regime alimentare e a farlo assolutamente senza controllo.

Se me lo concedo posso rinunciarvi, se non me lo concedo diventa irrinunciabile.

Si potrebbe quindi assecondare il gusto un po’ ad ogni pasto per non averne una necessità incontrollabile all’improvviso?

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