Vivere nel presente/ Living the present

by simonacampli

Vivere nel presente.

Ho l’impressione che al giorno d’oggi sia uno degli obiettivi più difficili da realizzare e mantenere costante giorno dopo giorno.

La consapevolezza di ciò che stiamo vivendo nel momento in cui lo stiamo vivendo. Con tutto il bagaglio di emozioni, sensazioni, pensieri e a volte anche riflessioni che ogni attività porta con sè. Anche la più semplice. Anche la più rapida.

Ovviamente quando si è più piccoli è la quotidianità. Addirittura risulta difficile staccare l’attenzione da ciò che stiamo facendo o pensando per dar retta alle richieste dei “grandi” che spesso ci richiamano all’ascolto.

Invece gradualmente con il passare del tempo e mano mano che la nostra mente diventa più complessa e sofisticata, sempre meno riusciamo a stare dietro al suo lavorìo, al suo ritmo.

Da ciò nascono tutta una serie di distrazioni e imprevisti che ognuno di noi ha provato sicuramente più di una volta nella vita: uscire di casa e dimenticarsi le chiavi dentro; girovagare per le stanze alla ricerca di qualcosa che si ha magari in mano; si può persino arrivare a “distrarsi” dal sonno, svegliandosi di soprassalto con in mente qualcosa di urgente da fare.

“Il futuro ci tormenta, il passato ci trattiene, ecco perché il presente ci sfugge.”

Gustave Flaubert, Lettere a Louise Colet

Dove vanno i nostri pensieri e le nostre sensazioni mentre noi viviamo il presente distaccati dal nostro corpo? Avanti e indietro nel tempo. Rimuginamenti su questioni non risolte, ansia anticipatoria per ostacoli che vediamo o crediamo di vedere materializzarsi nel nostro immediato futuro, sognanti rievocazioni di ricordi piacevoli oppure dolorosi che non riusciamo a chiudere nella loro stanza passata o di nuovo pianificazioni costanti di tutti i singoli passi davanti a noi.

Tante possono essere le tecniche di rilassamento che ci possono aiutare a ristabilire un contatto più autentico con noi stessi nel momento presente; ne abbiamo parlato (vedi qui) anche per quanto riguarda la gestione del dolore e della sofferenza fisica.

Ma cosa dire del rimorso che sentiamo per tutti questi attimi persi quando per esempio la quotidianità è sconvolta da una perdita? In quel momento il flusso potente del tempo si ferma e ci ritroviamo di nuovo come da bambini fermi davanti al nostro presente, sentendoci però spaesati. Solo allora ci rendiamo conto della nostra incapacità a “stare” nell’attimo.

Come potremmo quindi conquistare, o meglio riconquistare, un passetto alla volta questa capacità infantile di presenza nell’attimo anche in mezzo alle mille questioni di ogni giorno e magari anche nei periodi di maggiore stress?

C’è bisogno di disciplina nel seguire sane regole di igiene mentale. Evitare la rigidità ma assumere una posizione di rigore nei confronti della nostra mente riguardo cosa tenere dentro di essa e cosa “buttare”.

Ad esempio, tutto ciò che non può essere risolto oppure scoperto o metabolizzato oggi ho bisogno di tenerlo sospeso, ma non nella mente altrimenti questa si intasa. Torna di nuovo utile la tecnica della scrittura. Un quadernino vicino al letto per svuotare i pensieri che premono con più costanza durante tutta la giornata potrebbe essere un’idea.

Un’altra sana regola è quella di scegliere un momento in cui dedicarci al presente. Magari al mattino appena svegli oppure la sera mentre si sta tornando a casa dall’ufficio. Guardarsi intorno, condividere uno sguardo o un pensiero con chi abbiamo accanto o con noi stessi. Assaporare e vivere il presente in maniera più autentica.

vivere il presente

“La vera generosità verso il futuro consiste nel donare tutto al presente.”
Albert Camus

 

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