I miti a tavola

by simonacampli

mito a tavola

Abbiamo già parlato dei miti e delle credenze e di come spesso queste influenzano la nostra vita di tutti i giorni.

Riguardo al cibo e all’alimentazione ce ne sono tanti che negli anni si fortificano grazie soprattutto al passaparola. Facciamo qualche esempio:

la pasta a cena fa ingrassare;

per dimagrire si può mangiare solo minestrone;

per perdere peso l’unico modo è mangiare poco.

L’estate è un momento in cui molto spesso si parla, si legge e si è spinti a riflettere sulla propria forma fisica e su quanto il nostro comportamento alimentare sia corretto o meno. Questo perchè d’estate spesso ci si sveste un pò di più e le riflessioni sul nostro aspetto fisico si sa hanno un impatto notevole anche sul nostro benessere mentale.

Sono sempre stata attratta dalle voci fuori dal coro ed è per questo che da quando ne ho sentito parlare la prima volta ho deciso di approfondire sempre di più la mia conoscenza dell’alimentazione funzionale. Essa mette insieme una complessa rete di discipline (nutrizione, medicina, biochimica, sociologia e anche un pò di psicologia) ed approccia la questione dell’alimentazione corretta quindi in maniera completa ed innovativa.

Anche quando si ha a che fare con un problema di cattiva alimentazione e quindi con un fisico non in forma, l’alimentazione funzionale evita di promuovere rigidi regimi alimentari basati sul concetto restrittivo che da sempre regna indiscusso nel mondo delle diete, promuovendo invece una riorganizzazione metabolica ed alimentare dell’organismo “su misura” a seconda delle nostre caratteristiche.

La nutrizione funzionale ha quindi lo scopo , “la funzione” di agire per il benessere e/o miglioramento della salute dell’ individuo.

Fin qui abbiamo detto quindi: flessibilità alimentare, regimi nutritivi su misura attraverso la conoscenza delle funzioni (e quindi della funzionalità) degli alimenti per l’organismo e quindi delle associazioni più adatte per ognuno di noi, superamento del mito della restrizione mettendo al centro del nostro interesse alimentare il benessere (e non la patologia).

Tutte caratteristiche molto vicine anche alla logica terapeutica strategica.

Soprattutto la restrizione è un argomento chiave da affrontare in tema di rivoluzione culturare culinaria in quanto alla base della costruzione delle patologie alimentari per eccellenza come nel caso dell’anoressia e della bulimia prima di tutto, ma anche di forme meno conosciute di cui abbiamo parlato anche in precedenza.

Avete voglia quindi di sfatare qualche mito e ritrovare il buonumore a tavola? Vi consiglio di cominciare da questo interessante libro:

“Alimentazione funzionale e sovrappeso corporeo- come scegliere ed associare gli alimenti per stimolare il metabolismo, perdere peso e guadagnare salute” (sara farnetti, 2008, ed. CESI).

 

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