Il passato che invade il presente

by simonacampli

Abbiamo parlato altre volte di paura, di come questa spesso si costruisce intorno a situazioni ipotetiche ed a volte anche intorno ad oggetti inanimati. Esiste anche la paura che nasce da un evento passato, scioccante, magari spaventoso e in cui ci siamo sentiti impotenti, addirittura una situazione legata al pericolo di morte.

La psichiatria definisce questa paura reattiva “sindrome post traumatica da stress” e se ne è spesso sentito parlare in seguito ad episodi di cataclismi naturali come terremoti, maremoti, attacchi terroristici.

Sperimentare episodi di paura in seguito ad un evento altamente stressante può essere, però, qualcosa legato anche alla quotidianità o per lo meno alla vita di ognuno di noi.

Vivendo in una grande città dove il mezzo di trasporto della maggior parte dei cittadini è -ahimè- un mezzo privato (macchina o motorino che sia) siamo tutti esposti al rischio di incidenti più o meno gravi.

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Chiunque abbia vissuto una situazione del genere sa che l’attivazione emotiva e anche fisica legata all’accaduto, sia subito dopo che nei giorni (o nei peggiori incidenti anche nei mesi) successivi, non è molto diversa dallo shock che possiamo immaginare ci sia in situazioni più gravi. Diciamo che il parametro variabile è l’intensità e la durata dei sintomi,ma la sintomatologia e la difficoltà per se stessa è sempre la stessa.

Cosa si vive, quindi, quando si ha una sindrome post traumatica?

– subito dopo l’accaduto il nostro corpo è attivo e sperimentiamo sintomatologia fisica comune alle altre situazioni di panico (tremori, formicolii, respiro corto, sudorazione, senso di testa leggera o addirittura di svenimento).

– nei giorni successivi la mente può tornare sull’accaduto sia sottoforma di ripensamenti che di veri e propri flashback, anche in maniera intrusiva ed inaspettata nel corso della giornata.

-possono anche presentarsi incubi e, quindi, difficoltà a dormire.

La tendenza più comune nel reagire ad una paura in seguito ad un evento traumatico è di tentare in tutti i modi di scacciare pensieri riguardanti l’accaduto e “farsi forza” andando avanti come prima dell’accaduto.

Quando questo è proprio impossibile perchè il livello di paura è troppo forte allora possiamo arrivare a sentire la necessità di evitare situazioni in cui pensiamo di poter correre lo stesso pericolo. Nel caso dell’evento incidente potremmo avere la tentazione di non guidare per un pò o addirittura non salire neanche come passeggeri di altre persone. Come nel caso delle altre situazioni di panico l’evitamento non è quasi mai passeggero e piano piano diventa una gabbia in cui ci sentiamo soffocare.

Spesso ci si sente consigliare: “per non crearti un altro problema dovresti affrontare subito la paura e tornare a guidare”, ma se sperimentiamo un vero panico post traumatico non ci sentiremo all’altezza o addirittura saremo cosi spaventati che rischieremmo di non riuscire a prestare la giusta attenzione alla guida!

Cosa fare quindi con questo bagaglio pesante che ci blocca in un presente inondato dal passato spaventoso?

La migliore alleata nei casi più drammatici è la scrittura. Rivivere l’accaduto raccontandolo a se stessi come fosse la prima volta ogni giorno fino a che non sentiamo scendere il senso di panico mentre scriviamo.

Può sembrare  e risultare difficilissimo, ma dopo le prime volte piano piano il panico si scioglierà e il passato tornerà al posto suo.. nel passato!

 

 

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