Elogio delle difficoltà / Praising the challenge

by simonacampli

Abbiamo già parlato di quelle situazioni in cui, davanti a difficoltà di varia natura, l’individuo reagisce con successo, andando avanti e magari anche migliorandosi. Si tratta del concetto di resilienza.

Vorrei tornare sull’argomento per citare il lavoro dell’economista (matematico, filosofo, saggista e Distinguished Professor of Risk Engineering presso il Polytechnic Institute della New York University) Nassim Taleb, autore di un libro ormai più che bestseller (il Sunday Times lo annovera tra i libri che hanno cambiato il mondo) “Il cigno nero“.  Il titolo è ciò che Taleb definisce: un evento inaspettato e improbabile. Nella sua opera più recente -Antifragilità: come prosperare nel disordine- l’autore ci spiega come, per far fronte ad eventi del genere “cigno nero” e sopravvivere (in senso fisico ed emotivo), la persona dovrebbe sviluppare una qualità definita “antifragilità“. A differenza di ciò che si può immediatamente dedurre questa qualità non è riconducibile ad una imperturbabilità dell’essere (“il robusto sopporta il dolore per rimanere uguale a sé stesso”), anzi, proprio ad una sorta di resilienza: la capacità di beneficiare degli errori, degli shock e dello stress in generale.

resilienza

Andando avanti nell’ opera letteraria di questo autore, è interessante notare che Il cigno nero e Antifragilità fanno parte di una trilogia detta dell’incerto (insieme a Giocati dal caso). Taleb, infatti, è ormai da anni studioso dei fenomeni di rischio, stress, probabilità e casualità, partendo da una concezione matematica di questi per poi appliccarla ad altri ambiti: la politica, i fatti di cronaca ed attualità, l’economia.

I sistemi finanziari sono crollati sotto il peso della (presunta) stabilità assicurata dall’intervento pubblico. La crisi è stata causata da un eccessivo intervento protettivo: le banche, viziate dai salvataggi, erano incapaci di reagire e si sono afflosciate e impigrite, rivelando tutte le loro debolezze.

Ritroviamo nelle sue opere una concezione di stress anche positivo che aiutano i sistemi a rinunciare alle pseudostabilità forzate, a favore di equilibri dinamici basati sulla capacità di rispondere positivamente ai problemi.

Torniamo, quindi, al concetto di antifragilità.

Come esempio Taleb scherza anche sull’Italia dicendo che non è un caso che il nostro paese sia stato considerato negli anni una delle nazioni più di successo nonostante al suo interno sia un paese pieno di problemi e caos.

Riguardo alle differenze tra uomini e donne egli sostiene che quest’ultime siano più antifragili degli uomini perchè il testosterone (e i comportamenti aggressivi derivanti da esso) accorcia la vita. Però emergono nella società meno degli uomini in quanto hanno una distribuzione mediamente alta di intelligenza mentre l’intelligenza maschile si distribuisce in maniera meno uniforme: chi si trova nei picchi emerge (gli uomini).

Le tecnologie (l’argomento del nostro post della settimana scorsa) sono da considerarsi buone se si avvicinano ai gesti primari della nostra specie: sì al tablet che ricorda la tavoletta di pietra mentre assolutamente da dimenticare la televisione.

Nell’ambito del lavoro consiglia di trovarsi due impieghi: uno a bassa soddisfazione (e remunerativo) e uno che si ama profondamente. Un altro esempio di equilibrio dinamico.

Per giovarsi delle difficoltà di tutti i giorni.

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We have already talked about those situations when, facing various difficulties, the individual reacts with success, going on and even also improving himself/herself. That is what is called resilience.

I would like to go back on the matter to quote the economist (mathematician, philosopher, essayist and Distinguished Professor of Risk Engineering at the Polytechnic Institute of New York University) Nassim Taleb, author of a bestseller in the USA (the Sunday Times enumerates it among the books that have changed the world): “The black swan.”

The title is what Taleb defines: an unexpected and unlikely event.

In his more recent work – Antifragility: as to flourish in the disorder – the author explains us as, to overcome events of the kind “black swan” and to survive them (in a physical and emotional sense), the person should develop a precise quality : the “antifragility.”

It is different from what one’s could easily deduce; this quality doesn’t relate to an aplomb of the self (“the strongest sustains the pain remaining the same as before”), it is rather a sort of resiliency: the ability to gain profit from mistakes, shocks and general stress.

resilienza

Going on to the literary work of this author, it is interesting to notice that “The black swan” and “Antifragility” are parts of a trilogy called “of the uncertain” (together with Played by the case).

Taleb, in fact, has been fro years by now a researcher of such phenomena as risk, stress, probability and casualness, starting from a mathematical points of view, to then apply the results to other areas: politics, chronicle facts and actuality, economy.

The financial systems have collapsed under the weight of the (presumed) stability assured by the public intervention. The crisis has been caused by an excessive protective intervention: the banks, spoiled by the rescues, were incapable to react and have gotten flabby and lazy, revealing all of their weaknesses.

We find again an idea of positive stress that helps the systems to let go their forced steadiness, in favor of more dynamic balances based on the ability to react positively to problems.We return, therefore, to the concept of antifragility.
To make an example Taleb jokes about Italy, saying that it is not a case that our country has been considered through the years one of the nations with more success despite to the fact that it is a country deeply full of problems and chaos.

Going on to the differences between men and women the author sustains that womes are more antifragile than men because of the testosterone (and the consequential aggressive behaviours) shortens life. However they emerge less inside the society than the men because the feminine distribution of intelligence is more medium while masculine intelligence is distributed in a way less uniform: who stays in the peaks is the one who emerges (the men).

Technologies (the subject of our last week post) are to him to consider good if they put us near to the primary gestures of our kind again: ok to the tablet that is similar of the stone tablet while we must absolutely forget the television.

What about jobs or careers? Taleb thinks that we should choose two employments: one with low satisfaction (and high profits) and one which we deeply love. Another example of a dynamic balance.

To benefit of some difficulties every day.

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Bibliografia:

Viva lo stress- Laura Piccinini su D donna- La repubblica. 21settembre2013

http://it.wikipedia.org/wiki/Nassim_Nicholas_Taleb

http://cultura.panorama.it/libri/antifragile-disordine-cigno-nero-nassim-taleb

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