Molto Connessi – Highly connected

by simonacampli

“Connessi” è il titolo di un interessante libro del medico e sociologo di Harvard Nicholas Christakis.

Christakis-Fowler-Connected

L’utilizzo dei social network è ormai una consuetudine giornaliera molto comune e questa nuova abitudine ha delle implicazioni -secondo quanto sostenuto nel libro- che possono essere anche molto importanti nella singola vita di ognuno di noi.

“E’ impossibile non comunicare” corrisponde al primo assioma della comunicazione umana (P.Watzlawick et al- Pragmatica della comunicazione umana, 1978).

La comunicazione può essere verbale e non verbale ed al giorno d’oggi è importante specificare che può realizzarsi dal vivo o in maniera virtuale.

Essere connessi attraverso i social network è, quindi, un potentissimo mezzo di comunicazione moderna ed anche di influenzamento reciproco. Influenzarsi a vicenda su cosa?

La prima cosa che può venire in mente è essere influenzati su questioni legate all’estetica; siamo davanti al fenomeno tipico della diffusione delle mode basato sull’imitazione. Questo tipo di influenzamento prevede però da parte del singolo individuo una collaborazione nel scegliere cosa imitare e quindi già una sorta di punto di vista critico di partenza.

Christakis però sostiene che il potere di influenzamento dei social network va ben al di là dell’estetica invadendo stati interni della persona, le nostre emozioni e anche comportamenti derivanti normalmente da scelte di vita.

Egli fa l’esempio del vizio del fumo: “quando una persona smette di fumare la sua decisione ha un effetto onda fino a 3 gradi di separazione” . Questo tipo di influenzamento, è bene precisare, non passa necessariamente attraverso una scelta consapevole dell’individuo. “Il nostro libro dà un duro colpo al concetto di libero arbitrio”. Tra gli esempi più legati a scelte “decisionali” l’autore cita anche le preferenze elettorali.

Christakis sostiene che nell’evoluzione l’uomo abbia aumentato la predisposizione già peraltro esistente di stare in mezzo agli altri e sembra dal suo punto di vista l’aggregazione anche se virtuale abbia effetti più positivi che negativi: “possiamo diffondere idee fasciste o seminare il panico (…) però, in genere, ci contagiamo con cose più positive che negative”.

Ovviamente il comportamento dell’individuo nel gruppo e le scelte conseguenti che ne derivano, sono state ampiamente studiate nel corso degli ultimo secolo e mezzo da quella branca della psicologia denominata psicologia sociale. Vanno citati a riguardo gli studi sul conformismo e il potere dell’autorità, la folla e la deresponsabilizzazione del singolo che in essa spesso si realizza (Psicologia delle folle, G.Le Bon, 1895) ma anche il potere delle minoranze, le cosidette influenze minoritarie.

Il libro di Christakis si inserisce, invece, negli sviluppi moderni dello studio dell’individuo nel gruppo attraverso il mezzo di internet e dei social network in particolare; seppur virtuali, nei loro effetti essi rappresentano veri e propri sistemi di connessione tra le persone.

Essere connessi alla rete ha quindi (come abbiamo già visto) un impatto sulle nostre capacità e sulle nostre abitudini individuali ma anche un enorme potere se ci consideriamo all’interno di un sistema di relazioni virtuali, dirette o indirette.

Fonti: “Gli amici dei tuoi amici ti fanno ingrassare” di M. Accettura -D di Repubblica, 13 Marzo 2010

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