Cambiamento: sfide e paure. /Change: challenges and fears.

by simonacampli

cambiamento

Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.

(Giuseppe Tomasi da Lampedusa)

Ci sono tanti tipi di cambiamento possibili nella nostra vita. Più o meno attesi, più o meno voluti, più o meno repentini, più o meno importanti.

Il cambiamento, però, di per sè è una costante. Qualcosa di cui veramente non dovremmo essere sorpresi, ripeto, di per sè, perchè la vita è caratterizzata proprio da un costante scorrere, come ci insegnavano i filosofi greci, quindi, da un continuo mutamento.

Ciò che lo rende spesso inatteso e che può, di conseguenza, trovarci impreparati sono le diverse forme in cui esso si realizza nella nostra esistenza privata.

Questo può provocare in noi un senso di smarrimento, che a sua volta può tingersi di sfumature emotive diverse per ognuno di noi, le più comuni vanno sicuramente dall’estremo dell’eccitazione a quello della paura o del panico.

Ciò può farci avere delle resistenze contro questo cambiamento. Se esso è così naturale e così scontato come mai accade che ci sentiamo di resistere ad esso?

Per questa risposta ci viene incontro la teoria dei sistemi che ci spiega come ogni sistema (n.b. anche l’individuo può essere considerato un sistema) con una sua omeostasi interna (una condizione di equilibrio statico, di stabilità) è molto probabile che applichi una resistenza al mutamento del suo equilibrio o che ponga ad esso, una volta avvenuto, una forza di pari intensità per tornare al punto di partenza.  Questo tipo di interpretazione non è una condanna al fallimento del cambiamento, bensì ci spiega solo come mai è abbastanza naturale provare una determinata volontà di resistenza ad ogni situazione che modifichi il nostro piccolo mondo. Questo è, infatti, spesso immagine e somiglianza nostra, ci appartiene, ci è familiare e in esso siamo circondati da persone e cose che ci fanno sentire al sicuro. Ecco perchè è così difficile uscirne!

In un film, un pò di tempo fa, ho sentito questa interessante frase che riassume un pò tutte queste prime considerazioni fatte fin’ora sul cambiamento:

“Quando diciamo cose tipo “Le persone non cambiano”, facciamo impazzire gli scienziati. Perché il cambiamento è letteralmente l’unica costante di tutta la scienza. L’energia, la materia, cambiano continuamente, si trasformano, si fondono, crescono, muoiono. È il fatto che le persone cerchino di non cambiare che è innaturale, il modo in cui ci aggrappiamo alle cose come erano, invece di lasciarle essere ciò che sono, il modo in cui ci aggrappiamo ai vecchi ricordi invece di farcene dei nuovi, il modo in cui insistiamo nel credere, malgrado tutte le indicazioni scientifiche, che nella vita tutto sia per sempre. Il cambiamento è costante. Come viviamo il cambiamento, questo dipende da noi. Possiamo sentirlo come una morte o possiamo sentirlo come una seconda occasione di vita. Se apriamo le dita, se allentiamo la presa e lasciamo che ci trasporti, possiamo sentirlo come adrenalina pura, come se in ogni momento potessimo avere un’altra occasione di vita, come se in ogni momento potessimo nascere ancora una volta”.

Ecco perchè il tema del cambiamento è così interessante ai miei occhi, perchè racchiude in sè tante possibili aree di approfondimento. Dopo averlo descritto, infatti, e aver accennato al tipo di reazioni possibili ad esso, potremmo passare alla sfera più pratica ovvero proporre delle indicazioni per poterlo vivere al meglio.

Per ragioni di brevità oggi ci fermiamo qui ma nelle prossome settimane parleremo proprio di qualche utile cambiamento di prospettiva (scusate il gioco di parole!) per rendere la nostra esperienza una sfida positiva e non un blocco!

Cominciamo con una citazione rincuorante:

Tutti i grandi cambiamenti sono semplici. (Ezra Pound)

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