L’estetica in ufficio: Il Diavolo veste Prada..e tu? / Workplace aesthetics: The Devil wears Prada, what about you?

by simonacampli

In questa scena de Il Diavolo veste Prada, l’ottima interpretazione di Meryl Streep ci porta a riflettere su un aspetto della nostra performance lavorativa troppo spesso lasciato al caso : il nostro vestiario.

Per molto tempo è esistito un grosso pregiudizio sull’estetica nel mondo del lavoro. Dare troppa importanza a ciò che si sceglie di indossare sembrerebbe un controsenso visto che nel lavoro sono ben altre le qualità che vorremmo far apparire, le nostre capacità, la nostra preparazione. Ma si può veramente escludere l’estetica dal giudizio complessivo che gli altri si fanno di noi?

I maestri della comunicazione, come abbiamo più volte ricordato nei nostri precedenti post, ci hanno insegnato che “è impossibile non comunicare” (il primo assioma della comunicazione umana, come già possiamo leggere qui). Nel corso dei secoli, anche molte menti illustri e tutt’altro che superficiali ci hanno ricordato concetti simili:

“Ognuno vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei.”

Niccolò Machiavelli, Il principe, 1513

“Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze.”

Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, 1891

e ricordiamo anche il modo di dire: Un’immagine vale più di mille parole!

Tutte ciò ci porta, quindi, esattamente nella direzione opposta: come appariamo conta eccome.

L’immagine che scegliamo di mostrare dice molto di noi. Può essere importantissima nel momento del colloquio di lavoro; una ricerca di yahoo! ha sottolineato come fino al 75% degli intervistati creda che sia più probabile essere scelti per un lavoro o avere una promozione se il l’ aspetto esteriore ed il look sono curati.

La nostra apparenza dice anche molto del ruolo che dobbiamo ricoprire all’interno del nostro luogo di lavoro, creando delle aspettative a riguardo, positive o negative a seconda della congruenza tra il nostro vestiario e il ruolo che ricopriamo, o che vorremmo ricoprire.

Abbiamo quindi definito prima di tutto che l’apparenza conta e come secondo passo andiamo a scoprire come una buona dose di conoscenza del nostro potere estetico potrebbe influenzare addirittura la nostra performance e il nostro successo lavorativo nel tempo. Come possiamo quindi conoscere le regole base dell’estetica?

Bisogna a questo punto specificare che, come ogni buona soluzione, anche quella estetica dovrebbe essere “su misura”, cucita addosso a noi come un abito sartoriale. Sarebbe quindi idealmente trattabile in un contesto di consulenza privata (per maggiori informazioni vedere qui).

Possiamo, però, approfondire qui oggi delle regole base che si possono facilmente mettere in pratica in ogni contesto lavorativo e per ognuno di noi. Oltre al vestiario contano tanti altri piccoli dettagli che nel complesso creano un’immagine professionale. Oggi ci concentriamo, però, sull’abbigliamento.

Per quanto riguarda le regole basiche del look professionale non ci possiamo sbagliare se :

  • Prediligiamo colori sobri, eleganti, evitando un effetto di shock cromatico. Chi ci è davanti deve essere catturato a prima vista, ma non distratto! MACCOME! Avete visto in un film o in un servizio di moda che si va in ufficio vestendo anche colori accesi? Assolutamente si, ma bisogna essere molto bravi a saperli scegliere (in base ai nostri colori della pelle, dei capelli ..) e a saperli combinare con altri colori, quindi per i primi passi evitiamo di fare un passo più lungo della gamba!
  • Il completo non è la scelta migliore per ogni luogo di lavoro. Una regola importantissima è, infatti, vestirsi in maniera appropriata per il contesto in cui lavoriamo. Se è richiesta minore serietà si può optare per un look più casual e divertente.
  • E’ importante la qualità di ciò che indossiamo, un completo serissimo di scarsa qualità purtroppo non ci farà fare la stessa figura di uno più artiginale. Con questo non voglio dire che bisogna indebitarsi per indossare le giuste “uniformi” da lavoro, sarebbe un controsenso! Un acquisto o due di buona fattura dovrebbero essere sufficienti per iniziare, del resto la qualità nell’abbigliamento paga anche in termini di durata nel tempo (a favore, quindi, di un approccio anche ecologico!).
  • Variare la nostra immagine giorno per giorno, personalizzandola è possibile se giochiamo con gli accessori. Ad esempio, per le donne un buon tacco di media altezza (per evitare di risultare volgari) aiuta anche nel risultare più “auterevoli”. Per gli uomini indossare una cravatta dalla fantasia particolare può rendere più accattivante il risultato complessivo.

Una volta che avremmo acquisito  un’immagine che ci soddisfa e che riscuote successo possiamo, poi, concentrarci sul futuro, sui ruoli che vorremmo ricoprire e studiare chi già è un passo davanti a noi per valutare eventuali modifiche di immagine. Più risulteremo appropriati per un determinato ruolo, maggiori saranno le possibilità di raggiungerlo.

Non bisogna assolutamente dimenticare che è importante ,ovviamente, anche il contenuto, e non solo la “scatola”. I proverbi, infatti, ci dicono anche che “l’abito non fa il monaco”. Tutto ciò che abbiamo detto fin’ora, funziona solo se nel risultato finale ci troviamo a nostro agio, ci sentiamo comodi e trasmettiamo un segnale di positività. Il non verbale è importante quanto le nostre parole! Ma una volta aver attirato l’attenzione su di noi, bisogna dimostrare le nostre capacità!  Appena avremmo gli occhi su di noi potremmo dare il meglio per convincere chi abbiamo davanti di tutto il nostro potenziale. Estetico E professionale!

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In this scene from The Devil wears Prada, the brilliant acting interpretation of Meryl Streep brings us to reflect on one aspect in our working performance, too often left to chance: our clothing.

For decades a strong prejudice has existed on the aesthetics when it comes to professional environment. Giving too much importance to what we choose to wear, could create a contradiction, considering that in our job there are other qualities that we’d like to make prominent: our skills, our preparation.

But can we really exclude aesthetics from the general impression that others have on us?

Communication experts have taught us that “it is impossible not to communicate” (the first axiom of human communication, read here).

During centuries, a lot of illustrious and so not superficial minds reminded us similar concepts

Each sees what you show, few feel what you are

Niccolò Machiavelli, The prince, 1513

Only superficial people don’t judge from appearances

Oscar Wilde, The portrait of Dorian Gray, 1891

And keep always in mind the expression:

An image is worth more than thousand words!

All these quotes bring our minds exactly to the opposite conclusion:

Our appearances it is crucial.

The appearance we choose to show tells a lot about us. It can be so important in the moment of a job interview, for exemple.

A research by Yahoo! has even underlined the fact: up to 75% of the interviewed believe that it would be more probable to be selected for a job or to receive a promotion if their look is groomed.

Our appearance also tells a lot of the role that we perform on our work, creating some expectations, positive or negative depending on the congruence among our clothing and the role that we have, or that we’d like to have.

 

So, first of all our appearance at work counts and secondly we discover how a good knowledge of our aesthetical power could even determine our work performance and future success in time!

How can we then set up some good basic aesthetic rules?

 

At this point we need to specify that, as every good solution, the aesthetic strategy should be also “customized”, sewn on to us as a suit. Consequently it would be ideally addressed in the context of a private consultation (for further information see here).

We can, however, underline some basic rules that can be easily put into practice in every context and for each one of us.

 

It’s hard to be mistaken if we follow these basic rules for a professional look:

  • Let’s choose sober, elegant colors, avoiding a chromatic shock effect. Who is standing before us must be captured at first sight, but not distracted! WHAAT! You’ve seen in a movie or read in a fashion magazine that people go to the office also in fluo dresses? Absolutely, but it would require a strong ability choosing them (considering the tone of our skin, our hair..) and matching them together;

if we’re just beginners lets avoid biting off more than we can chew!

  • Suit is not the best choice for every workplace. An important rule is, in fact, to dress to be appropriate for the context where we work. If it is required less seriousness let’s opt for a more casual look.

 

  • Quality of what we wear is also important. Unfortunately an austere suit made of scarce quality won’t make us appear as elegant as a tailored one. Having said that I don’t want to mean that we need to empty our pockets only on clothing, that would be senseless! One or two good quality purchase should be enough to begin with, after all, high quality also mean long lasting clothing in favor of an ecological approach!

 

  • Diversify our image day by day, making it personal; it is possible if we play with accessories. An example: for women some average height heels (to high sometimes create a vulgar look) also helps resulting more “bossy”. For men wearing a creative tie can make the general outcome more successful.

Once that we’ll have acquired an appearance we feel comfortable in we can focus on the roles that we’d like to reach, “studying” who is ahead, to imagine possible changes in our aesthetic. The more we’ll result appropriate for a determined role, the more we’ll improve our chances to reach it.

We can’t absolutely forget how important is the content, and not only the “box.” The proverb, in fact, says “You can’t judge a book by its cover”. Everything we’ve said can only work if we feel eventually comfortable with ourselves and we hand on a positive feeling.

Non-verbal messages are as important as our words!

After having drew attention on us, we need to prove our skills! As soon as we’ll have the eyes on us, we could let our light shining to finally persuade others of our high potential. Aesthetically AND professionally!

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