Buoni Propositi / Good Resolutions

by simonacampli

Resolutions

Ogni Capodanno che si rispetti è scandito dalla routine dei Propositi per il Nuovo Anno. Come mai? La spiegazione più appropriata che mi viene in mente è che l’essere umano è per sua natura affascinato dai rituali e il passaggio dalla fine all’inizio di un nuovo anno è un momento ricco di ritualità.

La scorsa settimana abbiamo detto quanto sia rischioso esporsi ai bilanci di fine anno. Questo perchè molto spesso questi bilanci sono influenzati all’emotività del Capodanno e la nostra memoria non è molto lucida in questi giorni. A questo proposito mi torna alla mente una tecnica molto interessante di cui mi hanno parlato: racchiudere in un luogo sicuro delle piccole note riguardanti i momenti felici dell’anno mano mano che ci capita di viverli. Spesso a fine anno ricordiamo benissimo le delusioni e i dispiaceri ma molto meno accuratamente i piccoli momeni di gioia che ci hanno riscaldato il cuore.In questo modo, anche se decidiamo di compiere il bilancio dell’ultimo anno, almeno saremmo aiutati a renderlo più giusto del solito!

Una volta compilato il bilancio vengono da sè le risoluzioni per l’anno che sta per cominciare. Ma spesso sembra che i nostri buoni propositi siano stregati da una sorta di “profezia per il fallimento”, anno dopo anno, pur partendo con la giusta determinazione, dopo qualche tempo la vita prende una piega diversa e le nostre buone intenzioni si perdono nel tran tran quotidiano.

Il Time ha stilato la classifica dei 10 propositi più fallimentari, dategli un’occhiata per sorriderci su e scoprire quali di questi desideri si trovano anche nella vostra lista.

Per prepararmi alla scrittura di questo post ho letto tante e tante liste di buoni propositi per capire quali sono le strategie migliori e quali quelle più fallimentari quando si tratta di compilare la fatidica lista. Una delle migliori liste l’ho trovata sul blog di TED, sempre fonte di ottima inspirazione. Mi sembra utile darvene un resoconto in chiave strategica ma vi lascerò aspettare ancora una settimana per svelarvi questi propositi strategici; intanto vorrei che ognuno avesse ancora del tempo per compilare la propria lista.

Quindi oggi vorrei riassumere le principali tecniche di successo nello scovare buone risoluzioni per l’anno che sta iniziando.

Invece di focalizzarci sugli esiti perchè non osservare il processo?

  • Uno alla volta: inutile cercare di affrontare i buoni propositi tutti insieme, questi potrebbero ricoprirci come una valanga di pesanti aspettative. I nostri buoni propositi devono essere slegati uno dall’altro perchè li affronteremo uno alla volta.
  • Semplici e Concreti. Questa è un’indicazione che segue spontaneamente la precedente. I nostri buoni propositi devono essere composti da singole e concrete azioni, non da successi complessi da raggiungere. Altrimenti finiamo sotto lo stesso effetto valanga di prima!
  • Qualità su Quantità, meglio tanti piccoli successi che uno solo grande e difficile da realizzare.
  • Basati sul piacere. L’essere umano è guidato dal piacere! Se tutti i nostri propositi sono di privazione e autocontrollo difficilmente avremo la forza di portarli a termine, dobbiamo accompagnarli ad un piccolo premio (rinforzo positivo) e scegliere le nostre risoluzioni tra ciò che ci piacerebbe costruire, tra i nostri desideri.
  • Inseriti nella vita quotidiana. La nostra lista deve contenere principalmente propositi che possiamo svolgere nella quotidianità, altrimenti rischiamo di perderli di vista quando le nostre comuni attività ricominceranno a pieno ritmo.
  • Condividili (anche semplicemente scrivendoli a te stesso). Un proposito scritto ci aiuta a non perdere la rotta, a non fare confusione nella nostra mente e.. volete mettere il piacere di fare un bel rigo sulla lista una volta che abbiamo raggiunto il successivo scalino?
  • Flessibilità. Non mi stancherò mai di dirlo, la flessibilità è la chiave per il buon funzionamento! I nostri propositi devono essere modificabili nel tempo se ci rendiamo conto che non funzionano!
  • Crescita graduale e non successo immediato. Bisogna esercitare pazienza nel cambiamento. Piuttosto che aspettarsi tutto e subito è più utile stabilire dei momenti di monitoraggio in cui controllare a che punto siamo. Se non hai superato lo scalino del momento fai in modo di affrontarlo nella settimana successiva.
    Questo andamento graduale sarà anche utile per individuare eventuali (inevitabili) ostacoli.
  • In ultimo, come già sappiamo, se vogliamo seguire una logica strategica per individuare i nostri propositi chiediamoci Come Peggiorare la nostra situazione, evitando cosi l’effetto paradossale del Come Migliorare che ci congelerebbe la creatività.

Siete pronti con carta e penna? Via alla lista dei Buoni (questa volta davvero) Propositi e la prossima settimana ne vedremo alcuni davvero strategici!

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Every New Year’s eve comes with the usual New Year’s resolutions list. But why?

The most appropriate explanation is that human beings in their nature are fascinated by rituals; the passage between the end to beginning of a new year it is a moment extremely of profound ritual character.

Last week we said how risky is to expose ourselves to evaluations by the end of the year. Mainly since these evaluations are very often influenced by the momentary emotions of that particular moment we’re living and by the end of the year our memory on the past 12 months is not necessarily strong. This aspect in particular brings back to my mind a very interesting technique that a friend once told me: to collect, in a safe place, some small notes concerning happy  moments of the year while they happen and then review them all together at new year’s eve to be surprised by them.

We often remember extremely well all the disappointments and sorrows but not too many details about happy moments are secured into our mind. We need a little help to make our yearly balance more fair!

Once we finish evaluating, new years resolutions arrive promptly. They often seem to be cursed by a sort of “failure prophecy”; our good intentions are bewitched year after year. Even when the start is right, after only few days life might take a turn and our good intentions are lost in daily chores and routine.

The Time has filled out the 10 most disastrous resolutions chart, give it a look to smile and discover which of these ideas can also be found in your list. To prepare this post I have read so many lists of good intentions trying to understand which are the best strategies and which are the wrong ones when it comes to making a resolutions list. One of the best list is on TED blog, always source of good inspiration. It seems useful and in line with this blog to offer a strategic review of these same resolutions but I’ll make you wait for next post; meanwhile you still have time to prepare your own list.

Today I would rather sum up the techniques to guide you in the creation of that list, if you really feel the need to do so.

Instead of focusing on outcomes, why not set your sights on process in 2014?

  • One at a time: it’s useless to try and face all the good intentions at once, they could be overwhelming, as an avalanche of heavy expectations. Our good intentions must be considered independently because, after all, we will face them one by one.
  • Simple and Concrete. This is an indication that spontaneously follows the previous one. Our good intentions must be made by single and concrete actions, avoiding too complex achievements. Otherwise we’ll end up under that same avalanche effect!
  • Quality on Quantity: it’s better to reach many small successes that a big one very hard to get.
  • Based on pleasure. Human beings are driven by pleasure! If every resolution we have concerns deprivation and additional self-control it’ll be hard to have enough grit to fulfill them, we must let those go along with some reward ( a positive reinforcement) and choose other resolutions among what we’d love to reach, our desires.
  • Integrated in the daily life. Our list must mainly consists of intentions that we can develop in daily life, otherwise we risk losing the focus when our daily activities will be back at full speed.
  • Share them (also simply writing them to yourself). A written resolution helps us maintaining the focus, avoiding confusion in our mind and.. do you want to deprive yourself from the joy of crossing out one by one all the things from your list??
  • Flexibility. I will never get tired to say this: flexibility is the key for a good balance! Our resolutions must be adjustable in time if we realize they’re not the right ones!
  • A gradual growth and not an immediate success. It is important to practice patience in order to reach change. Rather than expect something happening all at once it is more useful to plan some supervising moments to check at which step of the ladder we are. If you have not reached the next step you’ll need to schedule it for the following week. This gradual flow will be also useful to identify some possible (inevitable) obstacles.
  • At last, as we already know, if we want to think strategically, let’s keep asking ourselves “How to Worsen” our situation, so we’ll avoid the paradoxical effect of How to Improve that would only freeze our creativity.

Are you ready with your pen and notebook?

Let’s go with the list of good (now they really are good) resolutions and next week will see some of the most strategic ones!

 

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