Dipendenza da zucchero/ Sugar addiction

by simonacampli

Sugar

Ho da poco letto un divertentissimo articolo di una giornalista del Guardian sul tema della dipendenza da zuccheri. Spesso questa “dipendenza” è associata all’obesità o comunque ad una alimentazione incontrollata. Specificando che stiamo parlando di situazioni in cui l’obesità viene costruita su una dipendenza da zucchero, e non di altre in cui sussistono evidenti problematiche mediche nell’insorgenza della disfunzione alimentare. Non stiamo neanche nel campo delle abbuffate che costituiscono un problema a sè stante.

Parlando quindi di dipendenza la giornalista scrive questo articolo in 10 step al solo scopo, a mio avviso, di trasmettere un senso di resa totale al potere degli zuccheri.

Ogni alternativa “sana” proposta dai nutrizionisti più in voga non ha sapore oppure è chimicamente corretta, e quindi negativa comunque per il tuo organismo. Per raggiungere il peso forma e soprattutto una alimentazione sana, l’unica alternativa, a quanto pare, è dare un taglio netto al piacere.

Ho già scritto in più di una occasione del tema del piacere a tavola (potete leggere qui, qui e qui) ma ogni volta mi sorprendo quanto in realtà non se ne parli ancora abbastanza.

L’equazione essere in forma = sacrificare il piacere proprio non funziona, e di questo ce ne rendiamo conto tutte le volte che cerchiamo di evitare quel peccato di gola che ci piace tanto al punto di diventare irrinunciabile.

So che molte di voi potrebbero rispondermi che  questo discorso sembra un pò una scusa per concederci di più a tavola e posso addirittura indovinare che ognuna di noi avrebbe una percezione molto diversa di ciò che significa  “essere in forma”.

La domanda non è, infatti, cosa è giusto o sbagliato. Più precisamente la domanda è “cosa funziona meglio” quando parliamo di equilibrio e qual’è che dura più a lungo?

Quello su cui continuiamo a non aprire gli occhi è che proprio dandogli modo di diventare peccaminoso, siamo noi stessi, o meglio la nostra mente, a metterci in condizione di non potervi rinunciare.

Ovviamente il tema è complesso, se l’assunzione di zuccheri diventa una vera e propria dipendenza, ciò che strategicamente si consiglia – “se te lo concedi potrai rinunciarvi, se non te lo concedi, diventerà irrinunciabile” – appare come una prescrizione velenosa.

Proprio il fatto di dover ricorrere alla parola dipendenza è, infatti, a mio parere un’ottima tentata soluzione.

C’è un’aspetto di verità nel fatto che avere un dente diciamo dolce (per dolce si intendono cibi ricchi di zucchero ma anche carboidrati) può essere un comportamento che, una volta stabilitosi, facciamo fatica a correggere. Ma correggere non vuol dire eliminare!

Se parliamo di alimentazione sono ormai da tempo stati scoperti i benefici di una alimentazione funzionale, basata sulle giuste combinazioni, piuttosto che sulla predilizione totale di un alimento su di un altro. E’ possibile infatti ” migliorare le capacità metaboliche dell’organismo piuttosto che limitare l’introito calorico, associando gli alimenti sulla base delle proprietà cinetiche e dinamiche e alle diverse modalità di cottura” (presentazione di F. Fedele a “L’alimentazione funzionale e sovrappeso corporeo” S.Farnetti, ed. CESI, 2008).

Questo, tra gli altri benefici, permette alla persona di avere un atteggiamento educato, ed educativo, nei confronti dell’alimentazione che diventa una scoperta giornaliera di nuove ricette e nuovi modi di cucinare, più sani, invece di passare all’eccesso deprimente di una nutrizione scarsa e scarna a base di regole ferree.

Se parliamo, invece, di un problema psicologico e comportamentale, l’atteggiamento di chi ha un problema di perdita di controllo reiterata nei confronti di alcuni cibi, sicuramente ha qualcosa che ricorda la dipendenza. Ma non nel senso deresponsabilizzante della parola (ho una dipendenza, quindi è praticamente impossibile resistere ad essa), piuttosto nel senso che nel mantenere il nostro comportamento disfunzionale mettiamo in atto delle tentate soluzioni che invece di risolverci il problema, lo rinforzano sempre di più fino ad arrivare al punto in cui si presentano seri problemi per la salute.

Prima di arrivare a queste situazioni estreme in cui siamo forzati a smettere di assumere determinati piacevoli cibi perchè ne abbiamo abusato per troppo tempo, vogliamo interrompere il circuito di rinforzo? Vediamo qualche piccolo consiglio adattabile a chi ha un dente dolce che non riesce a tenere a freno e che, disperatamente, passa di dieta in dieta senza riuscire mai a riprendere veramente il controllo della situazione.

  • la tentata soluzione principale è il costante tentativo di controllo, la dieta oppure il digiuno preparano la nostra voglia smisurata di cadere in tentazione. Prova a sostituire questi comportamenti con piccole dosi del cibo più piacevole per te (il piacere è estremamente soggettivo) sparse nel corso dei tuoi pasti, lungo l’arco della settimana
  • Per il tuo metabolismo, meglio 3 pasti principali intervallati da due snack invece di arrivare affamati a tavola. Preparati qualche snack sano sempre a portata di mano, ad esempio delle ottime mandorle.
  • Accompagna il piacere con il piacere. Mentre ti concedi il tuo pezzo di cioccolata o il tuo piatto di pasta fallo con calma, gustandotelo dall’inizio alla fine
  • Se una volta esageri non ricorrere subito al digiuno o alla punizione di astinenza da piacere! La chiave per mantenere il controllo è evitare l’altalena quindi semmai fai un pò di esercizio fisico per smaltire il senso di colpa ma lascia invariata la tua alimentazione funzionale.

Siete pronti a riprendere il controllo della vostra dipendenza?

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I have recently read an amusing article from a journalist of the Guardian regarding sugar addiction. Often the “addicition” it is one of the causes for obesity and runaway nutrition. We must say that we are talking about situations where obesity is mainly caused by the sugar addiction, without concurrence of relevant medical issues. This isn’t also the case of compulsive binge behaviour that creates an independent problem per sè.

About this addiction the journalist, author of this article, wrote this 10 steps path with the main attempt, in my opinion, to prove a sense of complete resign to the power of sugars.

Every “healthy” options proposed by the most trendy nutritionists, doesn’t have taste or it is chemically fortified, and therefore bad for your body. To reach your perfect shape and feed yourself healthy, the only chance, seems to give a sharp and clean cut to your pleasure.

I have already said something about the “pleasure+eating” theme (you can have a look here, here and here) but every time I’m completely astonished realizing that it is not something that we have still spoken enough.

The equation ” be in shape = sacrifice the pleasure ” really doesn’t work well, and we realize that every time we  force ourselves to avoid that little overindulgence so much that it becomes irresistible.

I know that most of you could reply that it sounds like an excuse to allow ourselves to overindulge and I can also guess that probably each and everyone of us would have different perceptions when it comes to define what “be in shape” means.

The question isn’t, infact, what is right or what is wrong. More clearly the question is “what works best” in terms of balance, which is the most lasting fit?

What we still didn’t open our eyes at, is that while we give to our desire the power to become sinful, we ourselves, or at least our mind, become responsible to create the situation where we cannot resist to it.
Obviously the theme is complex, if eating sugars becomes a real addiction, what is usually recommended strategically  – “if you grant it to you, you’ll be able to turn it down; if you don’t grant it to you, it will become irresistible” – suddendy appears as an evil prescription.

Only the fact to have used to the word “addiction” is, in fact, in my opinion, an excellent attempted solution.

There is a bit of truth in the fact that having a so called sweet tooth (for sweet they intend foods rich in sugar but also carbohydrates) can be a behavior that, once established, is very hard to correct. But “correct” and “avoid” are not the same things!

If we want to speak of eating well, the benefits of a functional nutrition have been discovered for some time by now, a feeding system based on the correct combinations, rather than the complete preference of a food instead of another. Is it, infact, possible to ” to improve the metabolic abilities of the organism rather than to limit the caloric income, associating the foods on the base of the kinetic and dynamic characteristics and of the different types of cooking.” (F. Fedele introduction to “L’alimentazione funzionale e sovrappeso corporeo” S.Farnetti, ed. CESI, 2008)
This, among other benefits, allows the person to have a polite, and educational attitude, towards the nutrition that becomes a daily discovery of new recipes and new ways to cook, more healthy, instead of crumble to the depressing excess of a poor and scarce nutrition based on stiff rules.

If we talk, instead, of a psychological and behavioral problem, the attitude of whom loses control repeatedly towards some foods, surely there is something that could recall an “addiction”. But not in the word’s meaning of losing responsibility (I have an addiction, therefore it is practically impossible to withstand to it), rather in the sense that we act some attempted solutions, behaviours that seem to solve the problem while, instead, maintain it, giving it strenght until the point where serious problems can appear for our health.

Before reaching these extreme scenarios when we are finally forced to stop assuming some perfectly good food, just because we have overeaten them for too much, don’t we want to interrupt the feedback circuit? Let’s see some simple suggestion suitable to whom has a sweet tooth that cannot hold back, and that, hopelessly, passes from diet to diet without ever succeeding in taking really back the control of the situation.

      The principal attempted solution is the constant attempt of control, the diet or staying without food at all, only set up our immoderate desire to fall in temptation. Try to replace these behaviors with small doses of the most pleasant food (the pleasure is extremely subjective) scattered during your meals, all along the week.For your metabolism is better 3 main meals spaced out by other 2 snacks, than starving until reaching the next meal! Have some healthy snack ready, for example some good ray almondsRejoin every pleasure with other pleasures.  While you are granting yourself your piece of chocolate or your dish of pasta, taste it with calm, from the beginning at the end
If sometime you overindulge don’t punish yourself with starvation or abstinence from the pleasure! The key to maintain the control is to avoid swinging, therefore do some sport to digest the sense of guilt but leaves your functional nutrition unchanged.Are you ready to take back the control of your addiction?

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