Profezie negative – Negative prophecies

by simonacampli

negative prophecy

Avete mai sentito parlare di profezie? Qualche settimana fa avevamo cominciato un discorso sul cambiamento e sulle possibili reazioni ad esso. Volete rinfrescarvi la memoria? Leggete qui.

Tra le possibili reazioni di sicuro una delle più viscerali e comuni è la paura. Possiamo aver paura di qualcosa che sta per accadere, l’attesa ci fa avvertire la tensione del cambiamento, che magari non è del tutto negativa, perchè spesso si mescola con l’eccitazione. Questo è soprattutto vero quando si tratta di cambiamenti voluti e addirittura in parte pianificati, che ci porteranno ad esplorare nuovi luoghi e nuove emozioni. L’eccitazione in questi casi può essere confusa con l’ansia e tingere di paura la nostra avventura. Come mai?

Perchè da un punto di vista fisico eccitazione ed ansia hanno reazioni corporee molto simili: il respiro corto, il battito del cuore accelerato.. Ci può anche spaventare qualcosa che accade all’improvviso, che ci coglie di sorpresa. Non avere il controllo della situazione può essere una sensazione spiacevole se non abbiamo mai imparato a gestire con flessibilità mentale situazioni del genere. Improvvisamente non siamo noi a guidare ma una serie di variabili intorno a noi ci trasportano, come una brezza sferzante, verso lidi ignoti. L’ignoto è di sicuro l’aspetto che rende il cambiamento più pauroso. E’ la caratteristica del futuro che può spaventare, non avere un’idea chiara di ciò a cui andiamo incontro. Quello che purtroppo a volte accade è che per gestire la paura dell’ignoto ci creiamo delle profezie, spesso negative, su quello che sta per avverarsi.

Questo da una parte ci fa sentire paradossalmente rincuorati perchè, mentre immaginiamo le possibili situazioni infauste nel nostro cammino, ci prepariamo mentalmente ed emotivamente a gestirle. Una soluzione del genere può trasformarsi gradualmente in una tentata soluzione quando le profezie negative diventano dei fantasmi che ci rincorrono ininterrottamente, mantenendo il nostro livello di tensione emotiva e di allerta sempre al massimo, al punto di sconvolgere le normali attività quotidiane che richiederebbero calma e concentrazione. Presto ci ritroviamo distratti a lavoro, incapaci di dedicarci a qualsiasi attività e a qualsiasi relazione e può addirittura succedere che i nostri ritmi di sonno e di alimentazione ne rimangano sconvolti.

L’ultima funzione della profezia non è di predire il futuro, ma di crearlo. Joel Arthur Barker

Il quadro si complica ulteriormente se si sviluppa in noi la credenza che le nostre profezie negative siano delle realtà; ci sentiamo allora senza via di fuga. L’effetto della profezia che si autoavvera può portarci, quindi, a realizzare le nostre peggiori paure. La paura dell’ignoto è cosi comune e umana che la proviamo tutti, anche i più temerari di noi la conoscono nei momenti più importanti della loro vita. Come possiamo evitare che questa paura si concretizzi in profezie e che queste profezie diventino dei terribili persecutori fino al punto di autoavverarsi? Dobbiamo riprendere il controllo della nostra mente e della nostra immaginazione. Per questo possiamo seguire dei semplici passi:

  • Scegliamo un quaderno per racchiudere le nostre profezie: questo dovrà essere scuro, cupo, addirittura tetro!
  • Ogni sera prima di spegnere la luce apriamo il quaderno e facciamo l’elenco delle nostre profezie negative. Possono riguardare il futuro imminente, come il giorno successivo, oppure anche un futuro lontano che non sappiamo quando arriverà
  • La sera successiva riapriamo il quaderno e controlliamo quale delle profezie si è effettivamente avverata. Tutte le profezie che si sono avverate rimarranno impresse nella carta, mentre tutte le altre, che non si sono avverate, le dovremmo cancellare. Anche quelle che potrebbero avverarsi in un futuro lontano ma non si sono “ancora” avverate, per il momento le dovremo cancellare dalla nostra lista
  • Siamo pronti quindi per la nuova lista delle profezie negative della giornata!

Le profezie negative, quando le avremmo impresse nella carta, sera dopo sera, perderanno il loro potere che stregava la nostra mente!

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Have you ever heard the word prophecy? A few weeks ago we had started a talk on change and how it is common to react to it. Do you want a quick recall? Click here.

Among all the possible reactions one of the most visceral and common is, by far, fear. We can be afraid of something that is about to happen, waiting for it makes us feel the tension of change, that is not entirely negative, because it is often mixed with excitement. This is especially true when it comes to desired and partially planned changes, that will bring us to explore new places and new emotions. The excitement in these cases can be confused with anxiety and stain our adventure with fear.

How come?

Because from a physical perspective, excitement and anxiety shows very similar bodily reactions: short breath, accelerated heartbeat.. A sudden change can also frighten us, when we are caught out surprise. Not having the control of the situation can be a disagreeable feeling, if we have never learned to manage such situations with mental flexibility.

Suddenly, we are not the ones driving, but we are driven, instead, by a series of variables around us, as a whipping breeze that pushes us toward unknown beaches. The unknown is undoubtedly one of the scariest aspect of change. It also represents what we can be frightened about the future in general, not having a clue where we are leading to.

What sadly often happens is that, in order to manage the fear of the unknown, we create some prophecies, especially negative prophecies, on what is about to be. This is what, on one side, paradoxically reassure us, because while we are imagining the possible inauspicious situations in our path, we mentally prepare ourselves to emotionally manage them. Such solution can gradually turn into an attempted solution when the negative prophecies become recurrent ghosts that haunted us, keeping our level of emotional tension and alert constantly high, until the point that our normal daily activities, which require for calm and concentration, are disturbed. Soon we find ourselves distracted from our work, incapable to devote us to any activities and any relationship and it can even happen that our sleeping and eating rhythms are overturned.

“The last function of the prophecy is not to foretell the future, but to create it.” (Joel Arthur Barker)

The general picture is further complicated if we start to believe that our negative prophecies are infact realities; we  are, then, on a blind alley. The self-fulfilling prophecy effect can bring us, consequently, to realize our worse fears. The fear of the unknown is so common and human that everyone can feel it, also the most reckless person can experience it, in the most crucial moments of life. How can we stop this fear from creating prophecies and these prophecies from becoming something so dreadful with even a self-fulfilling power? We must gain back control of our mind and our imagination. For this, we can follow some simple steps:

  • Choose a notebook to impress our prophecies: this must be a dark notebook, even gloomy!
  • Every evening, right before turning the light off, let’s open the notebook and create a list of our negative prophecies. They can be regarding our imminent future, as the following day, but also a distant future that we don’t know when will arrive
  • The following evening we will open the notebook again we’ll check which of the listed prophecies is, indeed, come true. All the prophecies that have come true will remain impressed on paper, while all the others, that have not come true, should  be erased. Also those that could come true in a distant future but have not yet, for the time being must be canceled from our list.
  •  We are now ready for our new list of negative prophecies for the following day!

All the negative prophecies, once impressed on paper, evening after evening, will lose their power that bewitched our mind!

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