Il paradosso della scelta / Choice Paradox

by simonacampli

Some choice are better than none but more choice is not better than some

Questa settimana vi consiglio un video che unisce innovazione e divertimento nel suo contenuto. Un altro creativo momento di apprendimento scovato nella lista delle conferenze TED: lo psicologo Barry Schwartz ci spiega come mai l’aumento delle possibilità di scelta nell’Occidente industrializzato e ricco produce individui sempre più incapaci di scelta e, di conseguenza, sempre più insoddisfatti.

So che probabilmente molti di voi, davanti alla lunghezza della conferenza, come di consueto di 20 minuti, avranno la tentazione di rimandare o lasciarla a metà ma vi consiglio di arrivare fino in fondo, anche per gustarvi la storiella finale del pesce nella sua bolla di vetro a dir poco illuminante.

Vorrei richiamare l’attenzione su alcune questioni analizzate dal video che rappresentano un insieme di difficoltà e argomenti della vita quotidiana che spingono verso una rivalutazione del valore di LENTEZZA; lo slow movement è ormai una vera e propria inversione di tendenza che abbraccia tantissime aree del vivere: dal cibo, alla moda, al consumismo in generale fino a estremi esistenziali che mettono la capacità di vivere il presente e assaporare lentamente l’attimo come nocciolo della questione. Quale questione? In maniera molto generica e volutamente estrema mi verrebbe da dire che la questione è la felicità.

Cosa ne pensa, quindi, della difficoltà ad essere soddisfatti e felici il collega Barry Schwartz?

Vivere in un mondo in cui le possibilità di scelta sono massimizzate, al punto da disintegrare la nostra capacità di concentrazione davanti ai mille stimoli, è stato per anni l’imperativo delle società moderne che vedevano nella massima scelta la chiave per la massima libertà di scelta. Quello che sperimentiamo, invece, noi giorno per giorno è che avere tantissime scelte davanti complica il processo di scelta portandoci gradualmente a paralizzarci.

Se poi riusciamo comunque a prendere una decisione, molto spesso cadiamo nel dubbio di aver sbagliato o nel vero e proprio rimorso, perchè le caratteristiche brillanti delle mille alternative continuano a distrarci anche dopo la nostra scelta. L’aspetto peggiore è che questo rimorso e la sua conseguente insoddisfazione spesso si presentano anche se la nostra scelta è stata positiva nei suoi effetti. E’ qui il cruciale concetto di costo dell’opportunità: le caratteristiche attraenti delle altre alternative tolgono soddisfazione alla nostra scelta, anche se è ottima. Di conseguenza, più alternative abbiamo, più attrattive diverse, più la soddisfazione finale è decurtata.

Essenzialmente si tratta di un processo di scelta al negativo: al centro non c’è più l’obiettivo ma le alternative scartate.

Scegliere qualcosa significa non scegliere qualcos’altro.

Altri due aspetti interessantissimi si trovano all’interno di questo video:

  • Una vita sovraccarica di possibilità ad ogni minima decisione lascia poco spazio alle soprese.
  • Mentre il responsabile per una mancanza è spesso non individuabile, il colpevole di una scelta sbagliata o insoddisfacente è l’individuo; you could have done better (potevi fare di meglio) è il rimorso peggiore che porta all’insoddisfazione.

Qual’è la conclusione di questa riflessione sull’eccesso di scelta? Tanto per rimanere in tema, ce ne sarebbero diverse. Oggi però vorrei citarne una:

Expectation leads to disappointment (The Books- Smells like Content)

Scelta

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Some choice are better than none but more choice is not better than some

This week I recommend you a video that combines innovation and fun in its content. Another creative moment of learning sourced from TED: psychologist Barry Schwartz explains us how the increasing possibilities of choice in the west and rich industrialized world has produced individuals  more and more incapable of choice and, consequently, more and more dissatisfied.

I know that probably many of you, in front of the length of the lecture -TED’s average 20 minutes-  will have the temptation to ignore it or listen only to half of it but I recommend you to wait for the end, there’s a tasty, enlightening story!

I ‘d like to underline some specific points analyzed in the video representing a whole argument – or dalily life difficulties- promoting a revolution towards the SLOW movement; a change of habits by now representing a concrete trend u-turn, embraced in a lot of different areas of the living: from the food to fashion to general consumption, up to existentialist extremes that sees in the ability to live the present, tasting slowly every passing moment, as the core of the matter. Which matter? In a very generic way – and intentionally hyperbolic – I’d dare say the matter is simply: happiness.

What colleague Barry Schartz thinks about the difficulty of being satisfied and happy?

Living in a world where our possibilities of choice are maximized, to the point that our ability of keeping the focus in front of a thousand inputs is by now crumbled away, has represented the imperative of modern societies for years; maximum choice as the key for maximum freedom ( of choice). What we detect in real life is, instead, how having thousand possibilities complicates the process of choice, gradually bringing  the person to paralysis.

If we succeed – against all odds – in taking a decision, we very often fall in doubts to have been wrong or even in concrete remorse, because all the bright characteristics shining from the other thousand alternatives, keep on distracting us even after having made a choice.

The worse aspect is that this remorse, and the dissatisfaction that comes with it, is independent from the analysis of the effects: it comes up even when the outcome of our choice is a positive result!

Here the core of the discussion, the opportunity cost; the other attractive alternatives cancel the satisfaction from our choice, even if it is excellent. Accordingly, the more alternatives there are, the lower final satisfaction we’ll have.
It represents essentially the negative process of choice: at the core we have the rejected alternatives, instead of our goal.

Choosing something doesn’t mean not to choose something else.

Other key aspects underlined through the video:

  • An overloaded life of possibilities to every little decision, leaves no space for surprises.
  • While is difficult to identify who’s responsible for something missing, whos’ guilty for a wrong or unsatisfactory choice is always the person who made it; you could have done better is the worse remorse possible, leading inevitably to dissatisfaction.

What’s the point of this reflection on the excess of choice? Just to stay on the subject: could be a lot. Today, however, I’ll choose one of them:

Expectation leads to disappointment (The Books – Smells like Content)

 

 

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