Don’t worry / Non preoccuparti

by simonacampli

“If you think of stress in terms of arousal – being awake and alert and oriented to changes in the environment- this is a good thing for learning. ” (C.Liston)

It seems by now demonstrated that there are different types of stress.
After years of considering stress as evil, in fact, many studies in the last couple of decades have underlined how some kind of tension can be even positive!

So, which is the “good” stress?

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The first important distinction between good and bad stress is related to its duration in time; acute stress, that can go on for few minutes or hours has very different effects from chronic stress, of days or, even, years.

This discovery is owed to initial studies made during the 90’s from a the group of researchers captained by Prof. Dhabhar at Stanford University. This group discovered how, in fact, the depression of the immune system, as result of an immediate source of stress, until then considered as one of the negative effects on the human body was, in fact, not a diminution of the immune power, on the contrary,  just a change in the distribution of the immune cells from the blood to the regions where the stress stimulus was more acute!

The cells of the immune system moved from the blood, toward the skin, the belly or the lungs, considered by the organism as higher risk zones. Up to that moment the only analysis was conducted at blood level, therefore everyone kept considering the immune system under stress as depressed!

What positive things can happen, then, when experiencing an acute stress? More or less the same that happens to our body when we exercise. There is surely a phase of strong tension but, in the meantime, the brain is more receptive, it is easier to make new learnings because our mind is wide open to new stimuli and this is proven by the multiplying of synapses during a momentary phase of stress. This is the neural plasticity. After a certain period of time, the trend takes an opposite direction, causing, instead, loss of synapses at cerebral level but even more serious effects, when the stress is perpetuated for months or even years, as for the cardiovascular risks.

In other words, until the body experiences a brief source of stress, with some “green zones” (moments without stress) in which is able to rest, we are not risking anything rather than learning something new. In these situations of short stress what seems to be dangerous is the psychological tendency of the person to overthink what’s happening or trying to see in advance some possible negative consequences.. the prophecies that we’ve discussed in the past.

In addition to that we must consider that, even though there were some costs at a cognitive level, during an acute but very strong stress, that probability that the the organism rally completely, with a good dose of rest, it is very strong.

Which are the factors that define a negative stress, instead? Surely the duration, as we said before, but also some other social poisons; isolation or living in a socially disadvantaged environment, these seem to be factors that speed up negative consequences on our health. In the absence of a support net the person experiences stress more heavily.

A good news is that, however, these social aspects can be mitigated by having a positive attitude: having a purpose in the life, even a job or a project in which we strongly believe or identify with, may help us considering these events as challenges and not as threats; this is the state of mind that creates a stronger shell against stress.

In conclusion, next time that you feel the temptation to worry about stress, think twice!

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Se pensi allo stress come invece eccitazione -essere svegli, attenti e predisposti al cambiamento- è sicuramente un evento positivo per l’apprendimento!” (C. Liston)

 

Sembra ormai comprovato che non esista un solo tipo di stress.

Dopo decenni di demonizzazione dello stress, infatti, dagli anni 90 in poi si sono succeduti diversi studi che evidenziano come alcune forme di stress sono, addirittura, positive!

Qual’è questo stress buono?

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La prima distinzione importante tra stress buono e stress cattivo, avviene in funzione della durata; lo stress acuto, che può perpetuarsi per qualche minuto o ora ha effetti molto diversi da quello cronico, di giorni o, addirittura, anni.

Questa scoperta risale ai primi studi fatti nell’inizio degli anni 90 dal gruppo di ricercatori facenti capo al Prof. Dhabhar, della Stanford University. Questo gruppo di studiosi provarono infatti che la depressione del sistema immunitario, come risposta ad un’immediata fonte di stress, fino ad allora considerata come uno degli effetti negativi di risposta dell’organismo allo stress, rappresentava invece non una diminuzione della risposta immunitaria, bensì una dislocazione delle cellule immunitarie verso le regioni del corpo rispondenti allo stimolo di stress. Le cellule del sistema immunitario si spostavano dal sangue, verso la pelle, la pancia o i polmoni, considerate dall’organismo zone più a rischio. Fino a quel momento l’unica analisi si faceva a livello dei sistemi sanguigni, perciò si continuava a considerare il sistema immunitario sotto stress erroneamente come meno attivo!

Cosa succede quindi di positivo durante una fase di stress acuto? Più o meno lo stesso che accade al nostro corpo quando facciamo esercizio. C’è sicuramente una fase di sforzo ma il cervello è più ricettivo, è più facile fare nuovi apprendimenti perchè il cervello si apre agli stimoli nuovi e questo si nota dal moltiplicarsi di sinapsi durante questa prima fase di stress momentaneo. E’ il fenomeno della plasticità neuronale. Questo fenomeno dopo una certa soglia prende una direzione opposta, causando, invece, perdita di sinapsi a livello cerebrale ma anche effetti più gravi, mano mano che lo stress si protrae per giorni, mesi o anni, come ad esempio rischi cardiovascolari.

Insomma finchè il corpo è sottoposto a brevi fonti di stress, intervallate da “zone verdi” (prive di stress) in cui può riposarsi, non solo non si corrono rischi ma, anzi, si impara pure qualcosa. In queste situazioni di breve stress ciò che sembra essere pericoloso è la tendenza della persona a rimunginare sulla situazione o anticipare eventuali conseguenze negative.. le profezie di cui abbiamo spesso parlato. Inoltre, seppure ci fossero dei costi a livello cognitivo, dovuti magari ad uno stress acuto ma molto forte, è stato provato che la probabilità che l’organismo si riprenda del tutto, con una buona dose di riposo, è molto alta. Si tratterebbe, perciò, di danni totalmente reversibili.

Quali sono invece i fattori che definiscono uno stress negativo? Sicuramente la durata, come dicevamo prima, ma anche veleni più sociali; l’isolamento oppure il ritrovarsi in una situazione svantaggiata socialmente, questi sembrano essere fattori che fanno aumentare le conseguenze negative sulla nostra salute. In assenza di una rete di supporto e in situazioni di svantaggio economico e sociale la persona e il suo organismo avverte lo stress con un peso maggiore. Una buona notizia è che, però, questi aspetti sociali possono essere mitigati da un atteggiamento positivo: avere uno scopo nella vita, magari un lavoro o un progetto in cui crediamo o esercitarsi a considerare le difficoltà come sfide e non come minacce, questo tipo di mentalità crea una corazza più forte contro lo stress. Quindi, la prossima volta che sentite la tentazione di lasciarvi andare in preoccupazioni, pensateci su due volte!

 

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