Prendere decisioni migliori / Making better decisions

by simonacampli

Making decisions is another of those processes that, even on automatic mode, can be difficult , causing huge delays in everyday life or bad judgments calls. How come? As any other balance, also the decision making process can be assessed based on the strategies used to make the decision. Some are more conscious than others, even if they cost us the results we were looking for.

The simple act of repeating strategies, even if these are counterproductive, make them stronger and we tend to avoid change them when they go back in time. Even if we are not satisfied on the results. We only emerge from the lethargy of repetition if we make a terrible mistake, bigger than usual.

When we finally re-evaluate a decision making process we found ourself at the starting line. The common tendency is now to over-evaluate each step and this can easily turn into a constant doubt that locks us up.

Were we better off before, then? No. We only need to learn useful strategies to be led in discovering the best decision for that situation. In fact there are no “right” decisions for everyone, every time or every context. This is the first thing to keep in mind: no absolutes!

  • The first strategy to follow is blocking our instinct of relentlessly asking: how can I solve this problem? Which is the right decision? What’s the solution? Being obsessed on improving things we can create a perceptive tunnel where our creativity can’t breath. On the opposite side, let’s try to ask yourself: how can I worsen the situation? Following an unconventional logic and an ancient Chinese precept of thinking we are on the route of starting back the creative engine. We can reach the best effect writing down the ways to worsen the situation.  The curios fact is that, while you ask yourself how to worsen, you could come up with ideas that pushes you towards the decision: take notes so you could go back on those in the future.

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Once we’ve liberated our creativity we need some guidelines to make the decision making process very concrete. Lots of strategies have been proposed over the years to function as guidelines and with a simple google research you can be overwhelmed with techniques, charts, infographics, each apparently crucial on the subject. Each of these strategies can be valid depending on the case, for the individual but also for the group decision making. Without presenting each technique (we’ll come back on the topic in the coming weeks), let’s keep our eyes on the structure of the problem. Decision making needs now a ” information gathering ” phase.

  • When we found ourselves overwhelmed by information the best thing to do is step back. Leaving the source of information open, this step back allows us to keep control of the flux of ideas and the retaining process, avoiding being sucked in the input turmoil. This is a very helpful how to worsen:  gathering infinite information brings more confusion than concrete knowledge. Deciding a priori how much time to spend in the information cloud can be more effective, wrapping up, then, what we’ve discovered.

How can I be sure that I’ve discovered enough? You can’t. You’ll do some follow ups to answer questions that may arise, to question yourself on the discoveries, to learn more or to test your hypothesis, to see if they stand in time. Flexibility is crucial for human thinking, to keep our mind creative and lower the amount of mistakes, not avoiding them, but making our perception more thorough and capable of spotting an error as soon as it presents itself, in order to make amends before the mistake brings damages.

In the meantime, while we step back we can go outside for a walk; staying outdoor helps creativity. It nurtures our ability to stay in the present, mindfully. It has been proved that high meditative skills go hand in hand with high levels of creativity. Studies have also pointed out that people capable of stepping back to stay put, without actively doing things, even for just 5 minutes a day, when go back to the initial task, are able to solve it with more rapidity and more satisfaction, then people who stay glued to the screen! Are you afraid boredom will kill you? Read this useful article on boredom as a gift to creativity.

  • When you are stepping back you can also sharpen your observation skills. Becoming a bit like Sherlock Holmes!
  • Another aspect to keep in mind is the emotional side of every decision and how emotions must always be considered to avoid blindness. On this matter you can listen to this interesting interview.
  • Finally remember to test the decision you’re about to make. Avoid making decision following bias, coherence or linear logic or just because we tend to look in what is in front of us, more that what isn’t.

As Sharlock Holmes may say We’ve never really done if we follow scientific thinking, on decision making and on making better decision especially!

 

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Prendere una decisione è un altro di quei processi che, seppur apparentemente automatici, possono causarci enormi difficoltà nella vita di tutti i giorni, ritardi o errori di valutazione. Come mai? Come ogni equilibrio, anche quello della decisione è valutabile in base alle strategie che vengono utilizzate durante il processo. Alcune di queste sono più consapevoli di altre, molte si instaurano come procedimenti costanti negli anni, anche se non ci portano ai risultati che vogliamo ottenere.

Ebbene si, la ripetizione di alcune strategie, seppur disfunzionali, le rafforza e difficilmente la persona mette in discussione un equilibrio che va avanti immutato da molto tempo. Anche se il risultato non è ottimale. Usciamo dal torpore della ripetizione solo quando commettiamo un errore più grande del solito.

Una volta messo in discussione un processo decisionale ci ritroviamo un po’ al punto zero. Cominciamo a mettere in discussione ogni passo e questo procedimento può cristallizzarsi in un dubbio costante che ci intrappola.

Stavamo meglio prima allora? No. Bisogna semplicemente appropriarsi di utili strategie per essere guidati a individuare la migliore decisione per il momento. Si, perchè non esiste una decisione “giusta” per chiunque, valida per sempre e in ogni situazione. Questa è la prima cosa da ricordare: niente assolutismi!

  • La nostra prima strategia è di correggere l’istinto di chiedersi un milione di volte: come posso risolvere questo problema? Qual’è la decisione giusta? Qual’è la soluzione? Concentrarsi ossessivamente sul migliorare può crearci una sorta di tunnel percettivo dove la nostra creatività non ha ossigeno. Cominciamo quindi la nostra ricerca chiedendoci: Come posso peggiorare? Seguendo una logica inversa, non convenzionale, mettiamo in moto un processo creativo molto più proficuo. Il miglior effetto lo otteniamo se compiliamo una lista dei modi per peggiorare. Questa sarà un’utile domanda da porsi ogni tanto, durante il processo decisionale, per dare un po’ d’olio al nostro meccanismo creativo. La cosa curiosa è che, mentre ti chiedi come peggiorare, potresti avere delle idee utili riguardo alla decisione da prendere: prendi appunti così potrai tornarci sopra in un secondo momento.

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Una volta liberata la nostra creatività abbiamo bisogno di alcune linee guida per concretizzare il processo di prendere una decisione. Negli anni tantissime strategie sono state proposte per guidare il processo decisionale e basta fare una piccola ricerca su google per essere sommersi di diagrammi, infografiche, schemi, ognuno apparentemente risolutivo nel guidare l’accesso alla decisione. Ognuna di queste tecniche è valida per il processo decisionale singolo o di gruppo. Non entrando nel merito delle tecniche (ci torneremo nelle prossime settimane), rimaniamo sulla struttura del problema. Per prendere una decisione si passa sempre per la fase della raccolta di informazioni.

  • Quando ci ritroviamo davanti ad un enormità di informazioni la migliore strategia è fare un passo indietro. Lasciando aperto il canale di informazione, questo passo indietro ci serve però per mantenere il controllo dell’immagazzinamento di dati, evitando di essere risucchiati dagli input. Questo è un utile come peggiorare : raccogliere infinite informazioni porta più confusione che reale conoscenza. E’ più utile, quindi, stabilire una quantità di tempo da passare nella nuvola informativa per poi tirare le conclusioni di quanto si è appreso.

Come faccio ad essere sicuro di aver imparato abbastanza? Non puoi. Farai dei follow upcostanti per rispondere a delle domande rimaste in sospeso, porne delle altre, apprendere nuove cose e controllare che le ipotesi che hai stabilito siano accurate. La flessibilità del pensiero mantiene la mente creativa e minimizza il rischio di errori, non evitandoli ma migliorando la percezione migliori la capacità di individuare un errore appena si presenta e correggerlo prima che faccia danni.

  • Magari mentre fai questo passo indietro puoi uscire a fare due passi; stare all’aria aperta aiuta la creatività. Stimola la nostra capacità di stare nel presente, la mindfulness. E’ stato provato che alte capacità meditative vanno di pari passo con alti livelli di creatività. E la creativià è fondamentale nel processo decisionale per formulare ipotesi. Inoltre molti studi hanno dimostrato che chi è capace a fare un passo indietro e stare senza far niente, anche solo per 5 minuti al giorno, tornando al compito lo risolve con maggior rapidità e soddisfazione di chi rimane incollato allo schermo! Hai paura della noia? Leggi questo articolo che parla di noia e creatività.
  • Mentre fai un passo indietro puoi anche stimolare la tua capacità osservativa. Un pò come Sherlock Holmes!
  • Un’altro aspetto da non dimenticare è il lato emotivo di ogni decisione e come le emozioni vanno tenute in conto per evitare sbandate. A proposito puoi ascoltare questo interessante video: http://goo.gl/mnOJ4c.
  • Infine ricordati di fare dei test della decisione che stai per prendere. Mantenere la flessibilità mentale è un aspetto cruciale di ogni processo decisionale di qualità, evitando di scartare opzioni solo per coerenza o ragionamenti lineari o perche’ tendiamo a concentrarci sulle opzioni davanti a noi, più che su quelle che non ci sono.

Con le parole di Sherlock Holmes We’ve never really done if we follow scientific thinking, per arrivare a prendere decisioni, ma soprattutto decisioni migliori!

 

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