Unforgettable / Non ti scordar di me

by simonacampli

unforgettable

“None ever noticed me; when I step into a room I always get the feeling people don’t look at me except if they’re actually looking smugly at me! Whenever I meet new people they always forget about me right away, while I’m always the one who remembers every person I met”.

Did you ever say any of these things? Did you ever get the feeling that the whole world is made of people who are not nice to you?

If so, you’re probably quite introverted people, a bit shy or reserved, maybe you don’t trust appearances or a too lively style. But it could also be the opposite case, you’re actually quite a vivacious guy but sometimes you just feel not too at ease when you’re in new environment or in a sensitive state of heart. Or even, more probably, you’re just a mix of these two characters, depending on the day and the mood.

There are many reasons or “systems of perception/reaction” (the whole combination of manners everyone has to perceive reality in his/her own subjective way, reacting at it or finding meaning of it) that lead some people to feel the world as a dangerous place where every person is often quick in judging or mocking or even just ignoring others. Who sees the outside with this lens often feel like on a “attack vs defense” mode. But, as we were just saying, it might even be a particular case or period in your life when you just suddenly feels like that; maybe some difficult episode has recently hit you and you feel like you’ve changed point of view on the whole world.

As you’ve probably noticed the “why” finding can be a vast research.

Following “Strategy” principles, we won’t go too much into the dysfunctions of these “systems of perception/reaction” – that would be far more appropriate to dig in a bespoke strategic therapy where the focus of the work is your personal story -, on the other hand we’ll see how we can manage positively these situation of uneasiness, turning it to our favor.

  • Put your opinions on hold. This is the first rule for who doesn’t like to be easily judged: don’t judge back! This will give you time to avoid drawing conclusions too fast and, as a real anthropologist, you’ll analyze the behaviors of the people you meet.
  • When you’r talking with someone for the first time try to keep a good eye-contact, relaxed but nice and even try to smile quite often to encourage the person who’s speaking to you.
  • Notice their gestures, as we all know communication is not just verbal. What these gestures are saying to you? What are the relational information you’re getting from the others? Are they feeling relaxed or they seem happy to chat with you?
  • If you walk in a room full of people you don’t know, as in a party, take a moment right before stepping in. With your head held high, smile and then enter the room. Try to focus on someone who’s glancing at you and address to him/her kindly. How are the people in the room responding to your behavior?

As for the issue of often feeling forgotten or left out, we might as well add a few specific strategies. Try to think of someone who immediately attracts your attention. Why this person is special?

It is not enough to be somehow unusual or introducing yourself to people with a funny story. It’s necessary that your introduction to the world is personal. How so? Well is because of the difference between being original and being authentic. Originality brings attention to you but authenticity has a stronger charm. Ask yourself, what’s my story? Something that you’ve lived that deeply influenced you as a person or maybe a symbol you’ve chosen, over time, to represent you.

If it is about you and you feel like it’s yours then it will have the same strong impact on others, making you unforgettable to them.

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“Non mi notano mai quando entro in una stanza, anzi mi sembra che mi guardino male! Le persone a cui mi presento si dimenticano presto di me, invece io mi ricordo sempre di loro!”.

Avete mai detto una di queste affermazioni? Avete mai avuto la sensazione che il mondo intero sia popolato di persone a cui voi in particolare state antipatici? Entrando in una stanza piena di persone sconosciute vi siete mai sentiti “guardati male”?

Se avete risposto si ad una o più di queste domande molto probabilmente siete delle persone tendenzialmente introverse, timide o riservate, che magari non fanno dell’apparenza e dell’esuberanza uno stile di vita. Ma può essere anche che, al contrario, siate persone socievoli e estroverse che, però, in alcuni momenti provano la spiacevole sensazione del disagio se in situazioni nuove o emotivamente difficili. Oppure siete un mix delle tue tendenze, a seconda del giorno.

Ci sono diverse motivazioni o “sistemi percettivi reattivi” (“L’insieme delle modalità con cui ognuno di noi, in modo soggettivo, percepisce la realtà, le attribuisce un certo significato e reagisce ad essa”) che spingono a percepire il mondo come un luogo nemico pronto a giudicare male o deridere o semplicemente ignorare la vostra esistenza. Le persone che vivono vedendo la realtà in questo modo spesso si sentono in un costante stato di “attacco/difesa”. Ma, come dicevamo, può anche darsi che in una particolare situazione o periodo della nostra vita improvvisamente ci sentiamo così, magari qualcosa è successo che ha cambiato il nostro modo di percepire il  mondo. Come vedete il discorso sul “perché” questo accade è molto ampio.

Seguendo i principi alla base di questo blog non analizzeremo perciò nello specifico questi quadri disfunzionali di percezione e comportamento – che sarebbe più appropriato scoprire nel contesto di una terapia strategica su misura della vostra storia personale – ma andremo a vedere come possiamo agire per gestire positivamente una situazione emotiva di disagio come quelle che abbiamo descritto, capovolgendola a nostro favore.

  • Sospendete il giudizio. La prima regola per chi non vuole essere giudicato è non giudicare. Questo vi permetterà di non saltare a conclusioni e, come un antropologo, studiare in maniera scientifica il comportamento di chi vi trovate di fronte.
  • Quando parlate per la prima volta con qualcuno mantenete un buon contatto visivo, rilassato e magari accompagnatelo ogni tanto da un sorriso di incoraggiamento a parlare con voi.
  • Mentre conversate con qualcuno notate i suoi gesti; come sappiamo la comunicazione non è solo verbale. Cosa dicono questi gesti del significato relazionale che il vostro interlocutore vi sta mandando? Si sente a suo agio? Trova piacere a parlare con voi?
  • Se entrate in una stanza piena di persone che non conoscete, magari ad una festa, prendetevi un attimo prima di aprire la porta. Alzate le spalle, sorridete e poi entrate. Cercando di individuare qualcuno che vi lancia un’occhiata rispondete con un sorriso o con un saluto cordiale. Come rispondono le persone nella stanza?

Riguardo all’esser dimenticati infine è bene aggiungere qualche strategia ad hoc. Pensate a qualcuno che ha attirato la vostra attenzione dal primo incontro; questa persona aveva qualcosa di particolare? Molto probabilmente si. E non basta avere qualcosa di insolito o raccontare, nel presentarsi, una storia divertente o accattivante. C’è bisogno che questa particolarità sia vostra. Che vuol dire? Si tratta della differenza tra essere originali ed essere autentici. L’originalità attira l’attenzione, l’autenticità ha un effetto magnetico più forte. Chiedetevi qual’è la vostra storia? Un aneddoto che vi descrive, un episodio che vi ha formato come persone o magari un simbolo che avete scelto nel tempo come marchio. Se fa parte della vostra storia e lo sentite vostro sarà molto più di effetto nel proporlo agli altri, rendendovi persone difficili da dimenticare.

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