Why reinstating your lunch break / Perché fare pausa pranzo

by simonacampli

lunchbreak

Recently is getting more and more usual a general reclaiming attitude toward lunch-breaks. This week’s Stylist dedicates a whole article to the pros that this daily routine can offer to the working day

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The lunch-break culture is creating a true revolution in habits, after many years of workaholic tendencies, considered the only way to reach high levels of productivity.

Oppositions to this u-turn are mainly of two types: one is emotional, coming from the inside of people who still feel quite guilty getting away from the desk – especially those days when this desk is barely visible, swamped with the pile of things to do – the other is coming from the outside, from the virtual world inside our computer. It is, in fact, quite strong the temptation to spend our breaks “distracting” our mind only virtually, remaining in the same physical position, thinking that we are having a relaxing pause when actually our brain is still on the go.

The emotional difficulty is based on the anxious assumption that every break is a loss of time; this is why very often we pause our work but only pretending, as we said before, leaving our brain under a constant stress.

Every status update you read on Facebook, every tweet or text message you get from a friend, is competing for resources in your brain with important things like whether to put your savings in stocks or bonds, where you left your passport or how best to reconcile with a close friend you just had an argument with.

(Daniel J Levitin on the NYTimes 09.08.2014)

The famous multi-tasking myth! I think we can all imagine – because we’ve all experienced this – the results of a never-ending working day on our brains:

“Never taking a break from very careful thought work actually reduces your ability to be creative. It sort of exhausts your cognitive capacity and you’re not able to make the creative connections you can if your brain is more rested. If you’re skipping lunch to continue to push forward in a very intense cognitive capacity, then you’re probably not doing yourself any favors.”

(Kimberly Elsbach, professor at UC-Davis studying the workplace psychology – quote from the Huffington Post 18.3.2014).

On top of that, as discovered 50 years ago by the american physiologist Nathaniel Kleitman, the human brain is capable of maintaining attention only for 90 min, after this it would need a 20 min break to start functioning well again.

So, honoring our daily appointment with lunch, actually and truly taking a pause from our desks, even if just for 20 min, we’re paradoxically avoiding future losses of time caused by losses of focus, while maintaining our creative capacities at their best.

Is it too good to be true?

What should we do then with this reclaimed lunch break?

The more beneficial activities should be:

  • Eating mindfully, trying to keep our focus on the food, tasting every single bite.
  • Go outside. Being in the nature activates regions of the brain that are very seldom used during a normal working day. A great reason to hide our phones or at least disconnect them from the internet in the journeys to and back from work in favor of a quick strolling.
  • Do something fun, especially if involves a bit of exercise! Even 5 min of stretching can be a real treat for our well-being.
  • Sleep. Researches show that 20 min of sleeping can improve our creativity of 40% and our performance of another 30%, while maximizing the learning. If you’re still doubtful that you can actually sleep in your office then try 10 min of relaxing daydreaming or listening to some good tunes.
  • Socialize, talk with the people around you.

The activity of the human brain is enlarged through daydreaming! How often you’ve solved a complicated issue or found the words for a speech when driving or maybe showering or having dinner?

As a result.. a lunch-break to do less at lunch, having done more at the end of the day!

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Sempre più voci reclamano l’importanza della pausa pranzo. Questa settimana un articolo sulla rivista Stylist analizzava i pro del break a metà giornata lavorativa, aprendo la discussione con un vero e proprio slogan: Rivendica la tua pausa pranzo! La Campagna di recupero di questa ormai desueta attività di riposo si articola in questi punti:

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La “lunch- break culture”, così come viene chiamata, dopo tanti anni di una visione assolutista nei confronti dei ritmi lavorativi come una alternativa possibile per la massima produttività, crea una vera e propria inversione di tendenza.

Le resistenze a questa rivoluzione culturale vengono principalmente da due fonti: una è emotiva, interna, ovvero il senso di colpa che sentiamo spesso allontanandoci dalla scrivania, soprattutto nelle giornate in cui le cose da fare si sono accumulate e ci sommergono. L’altra è fonte è esterna, chiamiamola di “distrazione” prevalentemente dal mondo virtuale dentro il nostro computer: è molto forte la tentazione di trascorrere anche la pausa pranzo, come il resto della giornata, davanti allo schermo del computer, pensando di “rilassarsi” guardando la posta o la pagina di facebook.

La difficoltà emotiva (senso di colpa per il tempo perso nella pausa, ansia di non finire le cose da fare in tempo) spesso provoca l’effetto della “finta” pausa, ovvero una pausa che non avviene a livello cerebrale.

Every status update you read on Facebook, every tweet or text message you get from a friend, is competing for resources in your brain with important things like whether to put your savings in stocks or bonds, where you left your passport or how best to reconcile with a close friend you just had an argument with.

(Daniel J Levitin on the NYTimes 09.08.2014)

(Ogni status di Facebook, ogni tweet o sms ricevi da un amico, compete, a livello di risorse cerebrali, con cose più importanti come i risparmi che devi collocare in azioni o obbligazioni, dove hai lasciato il tuo passaporto o se riconciliarti  con un amico caro dopo quella discussione che avete avuto di recente).

Il famoso mito del multi-tasking insomma! Possiamo immaginare cosa succede se il nostro cervello non si riposa mai, immerso in questo costante mare di attività contemporanee senza alcuna pausa reale?

“Never taking a break from very careful thought work actually reduces your ability to be creative. It sort of exhausts your cognitive capacity and you’re not able to make the creative connections you can if your brain is more rested. If you’re skipping lunch to continue to push forward in a very intense cognitive capacity, then you’re probably not doing yourself any favors.”

(Non prendere mai una pausa da lavori molto importanti riduce la nostra abilità di essere creativi. Praticamente esauriamo le nostre capacità cognitive e non riusciamo più a fare connessioni originali se il nostro cervello non riposa mai. Se saltiamo la pausa pranzo probabilmente non stiamo facendo un favore alle nostre capacità cognitive”).

(Kimberly Elsbach, professoressa alla UC-Davis che studia la psicologia del posto di lavoro – citazione tratta dall’Huffington Post 18.3.2014).

Oltretutto, come scoperto dal fisiologo americano Nathaniel Kleitman cinquant’anni fa, il cervello umano è in grado di mantenere la concentrazione in maniera continuativa veramente solo per 90 min, dopodiché necessiterebbe già di una pausa di 20 minuti!

Quindi onorando l’appuntamento della pausa pranzo in maniera reale, magari anche solo per 20 minuti, allontanandoci dalla scrivania, paradossalmente evitiamo di perdere il focus del nostro compito e manteniamo le nostre capacità creative intatte. Troppo bello per essere vero, eh?

E cosa si dovrebbe fare in questa famosa pausa pranzo?

Le attività che portano più giovamento sono

  • Mangiare in maniera meditativa, cercando di mantenere perciò la nostra attenzione sull’atto del mangiare stesso, gustando ogni boccone.
  • Stare all’aria aperta. Questo attiva diverse aree del cervello che non vengono utilizzate nel resto della giornata lavorativa. Un ottimo motivo anche per staccare la connessione internet dal cellulare nel viaggio da/per il lavoro a favore di qualche minuto di camminata!
  • Fai qualcosa di piacevole o divertente, un bonus è se si tratta di un’attività fisica! Anche 5 minuti di stretching possono fare davvero la differenza.
  • Dormi. Le ricerche mostrano che 20 minuti ad occhi chiusi basterebbero ad aumentare del 40% la creatività e del 30% le prestazioni, oltre a migliorare l’apprendimento. Se proprio non ci riesci cerca di concederti comunque 10 minuti di riposo ad occhi aperti o ascolta un po’ di musica.
  • Socializza, parla con le persone che hai intorno.

Quanto è dimostrato da molti studi sull’attività cerebrali è che questa aumenta quando il nostro cervello divaga! Quante volte vi è capitato di risolvere un problema nodoso o trovare le parole per un discorso quando magari vi state facendo la doccia o state tornando a casa dal lavoro o magari a cena?

Insomma.. un lunch-break per fare di meno a pranzo ma ottenere di più a fine giornata!

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