Consigliare senza andare oltre / Advicing others without stepping too far

by simonacampli

advicing

We are generally the better persuaded by the reasons we discover ourselves than by those given to us by others.

B. Pascal

When we persuade ourselves alone it’s quicker and in the end we feel more certain! But on the other side, how difficult it is to just remain silent!

How often have you been caught in the trap of giving advices before they were requested or jumping directly into guiding the others in doing things your own way?

The truth is, standing there watching, especially with people we care about, is hard and sometimes feels like even an unfair act. We know what it should be done and yet we should stay out if it?

The others asking for our advices are in need of a guide. A good guide, though, shows the way, leaving the person walking on his/her own feet. If the guide would take the other to destination without letting him/her notice the way then they would always depend on the guide. Being necessary to someone can be rewarding but the others have no sense of independency or freedom in their existence.

It is also important to keep in mind a good sense of relativity. Although certain of our beliefs, following them in our daily life, we can’t forget that these are subjective. Sometimes giving advices involves remembering that people can choose no to follow these or even re-elaborate our words into their actions. If the results is not what we hoped for, well no big deal, sometimes being independent in one’s choices is a big risk and the most important action someone could make, far more important than the final result. So we should be aware of the dreadful: “I told you so!” that could damage deeply our relationships.

Life is not waiting for the storm to pass rather it is to learn how to dance in the rain.

What we should do next time someone asks for our advices, keeping in mind how not to step too far? A bunch of useful relational and communicative strategies could be:

  • Reassure the person that we believe he/she’ll be able to take the right decision.
  • Inspire them indirectly with our behavior, giving practical show of our words.
  • Being understanding of the others’ mistake recalling how we felt when we chose poorly in the past. We all stumble along the way but the important lesson is to go back on our feet and see those bad choices as challenges and great learning experiences for a better future, rather then irreparable tragedies.
  • Helping the others putting things into perspective. It is important to tell how we feel but it is even crucial to cooperate with the other person in a brainstorming process for the best and new solution in that particular case. With a pinch of creativity we could be amazed of the new horizons that could be set!

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Di solito siamo meglio convinti dalle ragioni che troviamo da noi stessi, che da quelle che ci provengono dagli altri.

B.Pascal

Chi si convince da solo, si convince prima e meglio! Ma quanto è difficile stare a guardare!

Quante volte avete siete caduti nelle tentazioni di dare consigli prima che vengano chiesti o di dire alla persona che ve li sta chiedendo esattamente cosa deve fare?

La verità è che stare a guardare, soprattutto di fronte alle persone a cui vogliamo bene, è difficile e a volte ci sembra anche ingiusto. Noi sappiamo ciò che andrebbe fatto e lo potremmo fare addirittura noi stessi immediatamente, perché non farsi avanti?

La persona che chiede aiuto è in cerca di guida. Una buona guida, però, indica la strada, magari accompagna per un tratto, ma lascia la persona che sta apprendendo camminare sui suoi passi. Se prendesse quella persona sulle spalle evitando di farle imparare il cammino diventerebbe necessario e, seppur gratificante, il ruolo di una guida necessaria rende la persona che abbiamo di fronte dipendente da noi, privandola gradatamente di un senso autonomo di capacità nell’affrontare la vita.

Inoltre, è bene tenere a mente l’importanza della relatività. Seppur convinti delle nostre idee che ci guidano in ogni decisione quotidiana, non possiamo dimenticare che queste sono soggettive. A volte dare un consiglio comporta anche accettare che le persone che abbiamo davanti potrebbero scegliere di non seguirlo, o meglio, di rielaborarlo inserendoci qualcosa di personale. Se il risultato non sarà esattamente quello sperato poco male, in alcuni momenti l’importanza di saper scegliere e prendersi delle responsabilità è più importante del risultato ottimale. Perciò stiamo attenti a quel “te l’avevo detto!” che mina i rapporti dal profondo.

La vita non è aspettare che passi la tempesta, quanto piuttosto imparare a danzare nella pioggia.

Cosa fare quindi la prossima volta che ci troviamo nella posizione di dare un consiglio pur sapendo che è meglio evitare di fare di più? Qualche utile strategia comunicativa e relazionale potrebbe essere:

  • Rassicurare la persona che abbiamo di fronte che siamo certi che saprà fare la scelta giusta.
  • Inspirare con il nostro comportamento chi ci stima mostrando in maniera pratica ciò che abbiamo espresso in passato con i nostri consigli.
  • Essere comprensivi davanti agli errori altrui, ricordandoci come ci siamo sentiti quando ne abbiamo commessi di nostri. Tutti noi siamo inciampati nel percorso, ma è importante imparare a rialzarsi e a guardare agli errori come sfide ricche di insegnamento piuttosto che irreparabili tragedie.
  • Aiutare chi abbiamo davanti a prendere prospettiva. E’ importante dire cosa pensiamo ma ancora più importante è sperimentare con la persona che ci sta chiedendo un consiglio la ricerca di nuove prospettive ancora inesplorate sulla situazione difficile che sta affrontando. Con un po’ di creatività potremmo scoprire insieme delle nuove alternative.

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