Great collaborations / Grandi collaborazioni

by simonacampli

 

In careers -as in life- we often have the face building collaborations and this isn’t always an easy task!

First of all let’s make a distinction between situation where the final goal is shared and the collaboration might, then, be quite spontaneous, and situations where the goals are many and different for the “players” involved. I said “players”, ’cause this distinction is, in fact, made by the Game Theory (the modern Game Theory it is usually connected to the publication of “Theory of Games and Economic Behavior” by John von Neumann and Oskar Morgenstern in 1944 and, in particular for what concerns the non cooperative games, to the work of mathematician John Forbes Nash jr., brilliantly portrayed in the movie “A Beautiful Mind” by Ron Howard) and articulated as cooperative games and non cooperative games. There are also representation games and the sum games where, in particular, zero-sum games are the most hostile situations because the participants have goals that are exactly counterposed

Regardless of the kind of situation we are in, a good strategic preparation can enhance social, communicative and relational skills. Even though the common sense believes that these should be spontaneously always present as a set in each and everyone of us, the daily life perpetually shows situations whith problems in one or more of this areas.

Let’s see how we could ensure having the smoothest and most cooperative collaboration possible:

  • Always look for the agreement in the plan. If your goal is different from the others’ to be cooperative you need to built together small agreement steps, one after the other. With brief meeting at the beginning of every day or week -depending on the timing of the project- let’s share the action plan and look for everyone’s agreement on the single steps to be reached.
  • If conflicts arise acknowledge these immediately so that they can be solved without procrastination, piling up in time. Decide beforehand on a safe place where disagreements can be shared, better if this is a place where relax and comfort is in place. If sharing is not enough there is the need of an impartial mediator.
  • Having a shared identity is always a key factor to a positive collaboration. If the participants of the project are all part of the same company it’s easier to remember the key points of the “brand”. It is also beneficial to create a board where these key points are briefly explained and then put this in a common area to be source of inspiration day by day. If this common belonging is not already there it is important to create a percentage of this sharing the basics before starting the project.
  • Always find space for positive feedback to everyone’s job. Keeping an high motivation is always beneficial so that everyone feels the drive to collaborate at their best.
  • Don’t fear the differences. A great collaboration is usually the sum of great individuals, everyone with his/her own unique set of characteristics. When outside of the “comfort zone” people are more likely to create positive and innovative collaborations.

What do you think, would you like to give it a try?

 

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Nel lavoro – come anche nella vita – spesso ci capita di dover stabilire delle collaborazioni e non sempre questa si rivela essere un’impresa facile!

Prima di tutto bisogna distinguere tra situazioni in cui l’obiettivo finale è comune e quindi la collaborazione potrebbe risultare più spontanea, con situazioni in cui esistono risultati paralleli da raggiungere, ma diversi. Questa distinzione nella Teoria dei Giochi (La nascita della moderna teoria dei giochi può essere fatta coincidere con l’uscita del libro “Theory of Games and Economic Behavior” di John von Neumann e Oskar Morgenstern nel 1944 e, in particolare per quel che concerne i “giochi non cooperativi”, con il lavoro del matematico John Forbes Nash jr., ndr. al quale è dedicato il film di Ron Howard “A Beautiful Mind” -fonte Wikipedia) viene espressa come giochi di cooperazione e di non cooperazione. Esistono poi anche i giochi di rappresentazione e quelli di somma, tra questi ultimi quella a somma = 0 rappresentano le situazioni di massima conflittualità dove gli obiettivi dei partecipanti sono esattamente contrapposti.

Indipendente dal tipo di situazione la collaborazione richiede, in ogni caso, una buona dose di strategie sociali, comunicative e relazionali. Seppur il senso comune considera queste come attitudini spontaneamente presenti nelle persone, la vita di tutti i giorni ci pone davanti casi continui di difficoltà legate a ognuna di queste sfere.

Vediamo come potremmo assicurarci una collaborazione sciolta e cooperativa:

  • Cercare la condivisione nel progetto. Anche se l’obiettivo finale è diverso per collaborare in maniera efficace bisogna costruire insieme piccoli gradini di accordo. Facendo delle brevi riunioni a inizio giornata o a inizio settimana -a seconda della tempistica del progetto- condividiamo il piano d’azione e cerchiamo l’accordo di tutti sui vari passaggi da compiere.
  • Se nascono degli attriti riconosciamoli subito in modo che si possano affrontare senza rimandarli e farli accumulare nel tempo. Stabiliamo un luogo e un tempo a monte per questo genere di situazioni, diciamo in un luogo di relax, magari l’angolo caffetteria dell’ufficio, dove possiamo sederci su dei comodi divani e condividere ciò che non va. Se la situazione precipita potremmo anche avvalerci di un mediatore esterno.
  • Avere un’identità comune aiuta allo spirito collaborativo. Se apparteniamo alla stessa società o allo stesso team si possono ricordare in un primo incontro – e tutte le volte che sia necessario durante il percorso- dei punti chiave che formano l’identità del “brand”. E’ anche utile creare una lavagna su cui scrivere questi punti chiave da appendere in un luogo comune, magari proprio dove lavoriamo, come fonte di inspirazione quotidiana. Se non c’è questa comune appartenenza, come al punto uno, bisogna creare delle basi condivisibili da tutti prima di cominciare il lavoro.
  • Trovare sempre spazio per commenti positivi sulle azioni di tutti. La motivazione è importante che rimanga sempre alta e che tutti si sentano spinti a lavorare al loro massimo.
  • Non aver paura delle differenze. Una grande collaborazione è spesso la somma di grandi individui, ognuno con le proprie caratteristiche uniche e diverse. Quando ognuno è spinto fuori dalla propria “comfort zone” è lì che è più facile creare collaborazioni positive e innovative.

Che ne pensate, avete voglia di provare?

 

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