How to let go of grudges / Come lasciar scorrere via i risentimenti

by simonacampli

grudges; risentimenti

The most difficult part of forgiving an offense or let go of a grudge is doing it when we’re convinced to be on the right side of the argument.

For everyone who believes in “justice” as a fundamental value of social human living, being victim of an offense automatically creates an expectation of compensation, in every form it may come, in order to sort things out and break it even.

Sometimes the compensation doesn’t come and we’re left alone with our grudge that has, apparently no way of being untied.

Two possible ways are outlined in front of our eyes. Going on as if nothing ever happened, venting out the issue from time to time -with the sole result of reviving the flame of pain and pain – trying to distract the mind off as often as possible, avoiding direct confrontation with the people who hurt us, finally hoping that the time will free us and let us forget the whole thing.

Going the other way means following the principle of going slow to, then, be faster, doing one step back to make then two forward.  To go on without the burden of our grudges we need to let them go.

It looks like a mission impossible? Well, it won’t be easy at first but I can reassure you that it can be done, even in a short amount of time, by following two simple strategies that can be re-grouped into one: Writing.

  • Letters of rage, spontaneously writing to the people who hurt us, venting out all the rational and irrational words we could think of, even insults. Going on until we start to feel that knot in the chest unravelling slowly.
  • Another way to go could be useful especially in those cases where there was no situation of verbal outlet. In order to get the dialogue out of our head we’re going to write it down as it is; we’re letting ourselves having the chance of expressing our mind completely. Going on everyday, adding details, until the moment we feel we’ve said it all.

The paper will absorb our anger if we’ll follow the golden rule of never re-reading what we’ve written and trying to avoid any structure; we must write in one go.

It comes without saying that the letters must not be delivered to the recipient!

It’s not about forgiving and forget, it is more the case of overcoming the issue pulling out of it our personal conclusions, in order to go on with no burdens that can slow us down or make us suffer longer than we expected, from the inside.

Holding a grudge is like drinking poison and expect the other person to die.

Let go of the grudges to be free of poison once and for all is the best result possible.

 

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La cosa più difficile nel perdonare un’offesa e lasciare andare un risentimento è farlo quando si è convinti di essere stati dalla parte del giusto.

Per ognuno di noi che crede nella “giustizia” come valore fondamentale del vivere sociale umano, subire un’offesa automaticamente crea un’aspettativa di risarcimento, in qualsiasi forma si voglia, offerto prima o poi per regolare i conti.

A volte questo risarcimento non arriva. E ci ritroviamo da soli di fronte al nostro rancore che non ha, quindi, avuto modo di sciogliersi ed andare via.

Due alternative si profilano davanti al nostro cammino. Andare avanti come se nulla fosse, sfogandoci di tanto in tanto parlando dell’accaduto – con il solo risultato di ravvivare la fiamma della rabbia e del dolore-, cercando di distrarre la mente dall’accaduto più spesso possibile, evitando il confronto con le persone che ci hanno ferito, sperando che infine il passaggio del tempo ci aiuti a dimenticare.

L’altra via segue, invece, il principio dell’andare piano -ora- per andare veloce -poi-, fare due passi indietro per farne due avanti in seguito. Per poter andare avanti alleggeriti del nostro bagaglio dobbiamo lasciare andare i nostri risentimenti.

Vi sembra un’impresa impossibile? Bè non sarà piacevole da principio ma posso assicurarvi che si può fare, anche relativamente in tempi brevi, seguendo due semplici strategie che si racchiudono in una: Scrivere.

  • Lettere di rabbia spontanee e liberatorie, indirizzate alla persona che ci ha fatto del male o ci ha inflitto un torto. Sfogando tutte le irrazionali parole che ci siamo tenuti nella nostra mente, insulti e ogni altra forma di immaginaria rivendicazione. Continuare fino a che non sentiamo quel blocco nel petto sciogliersi piano piano e scorrere via.
  • Un modo alternativo per sfogare il risentimento e liberarsene, soprattutto nel caso in cui esso non sia mai stato espresso verbalmente, è di scrivere un vero e proprio dialogo in cui verso dopo verso diremo virtualmente tutto ciò che ci è stato impedito di dire. Continuare ogni giorno da capo o aggiungendo particolari che ci erano sfuggiti fino a che non sentiamo di aver detto tutto.

La carta assorbirà la nostra rabbia se seguiremo la regola aurea di Non Rileggere mai quanto scritto e di Evitare ogni struttura, scrivere di getto e senza regole. Ovviamente le lettere non vanno consegnate al destinatario!

Non si tratta di perdonare per essere buone persone o di dimenticare, si tratta di superare l’accaduto traendone le nostre personali conclusioni e andare avanti senza pesi che ci possono rallentare o far soffrire ulteriormente nel tempo, dall’interno.

Avere risentimenti è come bere veleno quotidianamente e aspettarsi che siano gli altri a stare male.

Lasciare scorrere via un risentimento per liberarsi dal veleno una volta per tutte è la migliore rivendicazione possibile.

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