The art of Growing old fine / L’arte di Invecchiare Bene

by simonacampli

Do you feel worried thinking at the passing of time, sometimes even scared? Welcome, the group who often feel threatened by the inevitability of growing old is quite substantial.

Growing old today is mostly considered synonym of decadence, physical mainly, but also decadence of the active life and the most dreadful of all, the approaching of death.

We live, in fact,  in a society that honours productivity, success and youth, growing old then becomes the darkness, the grey area, a time of life that we might mislead as much as possible, even actively deny (sadly even if it’s already too late!).

The result, as we all know, is the youth dependencies stretching, family that represents the core balance for the self even in adulthood and the end of work-life that is more and more non-existent, almost lining up with the end of life itself.

It seems therefore inevitable, following this logic, that none who could have a choice would go fot the growing old option, if not for being too tired or in those cases where the frantic run-up to success has been definitively disappointed. So, only quite depressed people would choose to grow old?

This seems like a strong alarm bell; we might reinstate new meanings and shift perception on life, in favor of a new mindset where growing old goes back into being a whole part of the existence, far more than a mere inactive and -frankly- sad phase.

The psychologist James Hillman said that the purpose of growing old is not to die but instead to reveal our true nature and character. Through life we don’t have time to really watch inside ourselves, following light-heartedly the curiosity of unveiling our essence, sincerely, to others. So now what are we waiting for?

This seems like the perfect starting point for a process of re-evaluation of the stage of life that follows youth, are there any other useful strategies we might follow?

Annamaria Testa, an italian journalist, says that experience helps us to reinvent ourselves, in order to reach more audacious significance (L’internazionale 06 May 2014).

Another psychologist, Marcello Cesa-Bianchi states that creativity represents the most important factor when it comes to a positive ageing process.

Growing old is the real challenge, especially if it means growing old with an active mind. Keeping on having new objectives and goals. The more we use our brain the more it becomes plastic and can expand and flourish.

Recovering a positive perception on life tackling, if necessary with the help of counselling, every negative thoughts concerning the passing of time and change, without postponing or stockpiling any more of it.

Taking care of our well-being, to keep being social and feeling great.

The art of growing old fine is living everyday with the same energy and smile, enriched and encouraged by our memories and experience that keep us company.

growing old

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Il passaggio del tempo e invecchiare vi preoccupano, vi creano ansia o addirittura paura? Benvenuti in un gruppo ben nutrito di persone, sarete vecchi ma in buona compagnia!

L’invecchiamento al giorno d’oggi viene sempre più fatto combaciare con la decadenza, a partire da quella fisica all’inevitabile ritiro da una vita attiva e di conseguenza all’avvicinarsi inesorabile della morte.

Vivendo in una società che ha posto la produttività, il successo e la giovinezza al centro dell’equazione di vita, l’invecchiamento ne diventa la zona d’ombra, qualcosa da ingannare per più tempo possibile e persino negare se possibile ( e a volte anche se è evidente!).

Il risultato come sappiamo è l’allungamento delle dipendenze giovanili, la famiglia che rimane il nucleo di riferimento necessario fino a una età non più giovane e la fine della vita lavorativa che ormai viene quasi a combaciare con la fine dell’esistenza.

E’ inevitabile che seguendo questa logica nessuno, se potesse scegliere, vorrebbe invecchiare, se non per stanchezza nel caso in cui il disperato bisogno di successo non venga in alcun modo appagato. Insomma invecchierebbero bene solo le persone depresse?

E’ evidente che bisogna ristabilire dei diversi significati e cambiare la percezione sulla vita a favore di una nuova visione che includa l’invecchiamento come una fase tutt’altro che vuota di attività, progetti e serenità.

Lo psicologo James Hillman diceva che il fine della vecchiaia non è morire ma svelare il proprio carattere. Durante la vita non abbiamo avuto sempre tempo per guardarci dentro, seguire a cuor leggero la curiosità nel conoscerci e mostrarci agli altri con sincerità. Ora che cosa aspettiamo?

Questo mi sembra un ottimo punto di partenza per rivalutare la fase della vita che succede alla gioventù, che altre strategie positive possiamo seguire?

Annamaria Testa nel L’internazionale del 06 Maggio 2014 scrive l’esperienza aiuta a reinventarsi e a raggiungere sintesi più audaci.

Un altro psicologo, Marcello Cesa-Bianchi afferma la creatività costituisce il fattore più importante per contribuire a un invecchiamento positivo.

Invecchiare non è  quindi la vera sfida, ma più che altro invecchiare rimanendo attivi di testa (e di mente). E continuare a darsi obiettivi. Più usiamo il cervello – e la mente – e più questo diventa plastico e quindi può espandersi.

Recuperiamo una percezione positiva sulla vita affrontando, se necessario anche con l’aiuto del counselling, ogni negatività legata al tempo e al cambiamento, che abbiamo accumulato o rimandato fino ad ora.

Prendiamoci cura della nostra salute e della nostra figura, per rimanere socialmente attivi.

L’arte di invecchiare bene è affrontare ogni giorno con la stessa grinta e voglia di sorridere, arricchiti e rincuorati della nostra memoria e della nostra esperienza che ci tengono sempre compagnia.

invecchiare

 

 

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