Guilt – Senso di Colpa

by simonacampli

The main and hardest punishment for having committed a crime is the guilt.

(Seneca)

Let’s go straight into the feeling that normally arise right after having committed a crime or having opted for the worst decision.

Guilt. Our actions, more or less with premeditation, have created a terrible reality for us or other innocents. What can be done?

This is one of those scenarios where psychology and therapeutic interventions stand face to face with common sense. This would say that the guilty person has one only way to redeem the soul: apologize and possibly repairing the damage. But, really, is this enough to absolve the one at fault from his/her sense of guilt? Less then never and, even if this could happen, it can’t be a quick process.

And we must bear in mind those situations where acknowledging verbally our faults to the unaware victims only create a heavier pain to them.

Let’s go back to the character stuck in his/her own guilt. This can be prisoner of two types of sensations: feeling guilty as a human-being and feeling guilty of wrong actions. The first is a far worst case as it will have stronger and heavier effects on the individual psychology. Both scenarios can be helped by a positive and effective drain of the guilt with a secondary effect of personal growth. What is the strategy to follow? Writing.

Writing letters to our victims or to ourselves if we are suffering from our actions, so we can reach more results at once:

  • Taking on responsibility for what we’ve done.
  • Venting out all our emotions of anger, pain, guilt, step by step, page after page.
  • Through a process of re-leaving our actions from different perspectives, we can unveil new meanings.
  • Knowing our guilt and listening to it we can complete a learning experience that can lead to future better choices.
  • Reflecting on the personal wound we made on our own self: acknowledging our imperfect nature.

Because the best moment to flip over a sense of guilt creating, something positive out of it, is when we manage to dissolve it.

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La principale e la più grave punizione per chi ha commesso una colpa sta nel sentirsi colpevole.
(Seneca)

Facciamo un salto direttamente alla sensazione immediatamente successiva ad una scelta infelice o una decisione sbagliata. Senso di colpa. Le nostre azioni, più o meno premeditatamente hanno creato una realtà in cui ci sentiamo colpevoli di un torto, le cui conseguenze ricadono ora su di noi o su qualcun altro, completamente innocente. Cosa fare?

Questa rappresenta una di quelle situazioni in cui la psicologia e gli interventi terapeutici si trovano faccia a faccia con il buon senso. Il senso comune ci direbbe che chi ha torto ha come unico scopo di pareggiare le sue azioni sbagliate con una redenzione; chiedere scusa a chi è vittima delle nostre azioni e possibilmente riparare al danno. Ma questo assolve il colpevole dal suo senso di colpa? Quasi mai e in ogni caso non immediatamente.

E cosa dire di quelle situazioni in cui chiedere onestamente scusa ad una vittima ignara non fa altro che creare una seconda vittimizzazione per coloro a cui abbiamo inflitto una sofferenza?

Riportiamo l’attenzione sul soggetto bloccato nel suo senso di colpa. Una importante distinzione ci porta a delineare due effetti della colpa: chi si sente colpevole come persona e chi riconosce che le proprie azioni sono state colpevoli di creare un torto a sé o ad altri. Nel primo caso il senso di colpa avrà un effetto molto più devastante e duraturo che nel secondo.

In entrambi però possiamo aiutarlo a defluire in maniera funzionale al nostro benessere psicologico e possibilmente crearne una situazione di crescita personale. Come? Ancora una volta attraverso la scrittura.

Scrivendo lettere alla persona che abbiamo colpito o a noi stessi se siamo stati le vittime delle nostre azioni possiamo simultaneamente raggiungere diversi obiettivi:

  • Prendere responsabilità di ciò che abbiamo fatto.
  • Sfogare tutte le nostre emozioni di rabbia, dolore e senso di colpa poco alla volta, riga dopo riga.
  • Attraversare un processo di rivisitazione delle nostre azioni osservandole da diversi punti di vista aprendo possibilmente nuovi scenari interpretativi.
  • Conoscere il nostro senso di colpa ed ascoltarlo per individuare i significati nascosti al suo interno che potrebbero influenzare positivamente le nostre scelte future.
  • Riflettere sulla ferita personale che il senso di colpa porta con sé: il riconoscimento della nostra imperfezione.

Perché la migliore situazione per capovolgere un senso di colpa in qualcosa di positivo si realizza quando questo si è finalmente dissolto.

 

guilt

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