Writing will make us happier / Scrivere ci renderà felici

by simonacampli

writing

Writing with regularity can make us more clear, emotionally stable and finally happier. How is that?

Through writing, following a few strategies that can be shaped on the specific case, our mind has a second experience of what we lived and, differently from abstract thinking, place it in a confined space – the page – and a time that is necessarily finite because of us getting tired and reaching a point. It is then easier to reflect on things through writing and vent our emotions, sensations, helping our blocks to unravel, letting us breathing more easily.

Through writing we can put back in the past intrusive memories, live a more “mindful” present and let our future not to be excessively anticipated in our mind with the sole effect of messing up the surprise and diminishing the chances of positive change.

Benefits have been proven on couple that, having been asked to write impartially about their arguments, have seen their communication skills improving and the overall sense of happiness together.

So how we must use this powerful tool? First, hypothetically or really addressed to someone – or to us -, our writing must be honest, censure-free. Our narration will have the purpose of pointing something new through re-visiting real life or imaginative episodes.

It was while writing a Diary that I discovered how to capture the living moments. –Anaïs Nin

Virginia Woolf thought that writing a journal was the elective way to find new gems in her mind, normally censured by daily thinking. This was the entrance to creativity. And, rightfully, she underlined how in journal-writing no stylish rules should apply because the matter, through its roughness and spontaneity, has its only way to be unveiled.

 

She wasn’t the only one agreeing on these enlightened thoughts regarding the benefits of writing:

A diary is useful during conscious, intentional, and painful spiritual evolutions. – André Gide

In the journal I do not just express myself more openly than I could do to any person; I create myself. (…) Therefore it does not simply record my actual, daily life but rather — in many cases — offers an alternative to it.Susan Sontag

 

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Scrivere ci rende più chiari, emotivamente stabili e in ultimo più felici. Come mai?

Attraverso la scrittura, se si seguono degli accorgimenti che si possono modificare per adattarsi al caso specifico, la nostra mente ha una seconda esperienza del nostro vissuto che, a differenza del pensiero astratto, è collocata in uno spazio definito – il foglio – e un tempo che necessariamente, per nostra stanchezza, si esaurirà portando il discorso scritto a una sua conclusione. E’ più facile riflettere attraverso la scrittura ma anche e soprattutto far defluire le nostre sensazioni, emozioni, aiutando i blocchi a sciogliersi e permettendoci così di ricominciare a respirare con più libertà.

Attraverso la scrittura si può rimettere al suo posto un passato invadente, rendere più “mindful” il nostro presente e anche permettere al futuro di non essere eccessivamente anticipato o predetto dalla nostra mente, col solo effetto di rovinarci la sorpresa e diminuire le possibilità di cambiamento positivo.

E’ stato provato, ad esempio, che chiedendo ad alcune coppie di scrivere riguardo a una lite in maniera imparziale si è migliorata la comunicazione e aumentato il senso di felicità delle persone coinvolte nell’esperimento.

Ma come si deve utilizzare questo utile strumento della scrittura? Prima di tutto, sia che si scriva ipoteticamente a qualcuno, sia che decidiamo di scrivere a noi stessi, dobbiamo trattare l’interlocutore con onestà, sospendendo l’auto-censura. La nostra narrazione quindi avrà lo scopo di indicare qualcosa di nuovo attraverso la rivisitazione di episodi vissuti realmente o immaginativamente.

It was while writing a Diary that I discovered how to capture the living moments. – E’ stato mentre scrivevo un diario che ho scoperto come catturare i momenti che vivevo. Anaïs Nin

Virginia Woolf considerava la scrivere un diario personale come lo strumento d’elezione per scovare le gemme della nostra mente, normalmente censurate dal pensiero quotidiano. Era, quindi, l’accesso alla sua creatività. E, giustamente, sottolineava come nella scrittura del diario non valessero regole di forma o di contenuto, la spontaneità, anche nella sua rozzezza, era l’unica via da percorrere.

Non era da sola a condividere pensieri illuminanti sui benefici della scrittura:

A diary is useful during conscious, intentional, and painful spiritual evolutions. Un diario è utile per consapevoli, intenzionale e difficili evoluzioni spirituali. – André Gide

In the journal I do not just express myself more openly than I could do to any person; I create myself. (…) Therefore it does not simply record my actual, daily life but rather — in many cases — offers an alternative to it. Nel mio diario non esprimo solamente in maniera più aperta il mio punto di vista, io creo me stessa (..) quindi non sto semplicemente raccontando la mia reale vita di tutti giorni, bensì, in moli casi, mi sto dando un’alternativa ad essa.- Susan Sontag

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