How losing helps you winning / Come perdere aiuta a vincere

by simonacampli

losing

Are we completely sure that in life winning is always so much better than losing?

Many studies proves, in fact, quite the opposite: success and victory are goals often combined with negative feelings, fear of the future and increased anxiety and stress of moments of failures. Victory has a greater sense of responsibility that comes with it.

On the other hand, losing it is sometimes marked with a sense of freedom, a moment in life when it is finally possible to feel worries and judgements disappearing, with all the fights, comparisons and confrontation being, at last, left behind.

This is not to say that in life we should avoid these moments of challenge and just settle without even trying to reach the goals we desire; this scenario would represents the biggest defeat, as we said in an earlier post where beautiful words from Pessoa writings are quoted:

“I wear on my skin the wounds of all the battles I’ve avoided”

It is possible to win the anxiety and we should probably reflect on all those times when fear has been an obstacle to our success but also bear in mind the opposite side of the issue, how creativity and productivity are often released from defeat.

On how defeat and losing create a moment of re-birth it is interesting what the italian writer Alessandro Baricco once said, quoting Wolfgang Schivelbusch; sometimes losing helps us winning in time, as in history was the case for Germany after the II World War, how this country was rapidly able to re-build from its ruins.

How could we use strategically this learnings  to our favour, being able to harvest the productive power and nurture our daily life creativity with it even when we are not in a real “winning-losing” battle?

For one, we could focus on something that we haven’t reached yet or that we would have preferred to see going differently and, after venting all the possible negative thoughts and feeling we have on the past event we could use all our regained creativity to shape a most wanted future.

When the phase of contemplating our miseries will end we’ll be finally able to stand again on our two feet and watching the future As If there was nothing to lose now and all the problems were behind us.

 

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Siamo certi che vincere nella vita sia sempre la migliore esperienza possibile rispetto al perdere?

Molti studi indicano, invece, il contrario: il successo e la vittoria sono una meta che non sempre viene vissuta con sentimenti positivi ma, anzi, sono spesso accompagnati da paura per il futuro e maggiore ansia e stress rispetto ai momenti di sconfitta. La vittoria porta con sé una maggiore responsabilità.

La sconfitta, al contrario, può essere vissuta quasi come una liberazione, un momento in cui non bisogna più affaticarsi e preoccuparsi di un esito o un giudizio, finalmente liberi dalla preparazione alla battaglia, alla prova, al confronto.

Con questo non bisogna certo pensare che nella vita sia sempre meglio evitare le sfide e accontentarsi di non combattere per raggiungere i propri obiettivi; uno scenario del genere rappresenterebbe al contrario la sconfitta più grande, come discutevamo in un precedente post dove ricordavo la bella citazione del poeta Pessoa:

” Porto addosso le ferite di tutte le battaglie che ho evitato”

Se, quindi, possiamo essere in grado di affrontare e vincere l’ansia della prova e dovremmo riflettere sulla paura del successo che a volte ci mette i bastoni tra le ruote, teniamo sempre a mente l’altra faccia della medaglia della sconfitta, ovvero la rinascita della creatività e della produttività che spesso in essa si liberano.

Su questo argomento, come la sconfitta rappresenti un momento di rinascita per chi ha perso, è interessante ciò che ricorda lo scrittore italiano Alessandro Baricco, citando a sua volta Wolfgang Schivelbusch. A volte la sconfitta aiuta in ultimo a vincere, basti pensare ai popoli sconfitti nelle grandi guerre degli scorsi decenni come nel caso della Germania dopo la seconda guerra mondiale, a come sono riusciti a ricostruire sulle macerie.

Come potremmo utilizzare strategicamente a nostro favore il potere produttivo della sconfitta anche nella vita di tutti i giorni e non necessariamente quando ci troviamo realmente a perdere? Potremmo ad esempio concentrarci su qualcosa che non abbiamo ancora ottenuto o che avremmo voluto fare diversamente e, dopo aver sfogato tutta la negativa emotività che rimane ancorata all’evento passato, potremmo riversare la ritrovata creatività in una nuova realtà, tutta da costruire, a immagine e somiglianza dei nostri desideri.

Quando avremmo finito di osservare le macerie delle nostre sconfitte potremmo rialzarci e pensare al futuro Come Se non ci fosse più nulla da perdere ma tutto da guadagnare nel costruire, come se tutti i problemi fossero definitivamente alle nostre spalle.

 

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