Strategies for a new well-being / Strategie per un nuovo benessere

by simonacampli

WellbeingLast week we discussed how situations of change can arise whit the passage toward university life.

This sometimes represent a moment of decreased well-being as a result of the fact that many students feel as they are overwhelmed by the different tasks, new things and very general stress that can sometimes even turn into sadness and anxiety.

The confused youngster, without knowing who to turn to for advice, quite often decide to look up on internet. This generates a dangerous effect of easy diagnosis as “depression” or “mood swings” or “panick attacks” and the problem is consequently accentuated; another difficult thing to manage are psychodrugs that are quite often prescribed immediately after a diagnosis by the GP without knowing the implications in terms of side effects and rules of management in the daily life. So the whole situation becomes more and more a medical issue and less a personal story.

An alternative to this route are the “talking therapies”, counselling and psychotherapy services that are offered to students sometimes even inside the university itself or by charities tailored for young people.

Counselling and Psychotherapy, considered here as “healing tools” can, instead, represent a discovery journey useful for the personal growth of the individual.

What can be done to maintain a high level of well-being even in stressful situations during university to prevent concrete psychological issues to be formed, while helping out the therapeutic work towards a better, quicker and long-lasting result?

  • Normalize the crisis. During situations of deep change is more understandable feeling low and more worried than usual. Avoiding labels and any inner or external pressure as “everything needs to go back to normal asap” can help. Change is a process; the more it is experienced without haste, the more can give positive effects.

Many people have symptoms such as low mood or lack of motivation, but it’s important to evaluate these in terms of how long they have been going on, the severity of distress (…) and also to evaluate them in relation to the context of someone’s life (Alan Percy, head of counselling at the University of Oxford)

  • Being Active. It is true that going to university is the time where people of reference are far away for the first time but it is also true that it won’t be possible to find new ones from the inside of the bedroom. It should be avoided to turn the daily routine in a virtual life spent on Skype or emails while on the other hand investing the same time in old and new creative activities can be a nice strategy to meet new people and enjoy the passing of time.
  • Creating a flexible but disciplined daily life regarding food, exercise and sleep patterns. Our emotions are deeply influenced and intertwined with how our body feels. A good routine can be the basis for a better physical AND psychological well-being.
  • Learning. Studying is not just for tests and exams! Learning means discovering new things and this can help figuring out answers to many life questions. More than this, by keeping an open-mind and curious attitude it will be easier avoiding easy judgements and being open to new acquaintances. This will also free us from being too worried of others’ point of view on us.
  • Give to others. Voluntary activities and social or political mission can be interesting experiences to do while we discover our new, adult, self. This can be emotionally and culturally rewarding.
  • Not being afraid of asking for help. As accepting the crisis as a phase that can give positive interest to the change process, recognizing that there will always be answers we can’t find alone can give a hand in finding back the sense well-being that has been lost. This is especially valid in cases where sadness and anxiety or stress are continuosly and prevasively present in the daily life. Asking for professional help can be the route to find new coping strategies and re-establish the emotional balance we have lost.

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La settimana scorsa parlavamo delle situazioni di cambiamento che si creano con l’inizio della vita universitaria. Questo spesso rappresenta un momento di minore benessere come risultato del fatto che molti studenti  si sentono schiacciati dalle molteplici incombenze, dalle novità e in generale dallo stress del cambiamento; quest’ultimo può anche trasformarsi in sensazioni più estreme di ansia e tristezza.

Molto spesso accade che non sapendo come fare o a chi rivolgersi si utilizzi internet come fonte di spiegazione del problema. Purtroppo le facili diagnosi come “depressione”, “disturbi dell’umore”, “attacchi di panico creano un senso di enfatizzazione sul problema ancora più grande e a questo si aggiungono gli psicofarmaci che spesso vengono vissuti come la risposta più veloce ma che in realtà creano un quadro sempre più medico della situazione e meno di una storia personale.

Un’alternativa sono le cosidette “talking therapies”, servizi di counselling spesso a disposizione degli studenti all’interno delle università oppure grazie a associazioni che offrono servizio a basso costo o gratuito per i giovani.

Il counselling o la psicoterapia, usualmente visti come strumenti di “cura”, possono invece rappresentare, soprattuto in questo momento di scoperta, un utile supporto alla crescita dell’individuo.

Cosa si può fare, però, per mantenere un livello alto di benessere anche nelle situazioni di stress universitario per prevenire l’insorgenza di vere e proprie problematiche psicologiche o aiutare il lavoro terapeutico ad avere un risultato più veloce, efficace e duraturo?

  • Normalizzare la crisi. Nei periodi di cambiamento profondo è più comprensibile avere sensazioni di preoccupazione o timori; evitare di mettersi sotto pressioni interne o esterne di normalizzazione del tipo “tutto deve essere come prima, subito”. Il cambiamento è un processo che più viene vissuto senza fretta, più effetti positivi e di crescita può regalare.

Many people have symptoms such as low mood or lack of motivation, but it’s important to evaluate these in terms of how long they have been going on, the severity of distress (…) and also to evaluate them in relation to the context of someone’s life (Alan Percy, head of counselling at the University of Oxford)

  • Attività. Se è vero che i punti di riferimento sono lontani  e la socialità è messa a dura prova dal nuovo contesto è anche vero che se rimaniamo dall’interno della camera da letto è difficile fare nuovi amici. Evitare di trasformare la quotidianità in una vita virtuale relegata su internet e trovare nuovi o vecchi passatempi creativi fuori di casa può aiutare a creare nuovi contatti, piacevolmente.
  • Crearsi una routine flessibile ma disciplinata per il cibo, l’esercizio fisico e il sonno. Le nostre emozioni sono influenzate tantissimo dalle funzioni di base del nostro corpo. Una buona routine è alla base di un benessere psico E fisico.
  • Imparare. Studiare non è  solo per gli esami! Imparare cose nuove può aiutare a chiarire che cosa vogliamo diventare e può farci trovare risposte alle nostre domande. Inoltre mantenere un atteggiamento curioso ed evitare facili giudizi ci renderà più aperti alle nuove conoscenze e ci farà sentire meno anche il peso del giudizio altrui.
  • Dare ad altri. Intraprendere percorsi di volontariato o partecipare a cause di impegno sociale o politico, oltre a contribuire alla scoperta della nostra nuova individualità, può essere un’esperienza molto importante ed emotivamente gratificante.
  • Non avere paura di chiedere aiuto. Così come accettare il senso di spaesamento può rendere il cambiamento un’esperienza di scoperta più positiva, anche riconoscere che ci sono risposte che non riusciamo a trovare da soli può farci ritrovare il giusto senso di benessere in meno tempo. Questo vale soprattutto nel caso in cui la tristezza o le preoccupazioni e lo stress sono continuamente presenti nella nostra vita per un tempo protratto. Chiedere aiuto ad un professionista può farci trovare delle nuove strategie di risposta e renderci in poco tempo di nuovo padroni del nostro equilibrio emotivo.

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