When an advice is simply not enough / Quando un consiglio non basta

by simonacampli

advice

Has it ever happened to find yourself struggling with the same situation you’ve profusely advised a friend about what to do or not to do in the past? Realizing that you could not follow your own advices because.. your situation was fundamentally different, let’s say unique, in its own way?

This happens in my professional life at least once a day when, listening to others people issues, I found myself walking a path of similar experience and almost getting in the trap of giving advices.. but then I immediately step back and, gaining back the right perspective, I remind myself that situations are never exactly the same and advices can be used many times as those supermarket plastic bags.

The main difference between psychotherapy in its most strategic approach and the friendly habit of exchanging advices is right in the fine line of separation between problem analysis and the drafting of its solution and the very different situation where simple compassion push you to suggest something that could maybe help somebody out of a struggle.

The first is a complex mix, only simple in its appearance, of technique, relationship and communication. The second is more like an instinct, different in its strength on an individual basis, of lifting others from a suffering trying to do something, as in trials and errors learning.

Sometimes the advices we give are real pearls, is not for their good or bad quality that we can’t follow them on ourselves. There are other things to consider. In this article, for example, it is said as one main obstacle is how in our life we know so many little details and shades that our situations can’t help but being always different from something else we heard of that may resemble them slightly.

First rule of a good therapy: we’re all unique so our problems are, consequently, always new and distinct. A good solution must be tailored on the specific case.

The most dangerous illusion is the idea that there is one and only one reality. -P.Watzlawick

Moreover, when we are the protagonist, experiencing something on our skin, the emotional shades are so intense that can fog our mind.

Second rule of a useful therapy: applying the rules of common sense to emotional struggles of the heart can’t lead to long-lasting results.

The heart has its reasons that the mind don’t know – B. Pascal

In this other article is debated the main difficulty of using our own advices lies in the difference between thinking about a possible solution and feeling it as right – so to decide and applying it. This second scenario is basically what happens when we have a corrective emotional experience.

Third rule of an effective therapy: It is far more difficult to talk about something, rather than just do it. – O. Wilde, Aphorisms.

Then, finally, the golden rule of strategic problem solving to create powerful advices for ourselves? Instead of persisting on finding the solution to a problem we can’t solve, let’s try, instead, to find out all the possible ways, we’ve certainly already discovered, to worsen the situation.

 

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Vi siete mai sorpresi a sentirvi in trappola davanti ad una difficoltà su cui avete dispensato consigli ai vostri amici o parenti quando erano loro a viverla? E a realizzare che il vostro stesso consiglio non poteva essere applicato alla vostra situazione perché .. la vostra situazione era nei suoi minimi dettagli così unica che la rendeva completamente diversa?

Questo succede nella mia vita professionale almeno una volta al giorno, quando seduta ad ascoltare le difficoltà degli altri spesso mi immedesimo troppo e rischio di cadere nella trappola del dare consigli..ma poi mi fermo un secondo prima e realizzo che le situazioni non sono mai uguali e, quindi, i consigli non possono certo essere riutilizzati come le buste di plastica del supermercato (che qui in Inghilterra – a differenza dell’Italia – ancora ci sono).

La differenza essenziale tra la psicoterapia nel suo uso più strategico e l’abitudine amichevole di dare consigli sta proprio in quella sottile linea di confine tra l’analisi del problema e della sua soluzione e la completamente diversa immedesimazione empatica e compassionevole che spinge al consigliare l’altro sul da farsi. La prima rappresenta un insieme complesso, solo apparentemente – strategicamente – semplice di tecnica, relazione e comunicazione. La seconda è più un istinto, non sviluppato in tutti alla stessa maniera, di sollevare l’altro da una sofferenza provando a fare qualcosa, per tentativi ed errori.

Alcune volte i consigli che ci troviamo a dare sono veramente buoni, non è certo per la loro qualità che non li seguiamo poi in prima persona. Ci sono altre forze che entrano in gioco. In quest’articolo, ad esempio, si ricorda come nel caso della nostra vita siamo a conoscenza di così tanti dettagli e particolari che ogni consiglio dato in passato ad altri sembra non potersi applicare, in quanto la nostra situazione è fondamentalmente sempre nuova, unica e irripetibile, rispetto a quelle degli altri.

Prima regola di una buona terapia: tutti noi siamo unici, di conseguenza tutti i problemi hanno la loro unicità. Una buona soluzione deve essere su misura.

L’illusione più pericolosa è quella che esista soltanto un’unica realtà. – P.Watzlawick

Inoltre quando siamo noi a vivere qualcosa in prima persona, da protagonisti, le sfumature emotive sono così intense da annebbiarci la mente.

Seconda regola di una terapia utile: applicare la ragione alle difficoltà emotive del cuore non porta a risultati molto durevoli nel tempo.

Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce – B. Pascal

In quest’altro articolo si discute come la difficoltà di usare i propri consigli sia anche legata alla differenza tra il pensare una possibile soluzione e il sentirla – e quindi decidere di usarla -, cosa che accade spesso sotto forma di improvvisa realizzazione attraverso un’esperienza emozionale correttiva, nell’azione pratica.

Terza regola di una terapia efficace: È molto più difficile parlare di una cosa, che farla – O. Wilde – Aforismi.

Vogliamo poi ricordare insieme la regola aurea di un problem solving veramente strategico per rendere un consiglio ancora più efficace anche su noi stessi?

Invece di ostinarsi a risolvere un arduo problema, cerchiamo di ricordarci di tutti i modi, che già abbiamo scoperto, per peggiorarlo.

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