Happy with the present / Soddisfatti del presente

by simonacampli

regrets

Many times in life we need to make choices. Sometimes those choices involve quite a risk and the result can be difficult to predict, leaving us with less satisfaction on our present that we would have thought. We could even feel as we chose wrong and this could lead to regrets.

If an existence is scattered with negative consequences of bad choices or if it is in us the belief that we had always done wrong, eventually this could create a difficult situation for the decision making process, even a real paralysis of judgement.

Our thinking can be overwhelmed with questions that goes one on top of the other while we’ll use all our mental energy to go after each one of them, trying to create a sensible meaning out of it. The more we’ll try to answer -without certainty- every doubt our mind creates, the more they’ll grow and come back stronger and we’ll be distracted by our present, missing the chance to gather useful information and experiences that could eventually give us clarity. This way, our mental chaos and sense of worry would only grow bigger.

The main thing to reflect here is what is the mechanism that led us here, with our fear of choosing?

It is because we’ve collected bad choices one after the other and we can find concrete proof of this traumatic happenings

or

Our fear is more precautionary, standing on the belief that trough meticulous analysis of a situation we can avoid missteps through the power of our mind, before getting to real experience.

The first situation is clearly a scenario where our ability to live positively our present, finally free from the heavy emotional baggage of the past, is allowed only by a confrontational moment with our traumatic memories; let them speak once and for all to finally put them to rest.

The second scenario is created precisely around our illusion of control. It is the concrete example of one strong positive ability – the reflective analysis –  that is so overused and empowered by our beliefs that eventually become a double-edged sword. Instead of being useful for us in order to live our existence with a strong self-efficacy, we are, instead, paralyzed by our own mind: we can’t do one single step forward if we haven’t thoroughly planned it.

Now try imagine what can happen in this second scenario when our beliefs clashed with unpredictability of life.. a real emotional earthquake, an heart-quake.

As we said in the past, when our own reflective ability overflows we should strategically extract the infinite series of questions / answers from the infinite space of our mind to a very finite piece of paper.

Finally, a  common positive strategy for both scenarios is to start every day with a different attitude, with more curiosity for the new challenges we will discover instead of worry for the outcome. This sounds so “easy to say.. impossible to do”? Well, let’s begin with every morning asking ourselves ” what are 3 things that I’m grateful today they are exactly as they are” things that don’t need to change, that make us happy and proud about what we’ve created. If this is still too difficult to answer then go back with the memory to the last moment in life you’ve felt like this. What was different then from now in ourselves? What we did different then that now we have forgotten, to be happy with the present we had.. and we can have again?

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Vivere spesso ci porta a dover fare delle scelte. Scegliere può vedere alternarsi delle possibilità rischiose e, infine, portare a risultati che ci rendono più o meno soddisfatti del nostro presente. Possiamo anche sentire di aver sbagliato e avere dei rimorsi.

Se la nostra vita è stata costellata da situazioni andate male o se noi stessi abbiamo spesso sentito ed immagazzinato le nostre esperienze come “sbagliate” o “deludenti” possiamo trovarci ad avere più e più difficoltà a scegliere perché paralizzati dalla paura di sbagliare.

Il nostro pensiero comincerà ad essere popolato di domande che si intrecciano tra di loro a cui noi, andando dietro alla disperata ricerca di qualche risposta razionale, cercheremo di trovare un senso. Più cercheremo di rispondere a dubbi di cui non possiamo conoscere la risposta più ci distrarremo dal presente che potrebbe portarci a scoprire nuove informazioni necessarie al chiarimento e, di conseguenza, la nostra confusione e il senso di indecisione e timore aumenteranno invece di placarsi.

Prima cosa da osservare qui è come mai abbiamo così tanta paura di sbagliare.

E’ il caso di un’esperienza ricca di traumatiche scelte andate male

oppure

La nostra paura è sostanzialmente preventiva, non basata su esperienze passate, ma più su una tendenza generale che il nostro pensiero ha di sviscerare le situazioni e decidere sul da farsi prima ancora di viverle.

Nel primo caso è ovvio che, per di tornare a una capacità di scelta serena, consapevoli di saper gestire gli eventi con positività, bisognerà affrontare il passato che ancora macchia il nostro presente e, dopo averlo adeguatamente ascoltato, metterlo a tacere. Dargli un po’ di spazio una volta per tutte.

Il secondo scenario è invece una situazione un po’ più strutturata sul pensiero ipotetico di tipo ossessivo nella convinzione – illusoria – che attraverso un’attenta analisi del problema riusciremo ad evitare ogni possibile passo falso. Sostanzialmente si parte da una base di ottima capacità riflessiva e la si porta ai suoi estremi in cui, invece di aiutarci a vivere la nostra vita nelle sue piccole scelte con più senso di efficacia, ci paralizza sempre di più impedendoci di andare avanti senza avere prima pianificato qualsiasi cosa.

Immaginate, in questa seconda situazione, cosa possa accadere dentro di noi se qualche imprevisto sconvolge i nostri piani attentamente decisi a tavolino.. un piccolo / grande terremoto emotivo.

Come ricordato in passato, quando la nostra tendenza riflessiva si prende un po’ troppo spazio sarebbe più strategico trasportare quella serie infinita di domande/risposte fuori dallo spazio infinito della nostra mente, su carta bianca.

In entrambi i casi una buona strategia per affrontare ogni giornata dal suo inizio in maniera diversa, con più curiosità, invece di avere timore per ogni ostacolo da superare è di individuare tre ragioni per cui le cose vanno bene come sono, ci rendono felici e orgogliosi di quello che abbiamo costruito. Se ci risulta difficile almeno pensiamo al passato all’ultima volta che ci siamo sentiti così  e a cosa era diverso allora, come eravamo noi diversi e cosa facevamo noi diversamente per rendere quel momento più felice e noi più soddisfatti di viverlo.

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