Words filled with Rage / Parole piene di Rabbia

by simonacampli

A typical vignette of a rage escalation in a couple with a hint of humour. This is what usually happens in a situation of communicative and emotional impasse.

It normally starts off with sharing a point of view but in the end we feel hurt from what others have to say about it or how they say that. Why? It all goes often back to a miscommunication or misunderstandings that we’re not capable to resolve on the moment and as a result we found on the extreme positions in an argument where both parts are blaming the other of something that doesn’t exist.

A good strategy to avoid something like that is the: correct me if I’m wrong.

The other side of the issue is made by the words chosen to express disagreement and other details that create what is the emotional fabric of communication. Sometimes there is an unspoken taboo in couples or families to express frustration or anger. It is considered unhealthy while the optimal situation is when there is no sign of conflict and people express themselves always calmly, relaxed. This can turn, in fact, in a mandatory peace.

Mixing up the two ingredients – misunderstandings and the obligation to maintain peace – we have a situation where anger is often denied too long until the relationship starts to suffer a concrete and ongoing tension. If the anger doesn’t have an appropriate outlet it might even explode, as a flood of a river that breaks its banks finally destroying all that crosses its motion.

So how can we vent our rage without hurting the relationship?

Prescribing it, in turns, on a specific timeframe.

These are the basic rules to follow:

  • Everyone vents in turns, avoiding interrupting the other/s
  • Listening in rigorous silence, carefully paying attention to each word, avoiding to be in our own mind, distracted, until is our turn to speak.
  • Aside from the time agreed for the confrontation the argument is strictly banned: complete silence on the matter, everything else can be discussed as usual.

“I said to them that anger and accusations are like a flood: the more you try to stem them the more they grow until they break the banks and devastate everything. Instead of avoiding these feelings it is important to give them appropriate outlet, canalising them; if we do so rage can become a positive resource for emotional reactions and affection”G. Nardone.

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Una scena tipica di litigio in una coppia e di escalation di rabbia raccontate insieme con un pò di umorismo. Ma è proprio così che funziona nella maggior parte delle situazioni di conflitto comunicativo.

Si comincia con condividere un punto di vista, chiedere un parere e poi rimaniamo feriti da ciò che l’altro dice o dal modo in cui lo dice. Come mai? Spesso ci sono dei malintesi che se non vengono subito svelati possono farci ritrovare a poli estremi del discorso incolpandoci l’un l’altro di qualcosa che non esiste.

Per questo è importante usare una strategia di cui abbiamo già parlato: il correggimi se sbaglio.

L’altra parte del discorso la fanno le sfumature emotive del linguaggio. Si può ferire con le parole ma a volte anche la forma fa la sua parte. Spesso nelle relazioni di coppia o nelle famiglie si vive un pò come un tabù esprimere la propria rabbia o frustrazione. Si pensa che la situazione ideale, la comunicazione ottimale, è  quella calma, rilassata, sempre e comunque a toni contenuti. L’obbligo di pace.

A volte però, soprattutto a causa dei malintesi di cui dicevamo sopra, si accumula rabbia e questo crea tensione nel rapporto. Se questa rabbia non può essere metabolizzata a livello individuale bisogna dargli un canale di sfogo nella relazione, altrimenti verrà solo accumulata fino a che, una volta arrivati al massimo che possiamo contenere, scoppierà come un fiume in piena distruggendo tutto ciò che incontra sul suo cammino.

Ma come facciamo a sfogare la nostra rabbia senza uccidere la relazione?

Prescrivendola, a turni, in un tempo contenuto.

Le regole base sono le seguenti:

  • si parla uno alla volta senza interrompersi
  • si ascolta in religioso silenzio, autenticamente, stando attenti ad ascoltare l’altro evitando di rinchiuderci nella nostra mente fino a che non abbia finito
  • fuori dal tempo concordato per il litigio non si deve assolutamente toccare l’argomento: congiura del silenzio sulla questione, si può parlare solo di altro.

‘Spiegai loro che la rabbia e i sentimenti di accusa sono come la piena di un fiume: più si cerca di arginarli più aumentano, sinché rompono gli argini e travolgono tutto; pertanto invece di arginarli bisogna farli defluire canalizzandoli, se possibile, poiché in questo caso, la forza della rabbia può diventare anche una risorsa positiva per reinnescare sentimenti ed emozioni affettive.’G. Nardone.

 

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