From empathy to emotional intelligence / Dall’empatia all’intelligenza emotiva

by simonacampli

empatia

Last week we discussed how important is empathy in order to have satisfactory relationships. As one excess of low empathy can create the perfect soil for misunderstandings, so exaggerating in using this skill too much can be a high risk for relational well-being.

When being constantly absorbed by the others’ point of views, it can become very hard for the person to go back in his/her own shoes without confusion.

The base for a good empathic ability is a more general emotional intelligence, meaning having a balance between one’s and the others’ needs, perceptions, so is possible to tune in with others without  completely losing our individuality. A great deal of flexible thinking (and feeling) is required, something that is possible to acquire with the right mental exercise.

If not the risk is to create a situation of psychological exhaustion, when distracted by the other’s ideas and feelings we don’t have a clear strategy for going back into our own skin.

What is the attraction that pushesa risky behaviour like this one? Without any doubts feeling the cost of sacrifice and the positive reaction of others is enough feedback to reinforce our actions. It is the secondary profit of the emotional cost. In the term “sacrifice” we learn how the person who acts become sacred by doing it.

Can we spot clear signals of empathic excess? In a very interesting article published by Berkeley University I’ve found a few crucial questions that can serve this task quite fine:

  • Do you spend more time thinking about your partner’s feelings than about your own?
  • Do you focus your attention on what the other person is saying during an argument, to the exclusion of what you want to say?
  • Do you often get so caught up in the feelings of someone you love when they are depressed or hurting that the feelings seem to become your own?
  • After leaving an argument, are you preoccupied with what the other person was thinking?
  • Do you spend more time trying to figure out why someone let you down than deciding whether his or her reasons outweighed your feelings?

If by reading these you figured you might be at risk of establishing an excess of empathic behaviour than it is highly important for you to exercise a re-connection with your own individuality; starting using empathy towards your own self.

  1. Ask yourself more often, when absorbed by others’ sufferings, how are you feeling or what do you think about that, if there is any implication for you as well, or not.
  2. Avoid jumping to conclusions and throw yourself headlong into others’ emotional struggles. On the opposite, start by asking more questions to learn, through their words, what they are feeling.
  3. If you’re worried that people you care will start noticing your new detachment, to avoid further misunderstandings just use a simple opening as “Sometimes I feel I’m lost into others’ feelings so much that is hard to turn to mine. I’m trying to balance things out with a better understanding of both sides”. If those people care about you, they will understand, using their empathy to your benefit, and your little “confession” will strengthen the bond you have even more.

Build your emotional intelligence towards yourself. This is the only and truly foundation of a healthy empathy with others.

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La scorsa settimana abbiamo parlato dell’empatia e di come questa abilità rappresenti un importante elemento per relazioni interpersonali soddisfacenti. Così come essere carenti di empatia può provocare delle incomprensioni profonde, i rapporti interpersonali possono anche soffrire per eccesso di empatia.

Essere costantemente assorti nella percezione altrui sbilancia il rapporto ugualmente e nello stesso tempo crea una sofferenza emotiva per il soggetto incapace di tornare nei propri panni, dopo aver indossato quelli dell’altro.

Alla base di una buona capacità empatica dovrebbe, infatti, esserci una più generale intelligenza emotiva che bilancia il sé dall’altro, le proprie percezioni e bisogni, da quelle altrui e quando necessario riesce a empatizzare con altri esseri umani senza perdere totalmente contatto con la propria individualità. Questa consapevolezza personale è un livello sofisticato di emotività che si può raggiungere con il giusto esercizio, proprio come la semplice capacità empatica.

Il rischio altrimenti è di tuffarsi a capofitto nelle emotività altrui senza avere una strategia di rientro, coprendo totalmente la propria individualità con il rischio di perdersi e di andare presto incontro a un vero e proprio sfinimento psicologico.

Qual’è l’aspetto così attraente che può rinforzare un comportamento eccessivamente empatico nonostante il costo emotivo? La sensazione di sacrificarsi per l’altro è molto potente e può rappresentare un guadagno secondario. Del resto il termine stesso spiega come la vittima che compie l’atto sacrificale viene resa sacra da esso.

Possiamo individuare dei segnali di un imminente eccesso di empatia? Mi sembrano utili delle domande riportate in un interessante articolo sul tema pubblicato dall’Università di Berkeley:

  • Spendi molto più tempo a pensare alle emozioni degli altri piuttosto che alle tue?
  • Durante una discussione passi più tempo a riflettere sulle parole dell’altro invece di ascoltare anche ciò che la tua mente vorrebbe dire?
  • Ti senti mai così immerso nelle sofferenze delle persone a cui vuoi bene che sembrano diventare tue?
  • Dopo la fine di una discussione ti ritrovi spesso a chiederti cosa staranno pensando gli altri di te?
  • Passi più tempo a rimuginare sul perché qualcuno ti abbia deluso piuttosto che decidere se le sue ragioni sono più forti dei tuoi sentimenti feriti?

Se effettivamente pensiamo di avere un comportamento a rischio di eccesso di empatia possiamo, quindi, esercitarci nel riassesto sulla nostra individualità attraverso una consapevole esercitazione all’ascolto empatico di noi.

  1. Chiediti più spesso, mentre ti trovi assorto nelle emotività altrui, come ti senti tu a riguardo o che cosa pensi tu di ciò che sta accadendo agli altri a cui sei vicino, se ciò ha un impatto su di te o no.
  2. Evita di saltare a conclusioni o di buttarti a capofitto nelle difficoltà emotive altrui appena ti vengono raccontate. Piuttosto, mantenendo una iniziale distanza, poni più domande per scoprire come l’altro si sente dalle sue stesse parole.
  3. Se hai paura che gli altri notino un certo distacco in te e vorresti evitare di creare incomprensioni, fai una semplice premessa “A volte mi ritrovo così immerso nell’emotività altrui che dimentico la mia. Sto cercando di trovare un migliore equilibrio”. Se le persone per cui ti preoccupi empatizzano con te, questa confessione creerà una connessione ancora più grande.

Esercita la tua intelligenza emotiva anche nei confronti di te stesso. Questa è l’unica base su cui si può costruire una sana empatia con gli altri.

 

 

 

 

 

 

 

 

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