Less is better / Meno é Meglio

by simonacampli

It has probably never entered the heads of most economists … that hours could be shortened and output maintained. – John Hicks

Less is better.

Accepting chaos and unpredictability of life can be one of the hardest challenge of all. This counts in all areas of our lives as it counts, for example, in the working department.

They say Work ennobles men and this is especially true when we feel our job has a meaning for us or even for the rest of the world.

But how much work is right?

It depends on how much money we think we need, which lifestyle we seek. It is different if we live in the city or in the countryside or if we want to have kids or not, if we’d like to travel around the world or our idea of relax is going to the nearest beach and just lay down in the sun, or even in the closest park or in our own backyard.

It depends on how much grip the equation job= success= power has on us.

All these factors creates our lifestyle and the general productive capacity we have.

Perhaps the biggest obstacle is cultural, rooted in the Lutheran work ethic and our self-valuation according to how hard we strive.

This interesting quote comes from an article appeared on the Guardian a few months ago where it’s challenged the modern societies basic rule of

more working hours = higher productivity = stable economy = happiness of people.

On the contrary it appears that higher working hours definitely increase stress on people and a lack of creativity or innovation in them that are both quite important in the eventuality of a crisis.

If we have a look around at our European neighbors it is not true in fact that where the are more working hours, consequently the economy is more stable (Greece) or, on the other hand, where the working days decrease the general economy is affected (Germany, Holland).

If we turn to the happiness matter the idea of “having it all” – a super important job with higher responsibility, a successful career, a great family and free time to nourish our personality, health and spirituality – was the ruin of present societies where more and more people feels they have failed because they really can’t figure out how to have it all.

Psychotherapy can offer a series of strategies to manage the sense of inadequacy or the need to control and the fear for the unpredictability of life, preventing or resolving the emotional and psychological costs when they reach and excess. If this extreme standard could be re-evaluate though, it would be a huge relief for the modern human being.

Some employers are starting to realize that, offering now more flexible hours, higher holidays and career goals that can be really made on the person’s desires. Can we ourselves follow this new perspective and accept that when we do less we also do it better?

For those who are willing to accept the challenge here’s a motivational video ad hoc:

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Meno è Meglio.

Accettare il caos e l’incontrollabile è una delle sfide più grandi che ci troviamo ad affrontare ogni giorno.

Questo vale un po’ in tutti gli ambiti della nostra vita, ad esempio vale per il lavoro.

Lavorare nobilita l’uomo, dice il proverbio, ed è vero soprattutto se svolgiamo un lavoro che sentiamo abbia un significato, per noi e, magari, anche per gli altri.

Ma quanto lavorare?

Dipende da quanti soldi sentiamo di aver bisogno, dipende dallo stile di vita che vogliamo avere. Cambia qualcosa se viviamo in città o in campagna per esempio, se vogliamo avere figli o no, se desideriamo viaggiare e visitare tutto il mondo o ci va bene rilassarci sdraiati sulla spiaggia più vicina a casa o, in mancanza, su un prato o addirittura direttamente sul nostro balcone!

Dipende da quanto l’equazione lavoro=successo=potere ha una forte attrattiva su di noi.

Tutti questi fattori influenzano il modo con cui viviamo il nostro lavoro e il senso di produttività.

Forse il maggiore ostacolo è culturale, da ritrovare nella tradizione luterana dell’etica del lavoro e della nostra valutazione personale basata sulle ambizioni che abbiamo.

Perhaps the biggest obstacle is cultural, rooted in the Lutheran work ethic and our self-valuation according to how hard we strive.

Questa bella citazione viene da un interessante articolo apparso sul Guardian qualche mese fa dove viene messa in discussione la base di molte società occidentali moderne:

Più ore di Lavoro = Maggiore Produttività = Economie più floride = Persone più felici.

Di fatto orari di lavoro estenuanti rendono le persone decisamente più stressate e meno inclini ad avere idee innovative o creative, molto utili in tempi di crisi economica ad esempio.

Inoltre guardandoci intorno, a paesi sparsi per l’Europa, non è vero nei fatti che dove si lavorano più ore settimanali ci sia una economia più stabile (Grecia) e dove invece i giorni lavorativi scendono si abbia meno solidità economica (Germania, Olanda).

Se poi guardiamo alla felicità come obiettivo,  l’idea di “avere tutto” – un lavoro super importante e una carriera di successo insieme a una famiglia e del tempo libero per nutrire la nostra personalità, salute e spiritualità – è stata un po’ la rovina della società attuale dove sempre più persone si sentono di aver fallito perché a quel “tutto” proprio non ce la fanno ad arrivare.

Se la psicoterapia può offrire una serie di strategie per gestire il senso di inadeguatezza, il bisogno di controllo e l’imprevedibilità della vita, prevenendo o risolvendo costi emotivi e psicologi eccessivi, anche mettere alla prova questo modello di produttività rigidamente basata sulla quantità, potrebbe sollevare le persone da qualche stress di troppo.

In qualche azienda se ne stanno accorgendo, offrendo orari più flessibili, maggiori possibilità di vacanza e obiettivi di carriera su misura dell’individuo. Ce la faremo anche noi stessi a convincerci che facendo meno possiamo ottenere di meglio?

Per chi se la sente di affrontare la sfida linguistica questo video può essere di aiuto:

 

 

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