The growth outside your comfort zone / Crescere fuori dalla comfort zone

by simonacampli

We all have our personal set of strategies – that we are more or less aware of – when it comes to learning and growing in life.

I still recall, from the times I was in school, that I constantly found myself piling up work to do, despite of the great interest I had to listen and learn new things, so that eventually I had to catch up of many weeks’ homework in one. The strength came directly from feeling that I was missing out. Even after that period I realized more consciously that this was a strategy I’ve used many times in life. Not the best strategy one could argue, for sure with high emotional stress cost, but still once I find myself on the other side I feel always so good with being capable of doing so much in so little time that, I guess, it is enough to give a positive feedback to the pattern again and again.

All our personal ways to cope with growing up are needed because of the destabilizing sensation that comes with it, a gradual transition between something that’s missing and new achievements.

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When is that the going gets tough?

When, through the passing of time and our conquered knowledge, we find ourselves getting too comfortable with what we already know and as a result our mind becomes too rigid around it; we can’t feel that sense of “missing out” anymore.

Curiosity for knowledge is still there only now covered by a sense of self-satisfaction that can, sometime, become a limit.

To really embrace growth we can’t escape the uncomfortable phase of feeling unaware, in the dark. This is something we cope better with when we’re kids because is the norm while in adulthood can be really scaring to the point we prefer to be blind in front of new things.

Insanity: doing the same thing over and over again and expecting different results. 

(A. Einstein)

So how can we keep instead that attitude to curiosity, being capable of accepting the risk and creating with our own hands knowledge being the humble student we used to be?

  • Find your own personal motivation. Doing things to prove something to others doesn’t work. The more you will feel in your guts you want to discover new things the more you’ll go far with it.
  • Think constantly about “how to worsen” your situation in order to keep in mind all the things you’ve already tried that don’t work, the obstacles to your personal growth outside your comfort zone. Avoiding something because you’re scared of not knowing what we’ll happen then is the best way to be more scared, everyday that passes, of life in general.
  • Is not the final result that matters, not as much as the first step.

Tutti noi abbiamo delle strategie, più o meno consapevoli, per spingerci ad imparare, a crescere.

Mi ricordo quando ero a scuola che, pur incuriosita dall’apprendere nuove cose, mi ritrovavo spesso a rimandare i “compiti a casa” per settimane, fino al momento in cui la preoccupazione di rimanere indietro mi spingeva a superare la pigrizia e a recuperare tutto in una volta. Soddisfatta dei miei sforzi e affascinata dal nuovo sapere mi ripromettevo di mantenere un buon ritmo ogni giorno, per poi ritrovarmi sempre nella stessa dinamica.

Nel tempo, imparando a conoscermi, ho accettato questa come una strategia consapevole di crescita. Il bisogno di sentirmi “un po’ indietro” mi dà effettivamente la forza di superare ostacoli anche consistenti, spinta dalla voglia di recuperare o di non perdere una buona occasione.

Ognuno, ovviamente, ha il suo modo, ma la crescita, per tutti noi, rappresenta un momento di de-stabilizzazione, un passaggio da una mancanza ad un nuovo appagamento.

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Quando è che la storia si fa difficile?

Quando, col passare del tempo, le nostre conoscenze pregresse, le nostre abitudini, i nostri modi di pensare ci rendono troppo rigidi e ci accomodiamo su un divano di sapere che ci basta e quel senso di “mancanza” o di “dover recuperare” non lo avvertiamo più, ricordandoci solo ciò che già sappiamo.

La curiosità per il sapere rimane apparentemente, ma solo per ciò che già in fondo sappiamo, un po’ a ricordarci delle nostre acquisizioni passate e continuare a gioirne.

Per crescere davvero, pero’, non possiamo esimerci dal passare per la scomoda fase del sentirsi impreparati, all’oscuro di qualcosa. Questo, se quando siamo piccoli ci sembra così scontato che non ci facciamo caso, da più grandicelli e da adulti ci può addirittura spaventare al punto che preferiamo girarci dall’altra parte ed ignorare qualcosa di nuovo, piuttosto che andargli incontro.

Follia: fare sempre la stessa cosa ed aspettarsi risultati diversi. (A. Einstein)

Ma come si fa a mantenere quell’attitudine di umile curiosità, accettazione del rischio e spirito di iniziativa di colui che è nella posizione dello “studente”, anche da grandi?

  • Trova una motivazione personale. Non lo devi fare per dimostrare qualcosa a qualcuno. Più il bisogno di conoscenza è personale più ti porterà lontano.
  • Durante il cammino, pensa al “come peggiorare” , a come metterti i bastoni tra le ruote. Per cominciare uno dei migliori modi per peggiorare la tua situazione è continuare a evitare la crescita che senti di voler raggiungere per paura di ciò che può succedere al di fuori dalla tua comfort zone. Evitare qualcosa per paura di ciò che può accadere non fa altro che accrescere la paura nutrendola del nostro fallimento.
  • Non importa tanto il risultato finale, quanto fare il primo passo.

 

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