Slow-being, Well-being / Essere lenti per vivere meglio

by simonacampli

bianconiglio

The slow movements are asking us to become aware that there is in fact a cost, to determine exactly what that cost is, and to consciously decide whether we want to pay the price, now and/or down the line. –

M. Finkelstein

Has any of you ever felt very similar to Alice in Wonderland’s white rabbit and its endless race against time? To a certain extent he represents a symbol of modern society, always rushing, where velocity and immediacy are fundamental values that strongly influence the importance we give to things, events, achievements. As a result of that, we’re constantly on alert.

Feeling overwhelmed, anxious and deeply alienated are all signals of a specific type of stress – physical, mental, social and environmental – linked to the fast lifestyle; to create a healthier alternative there has been a raise in slow movements, a different attitude that chooses quality over quantity, handmade, artisanal, procedures over disposable and ready-to-use production. Indirectly, living slow means giving a break to the environment – and the people who live in it – using only what is necessary of the resources we may find, because there is time to evaluate true costs and manage waste better. Slow thinkers are also realizing that multitasking and the everlasting absence of crisis are myths if considered without exceptions.

Is not about always replacing velocity with slowness; when there is urgency is still crucial to maintain a speedy response; in order to be able to do so we need to counterbalance this with decompression time, where importance takes the place of urgency.

“As in the case of the individual body, this shift from the sympathetic (flight/fight) to the parasympathetic (rest/digest) mode will activate our natural healing mechanisms.” – M. Finkelstein from Slow Living Is Healthy Living, Huffington Post – 24th November 2014

Slow food, slow medicine, slow cities, slow tourism, slow beauty, slow fashion. In the English language “health” comes from the Anglo-Saxon word haelen that means “whole”. Being healthy should mean then to reconnect with the system we’re part of. Taking care of ourselves as part of a whole environment (planet+people).

In Psychology we find more and more the practice of mindfulness, a meditative practice of oriental origins, that urges people to be in the present with more, grounded, awareness.

Let’s see some steps everybody can follow to build a new, slow, reflecting, soft approach to everyday life.

  • Take some breaks. Do you recall when we discussed the unexpected benefits of procrastination?
  • Re-evaluate curiosity, following your instinct in a small detour from your daily routine. A new route, talking to someone you don’t know, living even small adventures keeps our brain flexible and more resilient to change.
  • Listen to your worries. Instead of fighting back immediately your anxiety and all your fears, look them in the eye so that they won’t overcome you when you least expect it. When the noise will be finally down, gradually come back to the present by listening to your body, your breath, your basic senses.
  • Taste pleasures. When you’re in a situation that triggers your sense of pleasure, let yourself go to it, moving all your awareness to the source of pleasure, in order to make the most of it.
  • Writing. Every time you feel your head could explode, take a bit of chaos off of it by jotting down, without a specific order, whatever you’re worrying about.

We are living in a time when we have moved away from the pursuit of happiness to the pursuit of fulfillment. – M. Bédat & S.Darabi

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Chi di voi si è mai immedesimato nel Bianconiglio di Alice nel paese delle meraviglie e nella sua corsa infinita contro il tempo, perennemente in ritardo? In un certo senso esso è il simbolo di una società che corre, in cui la velocità e l’immediatezza sono valori cardine e influenzano il giudizio di qualità che diamo alle cose, alle esperienze, ai nostri traguardi. Come risultato il nostro stato psicofisico è perennemente all’erta.

Senso di sopraffazione, disturbi d’ansia e profonda alienazione, in risposta a sempre più evidenti segni di stress – fisico, mentale, sociale, ambientale – causati da quest’approccio fast, si sono venuti a creare movimenti che riscoprono la lentezza e con essa una antica qualità delle cose, come nel caso delle produzioni artigianali e fatte a mano. Indirettamente questo approccio slow ha un impatto positivo sull’ambiente e sulle persone che ne sono parte, perché una vita lenta ha più tempo per valutare la strada migliore da percorrere e le risorse a disposizione, scegliendo solo quelle che sono necessarie, diminuendo gli sprechi. Ci stiamo rendendo conto che il multitasking e l’assenza di difficoltà, oppure vivere senza sapere affrontare una crisi, sono tutte illusioni se vissute senza alcun limite.

Non si tratta di dover sostituire la velocità sempre e sistematicamente con la lentezza; quando c’è un’urgenza manteniamo la necessità di essere veloci e risoluti, ma per avere quella lucidità mentale al bisogno, abbiamo bisogno di un’altra parte di tempo di decompressione, di lentezza, dove l’urgente viene sostituito con l’importante.

“Come nel caso del corpo umano, il passaggio dal sistema simpatico (attacco/fuga) a quello parasimpatico (riposo/digestione) attiverà meccanismi di ripresa e guarigione naturali”. (M. Finkelstein da Slow Living Is Healthy Living, Huffington Post – 24 Novembre 2014).

Slow food, slow medicine, slow cities, slow tourism, slow beauty, slow fashion. In inglese la parola salute, “health” , viene dalla radice Anglo-Sassone della parola haelen, ovvero “whole”, “totalità”. Essere in salute significa, perciò, riprendere il contatto con ciò che ci è attorno, di cui siamo parte; un senso sistemico di benessere. Prendersi più cura di noi come parte di un ambiente.

Non ultima in psicologia si sta sempre più parlando di mindfulness, una pratica meditativa d’inspirazione orientale, che incita all’attenzione cosciente, ruotando attorno al concetto di essere presenti nel momento.

Vediamo qualche semplice passo per addentrarsi in un nuovo stato in cui saremo più lenti, morbidi, riflessivi.

  • Prenditi delle pause. Vi ricordate quando abbiamo parlato delle inaspettate virtù creative della procrastinazione?
  • Riscopri la curiosità, seguendola in qualche deviazione dalla tua quotidiana routine. Una nuova strada, parlare con una persona che non conosci, esplorare il nuovo rende il nostro cervello elastico e più resiliente ai cambiamenti.
  • Ascoltare le preoccupazioni. Invece di combatterle e spingere ansie e paure in un angolo, per poi esserne sopraffatti quando meno siamo pronti, sediamoci e guardiamole in faccia. Ascoltiamole. Una volta che il rumore si sarà placato, torniamo al momento presente ascoltando il nostro corpo, il nostro respiro, i nostri sensi.
  • Assaporare i piaceri. Quando vi trovate in una situazione che vi crea piacere prendetevi il lusso di richiamare tutta la vostra consapevolezza su di essa gustandola appieno. Sempre attenti ai principali sensi corporei, lasciatevi andare al piacere.
  • Scrivete. Ogni volta che sentite la vostra mente esplodere, immersa nel caos, prendete carta e penna e cominciate a scrivere, senza un ordine, qualsiasi cosa vi passi per la testa.

We are living in a time when we have moved away from the pursuit of happiness to the pursuit of fulfillment. – Viviamo una vita in cui ci siamo allontanati dalla ricerca della felicità verso la ricerca del compimento, della realizzazione. – M. Bédat & S.Darabi

 

 

 

 

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