How to deal with the end of a friendship / Come superare la fine di un’amicizia

by simonacampli

fine di amicizia

Last week we launched the long-time friendship theme discussing how, unfortunately, there are times when these won’t last; you wake up one day as a full grown-up adult feeling a bit lonely or with only a handful of close friends whom you only met recently in life. Not that this should be of any concern on the quality of adult relationships but sometimes it happens that adult friendships tend to be more detached, respectful of individual life than those created years and years ago.

So how can you manage those tough moments when ghosts from old time friendships come visit, with a positive attitude, avoiding let them attack your personal confidence?

  1. For one, it is pivotal to listen to eventual blocked emotions, that might have been pushed in a corner of the heart. If something happened in the past – an argument, a fight, a misunderstanding – as a result of which one or many friendships ended, it can be that the consequent feelings are still present. If these are not handled properly, we will continue experiencing regrets and resentment, and they will continue creating obstacles on present and future relationships, as fear of abandonment, wounded pride, sense of failure, fragile self-confidence and so on.
  2. From vague resentment it can be a slippery slope right into a perceptive tunnel – as Alice in Wonderland’s white rabbit hole without the wonderland – full of rage, sadness, recurrent thoughts and even paradoxical amnesia like: “I’ve been so angry for so long that now I can’t even remember why!”.
  3. Contextualize. Some friendships have their importance and dynamics linked to the time of your life when you experience them. For example, friendships that come early in life, before any romantic relationships, tend to be more intense, with little boundaries and frequent jealousy.
  4. Difficult relationships can also often represent a sign of inner problems you’ve been too distracted to solve. If something don’t work in the communication or other areas always try to see things from outside asking: do I know myself enough to know where I stand in the argument? Am I satisfied with who I am? Am I offering an authentic image to others or am I putting on an act?
  5. Acceptance. When things have been hard and time has passed quite often trying to fix things won’t work as magic. Through difficult, bitter experiences, you’ve probably grown and become a better person, a better friend; accepting the limit of your past is a key step to move on. Avoiding risky “what if”, failures of the past should not holding you back in your present and future.

 

it’s a learning process, you can’t fix the past but you can have better relationship in the future

On the contrary, a though relational past, if porperly managed, can offer great insights and deeper learning than an easy ride.

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La scorsa settimana abbiamo lanciato il tema delle amicizie di lunga data, come, a volte, purtroppo non funzionano e ci ritroviamo da adulti un po’ soli oppure circondati da persone a cui vogliamo bene ma con cui abbiamo rapporti molto freschi, recenti, forse anche un po’ distaccati, come spesso accade dopo l’età della crescita, più individualisti.

Ma come fare per gestire quei momenti difficili in cui la mancanza di amicizie di lunga data ci fa vacillare nella nostra sicurezza interiore?

  1. Prima di tutto bisogna gestire le eventuali emozioni bloccate, messe da parte, se qualcosa è successo – una discussione, un tradimento, un malinteso – che riconduciamo alla chiusura di amicizie a suo tempo importanti. Se questo non accade si può rimanere bloccati nel rancore che copre un ancora più vasto senso di perdita, di fallimento, di orgoglio ferito con tutta una serie di conseguenze negative su rapporti presenti e futuri (mancanza di fiducia, senso di non essere all’altezza e così via).
  2. Dal rancore poi ci si può infilare in un vero e proprio tunnel percettivo, quasi come il buco del coniglio di Alice nel Paese delle meraviglie, senza però alcuna meraviglia, anzi, solo rabbia, angoscia e ricorrenti pensieri che portano ad effetti paradossali del tipo “dopo un po’ so solo che sono arrabbiato/a ma non mi ricordo neanche più perché!”
  3. Contestualizzare. Alcune amicizie hanno un certo peso perché accadono in fasi specifiche della nostra vita, quindi rispondono anche a regole ed aspettative diverse da altre. Ad esempio le amicizie che precedono le prime storie d’amore a volte rappresentano una sorta di banco di prova, con frequenti gelosie, morbosità e intensità molto più forte di altre amicizie che arrivano dopo negli anni, quando abbiamo più esperienza per gestirle.
  4. Rapporti difficili spesso sono specchio di difficoltà insite nel nostro modo di comunicare o comportarci con gli altri. Se qualcosa non va chiediti sempre: Mi conosco abbastanza per sapere dove mi posiziono nella discussione? Sono soddisfatto di me? Mi propongo agli altri con onestà e senza maschere?
  5. Accettazione. Quando le cose sono andate male e ormai di acqua sotto i ponti ne è passata, a volte tornare indietro non serve molto. A volte attraverso esperienze non andate a buon fine siamo, però, in grado di crescere e bisogna accettare, quando accade, i limiti che ci siamo lasciati alle spalle che non ci hanno permesso di fare diversamente, evitando di chiederci costantemente “chissà SE (avessi fatto diversamente o detto diversamente)” . I fallimenti del passato non dovrebbero bloccare dalle nuove esperienze che la vita ci propone.

it’s a learning process, you can’t fix the past but you can have better relationship in the future

Al contrario, avere avuto dei problemi relazionali nel passato, se gestiti bene, vuol dire probabilmente aver imparato di più.

 

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