Great Expectations – Aspettative Eccessive

by simonacampli

Many relational issues have their origin in excessive expectations. How is it possible that needs, dreams or desires – the invisible threads that create expectations – are capable of suffocating feelings and destroying harmony?

Many theories bring explanations on how the expectations are made; some say our first relational experiences lay the foundation for them.

Others support the role of the mind in creating beliefs, first, that, through habit, become strong convictions.

Finally there is another view that say people try to get frustrated, unfulfilled needs from partners and friends.

Each of these theories have one common denominator, how expectations are made of subjective matter; they talk about us, how we see and perceive the world and, therefore, how we devise it for ourselves.

How we make sense of our worlds – the stories we tell ourselves and each other – does much to determine what we experience – M.F.Hoyt

Expectations can also be influenced by the primary form of relationship, the one we have with ourselves.

It’s no coincidence that people who have a better understanding of themselves, find creating positive relationships with others a bit easier.

Whatever road is chosen to get there, rising expectations can be a tricky business; especially if these are quite strong, their impact on relationships can be heavy.

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• One scenario is when inflexible expectations lead to non acceptance of anything different from them. Every relationship born behind these stars will initially be almost idyllic but gradually, one disappointment after another, one argument after another, eventually it will likely end with a big explosion.. a bit like – painful – fireworks.

• On the other end, when there are no expectations at all, or these are too confused, unclear, it is easy to follow others’, with the risk of creating passive relationships, where it is possible to feel dominated, detached from the personal point of view, eventually disappearing in the other’s.

Through a process described in earlier posts, from illusory expectations, people often find themselves in disappointment and, finally, into depressive ends, feeling as if the only chance is giving up.

Let’s go back one step to say relational expectations are influenced by the relationship we have with ourselves. Let’s put this special relationship under the microscope; what is that we enjoy receiving? How we particularly like to be supported or entertained, or, even, inspired? How we’d like to be treated by others? What we’d like to show about ourselves that makes us human, authentic, special?

Through a little self-discovery, easily done everyday in front of the mirror, imagining a perfect relationship where we feel completely at ease, content, we can unveil our inner expectations and gradually be able to present them to others, asking for things we think we need, or changing the same expectations through a process of self-critique, in a, constantly dynamic, personality development.

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Molti problemi di relazione nascono da un eccesso di aspettative. Come si arriva a costruire troppe aspettative tanto da soffocare i sentimenti e causare la perdita di armonia?

Esistono diverse teorie sul luogo di provenienza delle aspettative; alcuni sostengono siano le nostre esperienze relazionali, soprattutto quelle sviluppate nei primissimi anni di vita, all’interno della famiglia, a tracciare le aspettative che ci portiamo dietro nei rapporti successivi.

Altri sostengono che nasca tutto all’interno della nostra mente e che piano piano ci abituiamo a queste pensieri al punto tale da trasformarli in “credenza”.

Si sostiene pure che nella ricerca di un partner cerchiamo di soddisfare desideri inespressi o frustrati.

In ognuna di queste teorie il comune denominatore delle aspettative è la loro materia soggettiva; esse parlano di noi, del nostro modo di vedere il mondo e, di conseguenza, costruirlo.

How we make sense of our worlds – the stories we tell ourselves and each other – does much to determine what we experience – M.F.Hoyt

Si può anche dire che le aspettative nelle relazioni si basano sulla nostra esperienza primaria di relazione, quella con noi stessi.

Non a caso le persone che si conoscono meglio e sono in maggiore accordo con se stessi, trovano più facile relazionarsi agli altri con successo.

Qualunque sia la strada per raggiungerle, le aspettative possono essere cosi radicate in noi da costruire, in maniera più o meno consapevole, la vera trama dei rapporti con gli altri e molto spesso questo crea dei problemi.

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• Se per esempio queste aspettative sono troppo rigide, tendiamo a rifiutare tutto ciò che non ci si allinea. Questo è il caso di quei rapporti – d’amore, amicizia o collaborazione – che cominciano con “l’idillio” ma gradualmente, attraverso un numero crescente di discussioni, arrivano al capolinea con un’ esplosione.. un po’ come un fuoco d’artificio che si consuma velocemente.

• Se, al contrario, non abbiamo alcuna aspettativa, o meglio, le abbiamo molto confuse, non delineate, tendiamo a seguire quelle degli altri mettendoci “al loro servizio” con il rischio di perdere contatto con la nostra autenticità, scomparendo all’interno del rapporto.

Attraverso un processo di cui abbiamo già parlato in passato dall’aspettativa illusoria si passa a una o più delusioni, tante quante sono necessarie, a seconda del caso, per farci sentire così insoddisfatti da sentirci “depressi”, eventualmente disponibili all’opzione di rinunciare.

Facciamo un passo indietro. Se le aspettative relazionali si basano sul rapporto che abbiamo con noi stessi, cominciamo a mettere a fuoco quello. Cosa vorremmo ricevere? Come vorremmo essere aiutati, confortati, intrattenuti? Come vorremmo che gli altri si rivolgessero a noi e cosa vorremmo che vedessero delle nostre qualità e dei nostri difetti?

Guardiamoci allo specchio ogni mattina per qualche minuto e immaginiamoci in una relazione perfetta, totalmente a nostro agio, pienamente appagati.

Cominciamo a conoscere meglio le nostre aspettative per svelarle ai nostri occhi e, successivamente, presentarle agli altri, anche chiedendo apertamente ciò di cui abbiamo bisogno. E, se necessario, aggiustiamo aspettative ormai superate o che non riteniamo più corrette, alla nostra personalità in dinamico cambiamento.

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