Live Pain / Vivere il dolore

by simonacampli

pain meditation

During a process of change, growth or simply in the daily making of our work/life balance, a huge pain can show up, demanding complete attention. It is very hard maintaining focus on what – up until a second ago – used to be the centre of our mind or our strongest passion, when something so intimate and deep strikes unexpectedly.

It can be physical pain or emotional suffering, but in the context of something so important and personal that our life is separated in two: the “before” and “after” the event. Situations like these quite often cause a re-evaluation of the meaning of our existence and a need of finding new and adjusted priorities.

Once the event is over  and the needed relaxation follows, it’s time to get back to what we were doing, continuing our projects and duties. This can be experienced as unreal, even fake. As if we can’t go back to our innovative, creative or productive self, just like this.

One of the most crucial things to keep in mind is

Doing little is very different from doing nothing

When we’re hurting it is almost impossible to be at our best but we need to start somewhere. In this the natural passing of time with daily tasks nudges us to give it a try so we can just start by trying not to resist. It’s like the difficult Monday morning or the first day after a long vacation, only that we’re not as relaxed and serene, but still out of practice. Once the first few steps are made the mechanism gradually starts again and through the positive support of small accomplishments we can built momentum, finding more and more commitment and energy to reach bigger goals. So here the key is maintaining small minimal aims.

The power of Meditation and Reflection

is limitless. What usually happens when we’re in pain is we will try as much as possible to avoid it, focusing on distracting ourselves in other things. The resistance is mostly based on the fear that we’ll lose control in it; it’s like entering a river being scared that the stream will bring us down, in the water, in the dark and deep abyss.

On the contrary, pain, as every other emotions, is extremely subjective so, after the first step in, we’ll gradually recognize it and we will feel at home. Do you think it is still too risky? Science could reassure you on this. A research of Wake Forest University in 2011 has demonstrated how meditation and reflective time spent with the pain have strong impact in the perception of it. The study is based on physical pain and was proven that perception of pain dropped by 40% for people who they had trained to meditate through the experience.

Of course we can’t overcome pain in one go, with one immersion. A small diving exercise a day could let us feel lighter and give us reflective cue that can really help us becoming better people, adding meaning to the experience or to our present.

So that pain can finally become exactly what you needed.

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Nel bel mezzo di un cammino di cambiamento o crescita, di un progetto o semplicemente nel normale balance vita/lavoro, il dolore può presentarsi nella nostra vita, richiamando tutta la nostra attenzione. E’ difficile mantenere il focus su ciò che, fino ad un momento prima, era la nostra passione o il lavoro di una vita, quando qualcosa di terribilmente doloroso accade a noi o molto vicino a noi.

Che si tratti di dolore fisico o psicologico, stiamo parlando di situazioni così importanti da rappresentare una separazione tra il “prima” e il “dopo” e che spesso portano a vedere la nostra vita da una nuova prospettiva, seguita o meno dalla volontà di ristabilire priorità più autentiche.

Una volta che l’evento si è concluso e la necessaria fase iniziale di riassestamento passa, torniamo ai nostri progetti ed è allora che possiamo sperimentare una difficoltà a rientrare nei nostri panni di innovatori, creativi o produttivi lavoratori.

Una delle prime cose da tenere a mente è che

Fare poco è diverso da non fare nulla

Quando ci sentiamo feriti e doloranti è difficile produrre al massimo ma – dopo un dovuto iniziale riposo – da qualche parte bisogna pure cominciare! In questo la vita di tutti i giorni ci aiuta perché ognuno di noi ha avuto esperienza del Lunedì mattina, o del primo giorno dopo le vacanze. A volte si comincia con grinta e a volte ci sentiamo arrugginiti, ma con il movimento e l’azione i meccanismi si sciolgono e tutto ricomincia a funzionare come prima. Anzi, attraverso il rinforzo positivo dei piccoli traguardi raggiunti, riusciamo anche ad accelerare la nostra produttività. Quindi, mi raccomando, è importantissimo mantenere dei piccoli traguardi minimi.

Il potere di un momento di Meditazione o Riflessione

è infinito. Ciò che spesso succede col dolore è che si evita di immergersi in esso. Si fa resistenza. Allentare il controllo fa paura, temiamo di perderci nelle lacrime come in un mare scuro e profondo. Tutt’altro, il dolore come ogni altra nostra emozione, è estremamente soggettivo quindi, dopo un primo momento, ci si sente a casa nei pensieri tristi. Pensate sia troppo rischioso? La scienza ci rassicura. I ricercatori della Wake Forest University nel 2011 hanno pubblicato dei risultati su una ricerca che studiava gli effetti della meditazione sulla percezione del dolore fisico. Bé la percezione del dolore scendeva del 40% per le persone che avevano esercitato con regolarità la meditazione.

Certo non possiamo superare il dolore tutto in una volta ma una piccola immersione al giorno potrebbe portarci grandi spunti di riflessioni, alleggerire il nostro peso e arricchirci come persone, donandoci anche qualche strumento in più per la nostra vita presente.

E il dolore può diventare esattamente ciò di cui la tua vita aveva bisogno.

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