Stress: From practice to theory / Stress: dalla pratica alla teoria

by simonacampli

“I know all the theory, but it’s the practice I’m struggling with!”

This is a brilliant way one of my client recently used to describe the frustration of being unable to cope with stress and worries without losing control and destructively venting out with rage or painful tears on others.

These words echoed in my mind while watching the video I’m posting below, where psychologist and neuroscientist Ian Robertson precisely discusses the theme of stress as he has done in many of his books: “The Stress test”, “The mind’s effect”, “The mind’s Eye” and “The Winner Effect”.

Dr Robertson emphasizes the positive role of stress, as we also presented in an earlier post, when this is not an extended experience in time and also doesn’t exceed one’s ability to cope with it. In small dose, stress triggers resilience which can represents an extra income of energy and mental ability that normally isn’t used in daily life.

Another key factor to label stress as positive stress is considering a struggle more as a challenge than a problem, so that through difficult challenges one can even improve the performance.  This also means considering the physical activation signals not as anxiety but excitement, both mental and cerebral.

Emotion, first and foremost! Understanding only afterwards! (Paul Gauguin)

The process of finding a solution to the problem, following a strategic path, goes a bit beyond this rational – but still positive – change of labelling. Without focusing merely on the thoughts, through an unconventional use of communication, the change is oriented towards emotions. Our ability to feel and the quality of it, is the starting points for many of the issues experienced in life and must be adjusted in order to create an authentic and long-lasting positive change. Through the use of visual language enriched by metaphors and analogies, and the use of practical stratagems, the work is devoted to create the right, tailored, corrective emotional experience (Alexander), a new and positive direct experience where the individual can live  a problem-free scenario. Doing something that was not possible before, or, viceversa, quitting something that before was mandatory or inevitable.

Understanding is a phase that must follows emotionally experience. After the so-called phase of consolidation, where new and positive changes are expanded in many contexts and strengthen through time and overcome obstacles. Every individual, using the personal world of reference, can truly give meaning to past struggles and the achieved results. From practice to theory.

 

 

 

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“La teoria la so tutta ma non riesco a metterla in pratica!”

Così si è brillantemente espressa una cliente descrivendomi la frustrazione di non riuscire a scaricare lo stress e le preoccupazioni in una maniera lontana dalla distruttività, il rabbioso attacco verso l’esterno o il crollo emotivo in pianto.

A queste parole stavo ripensando mentre ascoltavo l’ interessante video che trovate in chiusura dell’articolo, dello psicologo clinico e neuroscienziato Ian Robertson, autore del libro “The Stress test” così come di altri best seller tra cui: The Mind’s Sculpture, The Mind’s Eye e The Winner Effect.

Il dott Robertson enfatizza il ruolo sorprendentemente positivo dello stress, come lo abbiamo presentato anche in un precedente articolo, quando esso non è prolungato nel tempo. Lo stress qui diventa fonte di attivazione e stimolo a liberare una sorta di extra energia mentale che a volte non si sapeva di avere a disposizione.

Una caratteristica fondamentale per avere esperienza di Stress Positivo è considerare la difficoltà più come sfida che come problema o attacco; di conseguenza questo approccio mentale porta l’individuo ad essere maggiormente resiliente alla difficoltà stessa, spesso migliorandosi attraverso gli ostacoli incontrati lungo il percorso. Ciò significa anche avere meno esperienza di ansia e panico e ricondurre tutte le manifestazioni fisiche di allerta verso una sana concezione di attivazione o eccitazione neuronale e  mentale.

Innanzi tutto, l’emozione! Soltanto dopo la comprensione! (Paul Gauguin)

Il procedimento di soluzione del problema seguendo l’ottica strategica va, però, un po’ oltre ciò che viene descritto nel video del dott Robertson; sorpassando il lavoro svolto a livello dei pensieri e delle etichette, ci si rivolge, in maniera non-convenzionale, alle emozioni. Attraverso l’uso di un linguaggio ricco di metafore, analogie, stratagemmi si cerca l’attivazione di una Esperienza Emozionale Correttiva (Alexander) dove la persona vive direttamente sulla propria pelle, attraverso un’esperienza diretta, lo sblocco del problema. Riesce a fare qualcosa che prima non poteva fare o, viceversa, riesce ad evitare di fare ciò che prima era obbligatorio.

 

La comprensione è una fase successiva, costruita attraverso il periodo di consolidamento del risultato, dove si sperimenta il nuovo equilibrio emotivo nel tempo, nonostante altri ostacoli vengano incontrati, e superati. Ognuno, attraverso il proprio mondo di riferimento, riesce a dare un senso alla propria esperienza di difficoltà e ai risultati raggiunti. Dalla pratica alla teoria.

 

 

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