Increase your number of choices / Aumenta le possibilità di scelta

by simonacampli

consciousunconscious

*Illustrazione di Sarah Maycock

Last week I took part with a small group of people to a very interesting workshop around the topic of leadership; how to know your leadership style better, recognize it and find new unrealized way to keep the lead on it, to your liking.

One of the most insightful exercise we did through the course was – very evocatively – called “making the unconscious, conscious”. The assignment was to visualize a negative example of leadership and write three main traits on a piece of paper; on the other side of the sheet it was requested to do the same for an exemplary positive leader.
The first reflection which was then offered to us was that the negative characteristics were to be found in us as well, maybe something that was said to us once or we could recognize in our behaviour, even on a milder scale. This was the toughest part of the exercise and required all the flexible mindset and suspension of judgment, necessary, on a daily basis, in my work. Do-goodery and morals don’t serve well when it comes to empower people to reach the change they desire; most of the times these leading forces can, in fact, even derail a truly powerful result. Everything can be useful, as long as it helps in reaching the desired change and creating more options of achieving it, following the “whatever works” principle.

To use a very wise man’s words

I shall act always so as to increase the total number of choices – Heinz Von Foerster

Even more insightful was continuing the exercise on every negative trait which had been brought to the table and realizing that, by focusing on the milder version of each one, tuning in with the emotional need which may have requested it in the first place, quite everything could represent an important addition to a good, effective, leadership.

Let’s make an example to clarify this even better. As negative leadership traits, one thing I had listed was “being full of yourself, immersed in your subjective point of view, denying visions of others”. Once I’ve adapted this on a milder scale it becomes: being focused on your own vision, your values and ideas, avoiding excessive external distractions. This represents, in fact, a necessary step to clarify a goal, strenghten one’s self-confidence. It doesn’t negate the need, at another stage, to look for external feedbacks and reflect on them.

But the true revelation was hearing that, on the other side of the sheet, the three positive traits were also representing ourselves, maybe more as unrealized potential. You can recognize and pick up on characheristics in others more if these resound in your internal personality.

But how can you have more access, whenever you’d like, to these positive traits?
One of the one I listed was “having an open mind, letting creativity flow and inspiring others to do the same”. I thought to keep this at its best I have to maintain focus and trust my vision.. So the negative and the positive were aligning!

It was extremely interesting acquiring a new technique which can truly lead to improving the desired change and the internal perception of the self, giving more strategic tools to work with.
On my journey back home I also realized that this exercise was very close in results to the How Worsen technique, one of the golden step to a strategic intervention on change. This can, in fact, through a contradictory effect, inspire to find ways of improving the situation, instead of making it worse.

I’m sure this will be a great new tool to improve my support to people in achieving positive change and impact in their lives and works and to inspire you readers to do the same within yourselves.

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Oggi ho partecipato con un piccolo gruppo ad un interessantissimo workshop sul tema della leadership; come conoscere meglio il tuo stile di leadership personale può svelarti immediatamente modi per migliorarlo ed esserne in maggiore controllo.

Una delle esercitazioni più potenti che abbiamo fatto, sotto la guida dei due conduttori del workshop, si intitolava, in maniera molto suggestiva, “rendi l’inconsapevole, consapevole”.

Praticamente ci è stato chiesto di immaginare un leader che rappresenta l’esempio più negativo a cui possiamo pensare e scriverne le tre caratteristiche chiave per cui ci sentiamo totalmente in disaccordo col suo stile di leadership. Dopo aver buttato giù questi tratti su un foglio di carta, abbiamo dovuto girare il foglio e pensare ad un modello positivo di leadership che ammiriamo profondamente e individuarne tre componenti fondamentali di leadership, a nostro parere, positiva ed efficace.

A questo punto siamo stati invitati a tornare al modello negativo di leadership e a identificarci con queste caratteristiche negative che tanto disprezziamo, chiedendoci: quando nella vita mi sono comportato così? quando qualcun altro mi ha detto che aveva di me questa impressione negativa come leader?

Questa prima parte ha richiesto tutta a flessibilità e sospensione del giudizio che da sempre, nel mio lavoro, sono stata guidata ad avere. Il buonismo e la morale, quando si tratta di creare un cambiamento su misura della persona che hai davanti, non ti portano molto lontano, anzi si mettono in genere di mezzo per bloccare le possibilità di azione. Tutto, veramente tutto, può essere utile come strumento per il cambiamento, se adattato alla situazione.

Per dirla con le parole di un grande filosofo

comportati sempre in modo da aumentare le tue possibilità di scelta” Heinz Von Foerster

Ancora più di inspirazione si è rivelato pensare al valore di ogni caratteristica negativa individuata nel gruppo. Ognuno dei peggiori tratti portati al tavolo, se accettato nella sua linea emotiva di base, che ne crea la necessità, diminuito o adattato ad una maggiore funzionalità, può, in realtà, rappresentare una utile strategia da aggiungere alla lista degli strumenti per una buona leadership. Facciamo un esempio per chiarire questo importante punto.

Come stile di leadership negativa io avevo indicato il tratto: essere pieni di sé stessi, immersi nella propria percezione soggettiva senza riconoscere gli altri e valorizzarli. Se però penso a diminuire questo tratto in una dose minore, questo potrebbe diventare: essere focalizzati sui propri valori, punti di vista e idee senza lasciarsi influenzare dall’esterno. Questa è un’azione fondamentale per chiunque voglia raggiungere uno scopo prefissato e rappresenta una buona dose di sicurezza personale, se giustamente accompagnata da una certa flessibilità mentale e confronto con l’esterno, in un momento successivo.

Il momento di vera rivelazione l’ho poi avuto quando, girando il foglio e contemplando la lista di tre caratteristiche che ammiro in un leader, sono stata guidata e vederle come le mie stesse capacità, in potenza e a pensare a come sia possibile utilizzarle più spesso nel mio presente. Una di queste caratteristiche era “avere una attitudine mentale creativa in grado di inspirare gli altri” e come modo per ampliarla mi sono detta “devo mantenere il focus e credere nella mia visione”. I due risultati si allineavano!

E’ stato molto interessante scoprire una nuova tecnica in grado di aumentare la conoscenza di sé e guidare un cambiamento migliorativo immediato nel rapporto con gli altri e con il proprio lavoro, ampliando la propria percezione e la lista degli strumenti da usare. Più tardi, ripensandoci, ho individuato un collegamento con la tecnica strategica del Come Peggiorare che molto spesso ha un effetto contraddittorio di inspirare la mente al Come Migliorare!

Spero che questa mia esperienza possa essere di inspirazione per altre scoperte future per me e per le persone con cui lavoro, ma anche da subito per voi lettori.

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