Own your narrative / Fai propria la tua storia

by simonacampli

In my work with individuals and teams looking for a meaningful, purpose-driven personal and working life, a key moment is when we address the theme of narrative, the story behind the person or the project.

There could be emotional individual difficulties – such as when feeling purpose-less equals not having a clear meaning in the personal acting or having a daily life deprived of any enthusiasm or, more generally, feeling lost without a clear direction – or a project can be stuck with no progress, in both scenarios the narrative is a fundamental tool in order to lift the clouds in front and finally be able to see things clearly, again.

Sometimes the story had initially a strong part in the development but eventually random events created a gradual disconnection of it, from the authentic self.

For the individual this could follow toxic relationships where people give up their individual respect to follow or even serve others without a continuous, active listening commitment to respect their own needs, ultimately creating boundaries-less relationships where the individual self is confused with the outside world.

The emotional counterpart of this disruptive relational style is often a generalized sense of frustration, with increasing need of rebelling against someone or the world in general. The individual feels internally ripped apart and it is here that the need of restoring an intimate narrative is The key step, followed by a regained ability to communicate positively with the outside. How many times a described sense of “low self-esteem” is, in fact, the result of a period without a clear direction and personal action in one’s own life.

So following this first part, dedicated to the individual struggle, let’s see the basic steps to re-establish an inner narrative and a positive emotional life full of satisfaction, serene intent and empowerment.

• a great first step is exercising active listening towards ourselves through asking at the mirror each morning what would I do today if I felt empowered, with a clear aim, moving closer to my authentic self and goals?

• all the ideas found exercising active self-listening will find ideal place on a notebook which will gradually become the initial draft of our new narrative. Focusing on goals, desires, long-forgotten personal traits, we will re-narrate to ourselves who we really are, trying to use and always prefer a positive language with few opposites and self-criticism. This is much in line with the leadership exercise we discussed few weeks back.

• if the need to focus on self-criticism seem to be pushing strongly then let’s try to hear those voices accordingly. On the side of your new, positive narrative, dedicate some time to visualize yourself on the top of a hill, made of all the ruins you’ve created through failures, poor judgement and mistakes. Each time take one piece of these ruins and look at it thoroughly in your memory, in every detail of  your torn existence. Be mindful about it.

So here it is, piece by piece, the new narration will focus on the positive and will find a final place in us, guiding our new, improved, existence out in the world.

The only reason for the existence of a novel is that it does attempt to represent life. Henry James

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Nel mio lavoro con gli individui e con i team alla ricerca di maggior “scopo” e “significato” nella loro vita professionale e lavorativa, un momento chiave è sempre quello dedicato alla narrativa, la storia dietro all’individuo o dietro al progetto.

Sia che la difficoltà sia di tipo emotivo per l’individuo – mettiamo caso che “non ci si sente soddisfatti della propria vita” o non ” si senta entusiasmo nella quotidianità” o ci si senta anche vagamente “persi” senza una chiara direzione- o sia che si tratti di una più precisa confusione di intenti in un progetto, la narrativa di fondo è fondamentale per aprire le nuvole davanti ai nostri occhi e farci vedere chiaro.

A volte succede che la storia sia chiara in principio ma poi per tutta una serie di episodi che deviano il percorso dalla strada maestra, si perda il significato autentico dell’unicità della persona o del progetto. A livello individuale questo capita anche nelle relazioni, quando l’individualità della persona venga messa troppo al servizio dell’altro, perdendo la capacità di auto-ascolto, confondendosi con l’esterno. Una sana sensazione di frustrazione, mancanza di rispetto, voglia di ribellarsi è il primo segnale che i confini individuali sono stati lacerati e del bisogno di ristabilire una chiara narrazione intima per poi poter comunicare meglio all’esterno. Questo spesso viene definito “mancanza di autostima” quando in realtà è l’effetto di un periodo più o meno lungo di non soddisfazione e chiarezza personale.

Partendo dall’ambito individuale vediamo quindi come ristabilire la narrativa per ritrovare serenità emotiva e di intenti.

• un buon punto di inizio è esercitare la nostra capacità di ascolto attivo verso noi stessi. Partendo ad esempio dal porsi una semplice domanda al mattino, guardandosi allo specchio. Cosa farei oggi se sentissi di avere una chiara direzione, se volessi andare verso di ciò che voglio raggiungere, autenticamente, come individuo?

• le risposte trovate attraverso la domanda è bene annotarle su un quaderno che diventerà il luogo su cui esercitare questa nuova narrazione. Come se stessi raccontando a me stesso per la prima volta chi sono, delineerò i miei obiettivi, desideri, caratteristiche distintive, cercando di utilizzare un linguaggio positivo, evitando negazioni e autocritica. Vi ricordate ad esempio quell’esercizio di cui abbiamo parlato qualche settimana fa che guida ad individuare il positivo anche di tratti che inizialmente disprezziamo?

• Se il bisogno di attaccarsi e autocriticarsi si fa troppo forte e inonda la narrazione, dovremmo allora dedicare del tempo ad esso per salvaguardarla. Visualizzati sulla cima di una collina formata da tutti i detriti e le macerie dei tuoi errori e fallimenti. Ogni volta prendine un pezzetto ed osservarlo in tutti i suoi minimi dettagli nella tua memoria. Cerca di esserne consapevole e osservarlo nel profondo.

Cosi, passo dopo passo, il processo di narrazione si focalizzerà sul positivo e sarà perfezionato attraverso varie bozze fino a quando la storia sentiremo che ci appartenga nuovamente appieno.

L’unica ragione che abbia un romanzo di esistere è che cerca di rappresentare la vita. (Henry James)

 

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