Strategic support for purpose-driven innovation / Supporto strategico all’innovazione

by simonacampli

strategy for innovation

Keep probing how to strategically support innovation, on the same tone of recent articles, I’d like to present today another important theme: goals and purpose of business.

It often happens that the rational side of our brain leads the business design phase, without checking with the creative counterpart, blocking the true innovative opportunity of creating something brilliant, tailored on the present and environmental situation we worked in, ultimately producing the best chance to success.

Let’s discuss, for example, a typical scenario of this, the personal dilemma of feeling satisfied in our business while make it sustainable and able to sustain our livelihood. These are needs most people experience in their lives. More often than not these two poles seem far away from each other, unable to be combined in one. We feel as though we’re ought to choose only one: the mind or the heart.

Innovation, most times, lies in the middle, in the combination of the two. By finding and designing the business opportunity where we can make use of our inner strengths, emotional intelligence or natural inclinations, to create something unique, useful and able to generate profit.

The starting point can be losing a job or even when the decision of quitting is more active than passive. No more compromise between mind and heart, we want it all.

When a situation of radical change like this one happens, we must start from 0, or even better from 1, the basic and most important element in our life: ourselves.

As described by the innovators responsible for the Business Model Canvas,

“A business model describes the rationale of how an organization creates, delivers and captures value.” (Osterwalder & Pigneur 2010)

Very often, in fact, the dream opportunity take shape via the reunification of the two poles, only apparently distant, in a unique idea tailored on our values, on ourselves. This powerful process requires true and inner awareness of the self, of the goal (s) one’s eager to reach and the purpose of the job. But how to clarify all this with an effective and efficient process?

A first, very useful, step is in fact described in “Business Model You – A one-page tool to reinvent yourself and your career” and represents -as any other strategic solution usually is – an apparent super simple solution of highly insightful potential.

It goes like this:

Think back to any time before you were 20 years old. What did you love to do? What activities – games, hobbies, sports, extracurricular events or school subjects – did you enjoy? Recall your natural, uncoerced, proclivities. Think about what kept you absorbed for hours and made you happily oblivious to the rest of the world. What tasks made time fly? Write down your thoughts on a piece of paper.

Next week we’ll cover another step of the journey to a strategic problem-solving for purpose-driven innovation.

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Continuando ad addentrarci nel supporto all’innovazione, continuando sulla linea degli ultimi articoli, vorrei parlare di un altro aspetto per cui il pensiero strategico può essere molto d’aiuto: la riflessione sugli obiettivi e sullo scopo del business.

A volte la nostra mente razionale prende il sopravvento e seguiamo nell’ideazione di un progetto la strada del pensiero più convenzionale, dimenticando di considerare tutta una serie di aspetti che possono guidarci invece a delineare un’idea innovativa, che si adatta al mondo circostante o al contesto di riferimento, creando una vera opportunità di successo. Prendiamo il caso di due necessità che tutti condividiamo: essere soddisfatti emotivamente e sostenere la nostra vita economicamente. A volte queste due necessità non combaciano immediatamente e così ci troviamo nell’annoso dilemma di scegliere mente o cuore. L’innovazione, però, molto spesso giace nel mezzo. Nel trovare l’opportunità che ci permetta di usare la nostra inclinazione e intelligenza emotiva per creare qualcosa di utile, in grado di generare anche profitto.

Questa situazione di stallo può venirsi a creare ad esempio nel caso di un lavoro che termina inaspettatamente lasciandoci apparentemente a terra ma anche con un foglio bianco in mano, su cui scrivere un nuovo presente e futuro. A volte, poi, siamo noi stessi a scappare da una situazione che ormai non ci soddisfa più per ribellarci al dilemma mente-cuore, rifiutando di fare a meno di una delle parti.

Quando una situazione di cambiamento come questa si presenta bisogna ripartire da zero, anzi da uno direi. Dall’elemento di partenza più importante di tutti: noi stessi.

Così come descritto dagli innovatori dietro il Business Model Canvas,

Il Business Model descrive la logica con la quale un’organizzazione crea, distribuisce e cattura valore. (Osterwalder & Pigneur 2010)

Molto spesso infatti la nostra opportunità dei sogni che riunisce i due poli -apparentemente- opposti deve essere da noi creata, disegnata, su misura e non può essere trovata nel mondo. Un processo del genere richiede consapevolezza e conoscenza di sé, così come dello scopo che si vuole raggiungere, in dettaglio. Come si fa ad approcciare un simile processo di auto-riflessione con efficacia ed efficienza?

Un primo utile esercizio viene descritto nel libro ed è – come molte soluzioni strategiche – apparentemente semplice e banale, racchiudendo al suo interno un enorme potenziale intuitivo.

Pensa a un tempo nel passato, magari anche molto indietro nel tempo, quando per esempio avevi 20 anni. Cosa amavi fare? Quali attività – giochi, hobbies, sports, eventi di piacere o anche materie scolastiche – consumavano le tue ore con piacere? Focalizzati su ciò che sentivi naturale e in linea con la tua spontanea inclinazione. Pensa a ciò che ti teneva distratto e quasi noncurante del resto del mondo. Cosa era che faceva volare letteralmente il tempo? Butta giù i tuoi pensieri come vengono su un foglio di carta.

La prossima settimana continueremo a scoprire il percorso verso una nuova consapevolezza strategica di sé, per un’innovazione personale più di successo.

 

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