On the other side of negative / Dall’altro lato della negatività

by simonacampli

artem sapegin

Many of you following the articles recently published on negativity are expecting a happy ending after a long examination of how negative thinking works and all that can be done to maintain the problem through time, gradually making things worse.

Before we move on discussing possible strategic solutions, let’s wrap the discussion with the last very common attempted solutions which are:

 

• Getting angry with the world

this – as much as caring too much of what other people might think or how they might judge you – is a recurrent train of thoughts feeding negativity, even surrounded by the illusion of having an objective point of view, an opinion-free perspective on people and life. The same illusion creates the paradox of comparison where we seek reassurance from people of us being “at equal or better level” just by looking at their accomplishments. By doing so, instead of feeling reassured, the more we look the more we’re caught in a deep sense of inadequacy because we can only see the results of their work and not the struggles behind. We know ourselves inside and out but can only truly see external appearances of other people, even the ones we feel we know the most.

• Living in the past or excessive anticipation of the future

These days people would do anything to elude life in the present. Caught by the distorted idea that we can be safe if only we’ve understood all our previous mistakes and prepared to avoid future pitfalls, we forget the main tool of human wisdom: being present.

• Letting go of the precious lucidity that usually comes with life&death situations

instead of keeping the insight close to mind. In those extreme situations we tend to have a better and clearer feeling of what’s important and necessary for our happiness. Of course everyday life can’t be weighted in all its tiny moments as if it was always the last one but, still, having that existential perspective always present somewhere in your mind may help avoid unnecessary turns in the path you’ve chosen or really should have.

 

Ok… Now that we’ve seen what are the common forces maintaining negative thinking in people’s life, dragging them down until they’re just a pale resemblance of what they could have been, let’s move to a couple of tips you can follow to apply an equal but contrary, strategically positive effect :

 

Shifting perception from immediacy to flow – when you’ve decided to try something out or are just trying to live your day fully, try to believe in the process instead of constantly reviewing it at each and every step. Even if you’ve encountered some obstacles, have a little faith and ask yourself: what opportunity these obstacles can bring to me on a bigger, systemic, picture?

Always remember how, in what way you’ve noticed you can make things worse. Instead of obsessing yourself on how to solve the dilemma, look at what you’re already doing to keep being stuck in it.

Expressing, channeling your doubts, worries and insecurities: face the most human side of your self with creativity through writing, listening to your thoughts, devoting time as if you were meeting an old friend, or even taking the expression into arts. Own your negativity and insecurities as they where the shiniest gems and you’ll emerge more confident than you’ve ever been.

 

Art takes an ice pick to the heart. –  F. Nietzsche

 

***

Molti di voi che hanno seguito i recenti articoli relativi alla negatività, sono probabilmente in attesa dell’happy ending ovvero la discussione sulle possibili soluzioni, dopo aver esaminato tutto ciò che può essere fatto per mantenere – e anche peggiorare – il pensiero negativo.

Prima di spostarci sulle soluzioni strategiche, però, concludiamo la carrellata di tentate soluzioni con le ultime due tra le più comunemente messe in atto:

 

• Arrabbiarsi con il mondo

questo – così come essere troppo preoccupati di ciò che pensano le persone o i possibili giudizi che possono avere su di noi – rappresenta uno sciame di pensieri molto comune che porta alla negatività; circondato dall’illusione del punto di vista obiettivo ci spingiamo spesso anche in interminabili paragoni che dovrebbero rassicurarci nel controllare di essere “abbastanza” o “allo stesso livello” nei risultati ottenuti dagli altri. Nel fare ciò, però, invece di sentirci rassicurati, più confrontiamo e più ci sentiamo sprofondare in un mare di inadeguatezza perché possiamo solo vedere i loro risultati ma non le fatiche che dietro si nascondono. Conosciamo noi stessi a menadito ma possiamo solo vedere le apparenze esterne degli altri, anche di coloro che conosciamo meglio.

• Vivere nel passato o con un’eccessiva anticipazione del futuro

Oggigiorno molti persone hanno difficoltà nel rimanere presenti alla loro vita. Catturati da un’idea distorta e ingannevole di sicurezza che deriva dalla costante riesamina degli errori passati o anticipazione dei possibili pericoli futuri, ci si può facilmente dimenticare dell’arma principale di saggezza e introspezione umana: essere presenti.

• Farsi sfuggire la lucidità che normalmente arriva in momenti estremi di vita/morte

invece di tenere questa consapevolezza estesa vicino alla nostra consapevolezza. In quelle situazioni estreme si tende ad avere una maggiore capacità di sentire ciò che è veramente importante per la nostra personale felicità. Certo, non si può confrontare ogni piccolo momento o decisione della vita quotidiana con quel tipo di bilancia esistenziale, altrimenti pochissime cose avrebbero senso, ma comunque avere a portata di mano questa altra forma di misurazione ci potrebbe aiutare a mantenere la giusta rotta, evitando inutili perdite di tempo.

 

Bene… Ora che abbiamo visto tutti i principali modi per mantenere e peggiorare un problema di pensiero negativo, in grado di distruggere ogni traccia di sicurezza personale, presentiamo un paio di indicazioni strategiche per apportare una forza uguale ma contraria al problema, ottenendo un effetto positivo:

 

Spostare l’attenzione dall’immediato al processo

quando si é deciso di intraprendere qualcosa di nuovo o semplicemente si sta cominciando ad assaporare la vita quotidiana nel presente, il modo migliore per continuare é focalizzarsi sul processo invece che stressare ogni secondo con un continuo controllo-qualità. Anche nel caso di ostacoli specifici sforziamoci di mantenere il focus sul processo e chiederci: Quale opportunità questi ostacoli mi mostrano in una visione sistemica, allargata e d’insieme?

Tieni sempre presente il Come

in quale modo ti sei reso conto che puoi peggiorare la situazione. Invece di ossessionarsi sulla risoluzione di problemi, guarda a ciò che già fai per mantenerli.

Esprimere, canalizzare i tuoi dubbi, preoccupazioni e insicurezze 

guarda in faccia la parte più umana di te con creatività, attraverso la scrittura, l’ascolto attivo, mettendo a disposizione del tempo come se stessi incontrando un vecchio amico, o anche esprimendoti attraverso altre forme d’arte. Riconosci e porta la tua negatività e insicurezza come se fossero le gemme più preziose e emergerai dal processo con una sicurezza interiore più forte di sempre.

 

L’arte Art takes an ice pick to the heart. –  F. Nietzsche

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