Fighting multi-tasking / Combattere il multi-tasking

by simonacampli

nick abrams

(photo by Nick Abrams )

 

So today I was getting ready to go to work and, as usual, while I was having a shower, things that are on my to do list started popping into my head. I say “as usual” because this clarification effect created by mindful activities – such as showering – is something I have experienced quite a lot and started even to count on it, at the end or the beginning of the day.

This time, right after it, I moved on to a different activity, while having a quick bite I was listening to the brilliant podcast David Sedaris has on BBC 4. This combination led to 2 different effects:

  • extreme amusement caused by what I was listening to
  • discomfort caused by the growing feeling I was losing touch with those ideas I had just visualized during the previous activity.

This because from shifting to the second activity I didn’t pause to scribble down a short list of actionable steps which I usually do, to liberate my mind from that burden.

These days the conversation in regards to multitasking being an ineffective strategy is quite a common one, therefore I don’t have to break a thick ice wall whenever I bring it up with clients or in a conversation among friends. But it is still so much ingrained in our daily routines that even people who have already accepted a slower – paced, mindful attitude in their life, find sometimes difficult to stop using it almost inertial-ly .

Napoleon used to say

” I go slow because I’m in a hurry”

and I always thinks about this quote as the best angle to attack the issue from. Is not about falling behind, rather finding the right, personal, rhythm you can really perform well at, and continuing on that speed. The second part is trusting the process and don’t feel the internal (or sometimes external) pressure to check on results all the time, but only at specific, pre-determined, moments when you can have a break, step back and analyse the bigger picture from a distance to see if, in fact, you’re missing something crucial. This while maintaining an overall attitude of attention towards Quality, not only quantity.

So that’s what I’ve done. I stopped the podcast and stayed with the unrest of having missed something important.. after a little while my mind re-aligned to the previous stream of thoughts and the missing idea came back to me! At last, I can continue enjoying the laugh David is gifting me with.

 

***

 

Oggi mi stavo preparando per andare a lavoro e, come spesso accade, mentre mi facevo una doccia, tutti gli impegni sparsi nella mia mente si stavano ordinando in una lista mentale di cose da fare. Dico “come al solito” perché, questo effetto chiarificatore dato da attività rilassanti e meditative – come farsi una doccia – è qualcosa che ho scoperto e potuto osservare molte volte in passato, tanto da cominciare a contare sul suo presentarsi alla fine, o all’inizio di una giornata.

Questa volta, però, subito dopo essere uscita da quel momento rilassante mi sono buttata in un’altra attività molto diversa, ascoltando un podcast (il brillante David Sedaris su BBC 4) alla radio mentre mangiavo un boccone.

La combinazione di queste due nuove attività ha portato a due diversi effetti contrastanti:

  • grande divertimento per ciò che stavo ascoltando
  • crescente inquietudine causata dalla sensazione di perdere contatto con quella chiarezza che avevo appena conquistato nel precedente momento di relax.

Ho ricondotto tutto ciò al fatto che nel passare da un’attività all’altra non mi sono soffermata a consolidare i pensieri appena messi a fuoco, o a scribacchiargli su un pezzo di carta, come di solito faccio per alleggerirne il peso nella mia testa.

Al giorno d’oggi la conversazione nei riguardi degli effetti negativi del multitasking é abbastanza comune e non devo fare alcuna fatica nell’intavolare una conversazione ristrutturante contro il suo uso con amici, colleghi e clienti, perché quasi tutti ormai se ne sono già accorti da soli, nella loro vita, attraverso esempi come questo. Ma é curioso come, anche per chi come me ha ormai abbracciato senza riserve un ritmo di vita focalizzato ad un’attività alla volta per migliorarne l’efficacia e la qualità degli effetti, attraverso un atteggiamento slow o quasi mindful, il multitasking sia una strategia così tanto cristallizzata nel nostro fare che a volte ci troviamo a continuare ad usarla senza neanche rendercene conto, per inerzia.

Napoleone diceva

” Vado piano perché sono di corsa”

e io sono solita ricordarmi di questa citazione come inspirazione per seguire il fenomeno da quella che é, per me, l’angolazione migliore. Non si tratta, infatti, di andare piano e rimanere indietro ma di trovare la giusta velocità, il proprio ritmo, in cui possiamo svolgere al meglio i nostri compiti per un periodo prolungato con effetti non peggiorativi. Bisogna, però, anche affidarsi al processo e non lasciarsi prendere dall’ansia – interna o anche esterna – anticipatoria di controllarne i risultati di continuo, ma dedicarsi a programmare dei momenti di check-up in cui possiamo fare un passo indietro, guardare la figura più ampia ed essere sicuri che non stiamo lasciando niente indietro.

Quindi ecco cosa ho fatto. Ho messo pausa al podcast e sono stata lì con quella sensazione di disagio per qualche minuto.. dopo poco la mia mente si é riallineata con il precedente treno di pensieri ed é riuscita a recuperare l’idea perduta da poco. Finalmente! Potevo, quindi, tornare a godermi David e le sue divertenti riflessioni in pace.

 

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