Saying goodbye / Dire: Arrivederci

erwan-hesry

Every time we experience a big change in our personal life or careers a bundle of emotions are usually part of the package and these can eventually create a sense of suspension and worry.

Sometimes it might take a while for this to kick in, maybe feelings of exhaustion and frustration in a situation are helping us embracing change with the usual optimism that comes with “what’s worst than this” kind-of-thinking. But sooner or later, if just for a minute but, sometimes, for days and days we might start tasting the uncertainty of our new present condition.

First of all, it’s only human to feel ok in what’s familiar, even though it’s not fulfilling. It has happen to everyone of us at least once in our lifetime. But, as Seneca used to say Errare humanum est, perseverare autem diabolicum, to err is human but to keep doing the same errors is diabolic, we become part of the problem or, even, create a new one!

But, yes, every time we feel we would like to experience a new challenge we have to give up the sense of adaptation and expertise that we had build so far. The famous ” first step outside the comfort zone” is, in fact, the hardest.

 

So what’s the common emotional experience people would face in those circumstances?

• Fear – knowing to leave the certain for the uncertain might re-establish closeness to various underlying fears we had forgotten about, since they were tamed under familiar circumstances.

• Sadness – a kind of nostalgic attachment to things that are gone and all that period in our life which won’t, obviously, come back, ever again.

• Guilt – best case scenario you had a nice run so you might feel a bit guilty to leave people, things, places behind since you felt once very close and attached to them.

 

On the other hand, as we mentioned above, you might have a sense of relief, excitement and, even with some discretion, accomplishment for the new opportunity you’re giving yourself.

So how to turn an obstacle into an opportunity and use this difficult time of change to lay the first stone of the pavement to growth and success?

For one hand, allow those hard emotions to have some space. Give a little time to that part of yourself who’s struggling, accepting it and listen to it as if you were meeting an old friend. Chances are, you probably remember at least another time you felt it but this time avoid restraint, let it sit next to you for a little time everyday. Jung once said

“what you resist not only persists, but will grow in size”.

On the other hand, though, don’t let a day pass without tuning in with the positive emotions – joy, relief, accomplishment – as if they were new furniture you bought for a new house. Let’s create the best environment to experience change.

 

***

 

Ogni volta che attraversiamo un momento di cambiamento nella nostra vita personale o professionale, un insieme di emozioni ci accompagnano e da queste si può venire a creare una sensazione di sospensione e anche preoccupazione.

A volte può passare del tempo prima che sia avvertibile, coperto com’è dal senso di esasperazione e frustrazione che una sensazione ci ha creato per lungo tempo, così tanto che in un primo momento viviamo il cambiamento con sollievo e aperto ottimismo, accompagnato da pensieri tipo “peggio di così non può andare”. Prima o poi, però, anche se solo per poco, l’incertezza della nuova realtà comincia a farsi sentire.

Prima di tutto essa rappresenta una reazione molto tipica degli esseri umani alla perdita di ciò che è familiare, anche se non soddisfacente. Ma come Seneca ci ricorda: Errare é umano, perseverare é diabolico. E possiamo anche non limitarci al peggioramento della situazione ma, anzi, spingerci a creare veri problemi dal nulla!

Certo, ogni volta che ci sentiamo desiderosi di novità e di nuove sfide dobbiamo necessariamente lasciar andare il senso di sicurezza che viene dall’esperienza, tipico di ciò che è stato già raggiunto. Il famoso “primo passo fuori dalla comfort zone” é senza dubbio il più duro.

 

Quali sono, quindi, le più comuni reazioni emotive al cambiamento verso l’ignoto?

• Paura – lasciare il certo per l’incerto può accompagnarsi al riavvicinamento di paure dimenticate sotto circostanze familiari.

• Tristezza – una sorta di attaccamento nostalgico può presentarsi verso qualsiasi cosa o persona che dobbiamo lasciare andare, visto che rappresenta un simbolo di una parte di noi o un’epoca della nostra esperienza che se ne va per, ovviamente, non tornare più.

• Senso di colpa – nella migliore delle ipotesi abbiamo vissuto un qualcosa di piacevole che, anche se non ci appaga più, ci sentiamo un po’ in colpa ad abbandonare, dopo tanto tempo in cui ci siamo sentiti vicini ad esso.

 

D’altra parte, come già menzionato, potremmo pure sentirci sollevati e anche, con una certa discrezione, orgogliosi di noi stessi per la nuova opportunità che ci stiamo dando.

Come possiamo, perciò, trasformare un ostacolo in opportunità, e usare queste difficoltà emotive come prima pietra con cui costruire la pavimentazione del successo e della crescita?

Da una parte, permetterci di vivere queste emozioni senza censura. Darsi un po’ di tempo, accettando che sia comprensibile sentirsi affaticati, ascoltandosi come ascolteremmo un caro amico in difficoltà. Probabilmente, già è successo in passato di trovarsi in una situazione simile ma questa volta evita ogni resistenza e siediti accanto a te stesso ogni giorno per qualche minuto. Jung diceva che

” ciò a cui poniamo resistenza non solo persiste, ma cresce anche di grandezza”.

Contemporaneamente, però, non far lasciare giorno senza sintonizzarsi sulle emozioni positive – gioia, sollievo, soddisfazione – come se fossero delle decorazioni appena comprate per una nuova casa. Aiutati a creare il miglior ambiente per vivere il cambiamento.