Purpose-full Success / Successo con scopo

burn outPablo Heimplatz 

In my work to support purpose – driven entrepreneurs in getting their ideas into blooming, I’m constantly all eyes and ears for stories of positive success or struggle.

Recently I stumbled upon a group of ethical entrepreneurs that were discussing the theme of success, trying to define this within their ventures.

As people with intentional living, who care for ethics and making a positive impact with their work, most social entrepreneurs characterize success as the realization of their mission to create a better.. something. So, rather than being only a success in profits, we’re talking about a sustainable idealistic success.

I find myself increasingly reflecting on the impact such missions might have on the individual experience, the person behind the enterprise. As discussed in previous articles, in fact, the risk is high as many are the cases when entrepreneurial or (positive) business success is so close or even equal to the individual, personal success. Person and business both aligned to same values and purpose and one cannot flourish without the other.

For one thing in these stories, money is important of course, but it is only a medium to build something greater. But the responsibility of the cause can be a powerful source of guilt when we decide to give all that we can to support our mission, otherwise, we’re not giving enough. Money becomes, then, even more important than health, while the person is consistently depleted! Mission-driven stories are many times, sadly, entangled with burn out, shame and despair. This mostly because the difficulty to accept bumps in the road and the need to restructure our mission, accepting change, is sometimes very hard to accept.

But, as I read during the conversation

we don’t change if we feel shame and beat ourselves up.

So what happens to the individual if there is no business success or, after a positive start, the endeavor stall?

How much of our health and well-being we will compromise for the growth of the mission?

The discussion is great and probably accessible through a series of articles so I would just add to today’s intervention a short pause to evaluate how much of self-care we’re giving to ourselves to avoid creating the ultimate catastrophe in our purpose-full journey: losing it.

Take a moment and ask yourself, what are the three small gestures of self-care I can give to myself today to empower my work with pleasure, relaxation and focus?

 

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Nel mio lavoro di supporto per i progetti “con scopo”, accompagnando le menti creative che li guidano nella fioritura proficua delle loro idee, mi misuro costantemente con storie di successo positivo o di difficoltà. Di recente in particolare ho partecipato ad una conversazione in cui alcuni imprenditori “consapevoli” ( per intenderci che lavorano per un cambiamento positivo sulle persone e l’ambiente) discutevano il tema del successo, nelle molteplici ed individuali definizioni di esso.

Come persone che vivono intenzionalmente, avendo cura di costruire un impatto positivo attraverso il loro lavoro, questi individui spesso caratterizzano il successo attraverso la realizzazione della loro missione di fondo. Quindi non basta che ci sia un risultato monetario di profitto, il successo diventa un obiettivo idealistico, seppur necessitando di mantenersi sostenibile da un punto di vista economico, per andare avanti. La moneta, quindi, diventa solo un mezzo per raggiungere o costruire qualcosa di più grande.

Mi trovo quindi spesso a riflettere sull’impatto che missioni del genere possano avere nella esperienza individuale, per la persona dietro l’impresa. Come già discusso in precedenti articoli,  infatti, il rischio può essere molto alto visto che molti sono i casi di impatto positivo che nel suo successo si sovrappone alla realizzazione della persona. Individuo e business si allineano verso gli stessi ideali e scopi e non possono affermarsi separatamente.

Ma la responsabilità della “causa” può portare a una grande dose di senso di colpa, spingendoci a dare più di quanto sentiamo possibile per supportare la nostra missione. Dare tutto, altrimenti non é abbastanza. Il successo monetario, necessario a sostenere l’impresa, può diventare, quindi, più importante della stessa salute, mentre l’individuo si impoverisce sempre di più! I progetti guidati da una missione sono, tristemente, a volte accompagnati da burn out, senso di vergogna e disperazione. Soprattutto perché la difficoltà di accettare interruzioni e blocchi nel percorso, che necessitano di una ristrutturazione in una o più parti di esso, di un cambiamento, é a volte troppo dura.

 

Ma, come ho ascoltato nella conversazione già citata

non si cambia se ci fermiamo alla vergogna e al prendercela con noi stessi

Quindi, cosa può accadere all’individuo se non c’è successo del progetto o, magari dopo un’ottima partenza, ci si blocca in un perpetuo momento di stallo?

Quanto la salute e il benessere possono rimanere compromesse a favore della crescita della missione, dello scopo?

Il tema é ampio e probabilmente degno di svilupparsi in una serie di articoli quindi lascerò qui oggi solo una pausa di riflessione per valutare quanta cura di noi stessi stiamo usando nel giorno per giorno, per evitare la più grande catastrofe che una missione guidata da uno scopo possa incontrare: di perderlo.

Prendi un momento per chiederti quali sono tre piccoli gesti che puoi dare a te stessa/o oggi per realizzare il tuo lavoro con maggiore piacere, rilassatezza e concentrazione?